Draoli: «Tolleranza zero per chi aggredisce operatori sanitari» | MaremmaOggi Skip to content

Draoli: «Tolleranza zero per chi aggredisce operatori sanitari»

Il presidente di Opi Grosseto esprime, a nome dell’ordine, la piena solidarietà alla collega aggredita al pronto soccorso
Nicola Draoli
Nicola Draoli, presidente Opi

GROSSETO. Nicola Draoli, presidente di Opi Grosseto esprime, a nome dell’ordine, la piena solidarietà alla collega aggredita al pronto soccorso.

«Esprimiamo la nostra piena solidarietà alla collega colpita e a tutti quegli infermieri e altri operatori sanitari che sono vittime, ogni giorno purtroppo, di violenza».

«Fatti di questo genere sono inaccettabili e non possiamo più accettare che avvengano. Il nostro auspicio, quindi, è che il livello di intervento sia di tolleranza zero».

Draoli: tanta violenza sommersa, denunciare sempre

«Proprio nei giorni scorsi la federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche ha effettuato il primo studio multicentrico (Cease-it) e il più importante in Italia finora mai realizzato».

«La ricerca della Fnopi evidenzia come sono fondamentali i livelli comunicativi e la prevenzione, ma che questi sono pesantemente influenzati dalle condizioni in cui si opera:  dal carico di lavoro, dal caos di modelli organizzativi e dal numero di personale in essere che impattano, chiaramente, sui buoni livelli comunicativi».

«Dobbiamo lavorare insieme, operatori sanitari, aziende sanitarie e cittadini, affinché il rispetto sia alla base della relazione tra il paziente e chi compie lavori di cura».

«La ricerca, effettuata su oltre seimila operatori sanitari durante il periodo dell’emergenza Covid, mette in evidenza come il 32,4% abbia ammesso di aver subito atti violenti: si tratta di circa 1969 professionisti in Italia e, di questi, il la maggior parte sono donne. Si stima però che ci siano numerosi casi di violenza sommersa».

«Rientrano nella casistica anche le aggressioni verbali e le intimidazioni che sono la porta di accesso ad azioni ancora più gravi, come quelle che si sono verificate a Grosseto.  Invitiamo quindi a denunciare questi episodi proprio perché più segnalazioni si accolgono, più sarà possibile agire contro chi compie questi gravissimi gesti». 

 

 

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