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Due mancianesi sfidano il Monte Bianco

Riccardo De Nardin e Niccolò Vincio hanno partecipato al Dacia UTMB World Series Mont-Blanc, il mondiale di trail running organizzato nel cuore del tetto dell’Europa
I due atleti mancianesi all'arrivo
I due atleti mancianesi all’arrivo

MANCIANO. Due mancianesi alla corte del Dacia UTMB World Series Mont-Blanc: il mondiale di trail running organizzato nel cuore del Monte Bianco, dal 28 agosto al 3 settembre. Il tetto dell’Europa è stato lo scenario in cui quasi 10.000 appassionati corridori si sono riuniti a Chamonix e si sono sfidati in 8 differenti gare, a una delle quali hanno partecipato anche Riccardo De Nardin e Niccolò Vincio.

I due mancianesi si sono lanciati nella sfida “TDS”, il percorso sulle tracce dei Duchi di Savoia, da Courmayeur a Chamonix, caratterizzato da un tracciato di 153 chilometri, con un dislivello positivo di 9.300 metri.

Un’esperienza irripetibile

«Questa è la competizione più importante a livello mondiale per quanto riguarda il trail running – raccontano De Nardin e Vincio – e noi abbiamo partecipato alla TDS, una competizione da portare a termine entro 44 ore. Hanno partecipato circa 1.800 gli atleti, provenienti da più di 110 nazioni. La sfida è partita a mezzanotte e mezza e siamo riusciti a portarla termine alle 20 circa del giorno dopo. Non avevamo nessun tipo di ambizione, perché già esserci qualificati con delle gare durante l’anno, era già un successo».

Un serie incontri preparatori, poi la grande sfida

«Abbiamo dovuto affrontare diversi  incontri qualificatori su lunghe distanze per poter partecipare a questo tipo di competizione», riprendono. «Il nostro obiettivo, non essendo atleti professionisti, era ovviamente quello di arrivare in fondo e di farlo nel migliore dei modi. Alla fine ci siamo riusciti anche con un buon tempo!

Oltre alla distanza e al dislivello molto elevati, gli ostacoli più duri che abbiamo dovuto affrontare sono stati la neve, il freddo e il fango presente su quasi tutto il tracciato. L’esperienza però è rimasta sicuramente nei nostri cuori perché il viaggio, dall’inizio alla fine, è stato fantastico nonostante il sacrificio, i dolori e le sofferenze fisiche che insieme siamo riusciti affrontare, dandoci una mano l’uno con l’altro».

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