GROSSETO. La strada che unisce due mari rischia di diventare, ancora una volta, la strada delle attese.
Il completamento della Due Mari nel tratto tra Siena e Grosseto slitta al 2027. Lo ha annunciato Anas, motivando il ritardo con il maltempo e con ritrovamenti archeologici emersi nei cantieri.
Per le imprese maremmane è l’ennesima doccia fredda. Un’opera che sembrava finalmente in dirittura d’arrivo torna invece a allungare i tempi, dopo oltre 25 anni di attesa.
Fratoni: «Non è una strada qualsiasi, ma un corridoio strategico»
Durissima la presa di posizione di Confindustria Toscana Sud. A parlare è il presidente della delegazione di Grosseto, Andrea Fratoni.
«Non possiamo che esprimere estremo disappunto – dichiara Fratoni –: non stiamo parlando di una semplice strada provinciale migliorata, ma di un corridoio strategico che collega il Tirreno all’Adriatico, mettendo in relazione sistemi produttivi, porti, distretti industriali e mercati nazionali ed europei».
Il riferimento è all’asse Grosseto-Siena-Arezzo, infrastruttura chiave per connettere la costa tirrenica con il versante adriatico e con i flussi commerciali diretti verso l’Est Europa.
«Dopo 25 anni ancora rinvii»
Il maltempo e i ritrovamenti archeologici nei cantieri sono le motivazioni ufficiali del rinvio. Ma il mondo produttivo non nasconde perplessità .
«Dopo oltre 25 anni di attesa – prosegue Fratoni – la conclusione dei lavori sembrava ormai vicina. Non riusciamo a comprendere fino in fondo le motivazioni di questo ulteriore slittamento, perché non è certo una sorpresa che nei cantieri possano emergere reperti archeologici ed era stato assicurato che questo non avrebbe comportato conseguenze significative nei tempi di realizzazione. Invece dovremo aspettare almeno il primo semestre del 2027».
Una scadenza che pesa come un macigno.
Imprese, turismo e lavoro giovanile penalizzati
Per Confindustria Toscana Sud, il rinvio rappresenta un danno non solo per l’industria e il comparto manifatturiero, ma anche – e forse soprattutto – per il turismo e l’agroalimentare.
«Ogni ulteriore ritardo – sottolinea Fratoni – significa rallentare l’integrazione del nostro territorio nei grandi corridoi economici. Senza un collegamento moderno ed efficiente tra Tirreno e Adriatico la Maremma resta in una condizione di marginalità logistica».
Il tema non è solo infrastrutturale, ma sociale. La mancanza di collegamenti adeguati incide sulla capacità di attrarre investimenti, creare occupazione e offrire prospettive ai giovani.
«Questa costante reiterazione dei ritardi – conclude – rallenta il processo di sviluppo che attendiamo da sempre. Chiediamo che il cronoprogramma venga rispettato e che non vi siano ulteriori slittamenti: la competitività delle nostre imprese dipende dalla possibilità di essere pienamente inseriti nei corridoi interregionali e internazionali».
Una priorità per tutto il territorio
La Due Mari non è soltanto un’infrastruttura viaria. È un simbolo di collegamento, di apertura, di opportunità . Turismo, logistica, agroalimentare, manifattura: settori diversi ma legati dalla stessa esigenza, quella di muoversi rapidamente verso i mercati.
Ogni anno di attesa in più non è solo un rinvio tecnico. È un pezzo di sviluppo che si sposta in avanti. E per un territorio che da decenni chiede di non restare ai margini, il tempo non è una variabile neutra.




