Don Marius celebra i 40 anni di restauro della chiesa | MaremmaOggi Skip to content

Don Marius celebra i 40 anni di restauro della chiesa

Targa ricordo ai membri del Comitato che lavorarono giorno e notte per rimettere in piedi la chiesa di San Giuseppe Lavoratore: i ringraziamenti alla comunità e al vescovo
La chiesa di San Giuseppe Lavoratore e don Marius Balint

GAVORRANO. È un messaggio di gratitudine, ma anche di memoria collettiva e di identità comunitaria, quello che don Marius Balint ha affidato a una lettera indirizzata al vescovo Bernardino Giordano, in occasione del quarantesimo anniversario del ripristino della chiesa parrocchiale di San Giuseppe Lavoratore a Bagno di Gavorrano.

Un ringraziamento sentito per la presenza del vescovo in una giornata dal forte valore simbolico, che ha riportato al centro la storia di una chiesa e di una comunità capace di rialzarsi dopo una ferita profonda.

Il crollo del 1983 e la ricostruzione

Nella lettera viene ricordato il crollo di una parte del tetto della chiesa, avvenuto nel marzo del 1983, un evento che segnò duramente il paese. Poche settimane dopo, però, nacque il Comitato per il restauro, che con disponibilità, passione e impegno si fece carico dell’avvio dei lavori di ricostruzione.

Interventi complessi e onerosi, portati a termine nel giro di due anni, grazie a una partecipazione esemplare dei cittadini e al coinvolgimento di diversi enti pubblici. Un percorso che rappresentò non solo un’opera edilizia, ma un vero esercizio di coesione sociale.

Una comunità unita tra dolore e speranza

Don Marius Balint sottolinea come quell’esperienza sia stata la dimostrazione concreta di come un’intera popolazione possa condividere, unita, sia il dolore per un evento che colpisce tutti, sia la gioia per il ritorno di un luogo che appartiene a ciascuno, anche a chi non lo frequenta abitualmente.

La chiesa è sì la «casa di Dio», ma è anche come spazio identitario, memoria viva e punto di riferimento per generazioni passate, presenti e future.

Un esempio che resta nella memoria collettiva

Quel gesto collettivo, si legge nella lettera, è destinato a rimanere indelebile nella memoria della comunità di Bagno di Gavorrano. Un esempio di fiducia e di speranza, nato dall’amore per il territorio e per il bene comune, capace di superare divisioni culturali, religiose e sociali.

Un’esperienza che ha dimostrato come la partecipazione e la condivisione siano strumenti fondamentali per affrontare le difficoltà della vita comunitaria.

Il grazie al comitato e ai protagonisti del restauro

Nella parte finale, don Marius Balint esprime un sentito ringraziamento ai membri del Comitato per il restauro della chiesa parrocchiale: Arnaldo Senesi, Paolo Balloni, Mario Mauri, Mauro Giusti, Renzo Galeotti, Enrico Melillo, Solirio Gabellieri, Adriano Colonnesi, Giovanni Augusto, Edelweis Montesi e Renzo Cencioni.

Un ringraziamento particolare viene rivolto anche a don Balilla Riccardi, parroco all’epoca, e all’architetto Alberto Vero, che seguì l’andamento dei lavori.

Una targa come segno di riconoscenza

A nome dell’intera comunità parrocchiale, don Marius Balint ha consegnato ai membri del comitato una targa-ricordo, come segno di viva riconoscenza e profonda gratitudine, per esprimere un sincero e caloroso «grazie».

Un gesto semplice, ma carico di significato, che chiude idealmente un cerchio iniziato più di quarant’anni fa e che continua a parlare, ancora oggi, di appartenenza, solidarietà e memoria condivisa.

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