Dissequestrato dopo l'incendio il capanno dei cacciatori | MaremmaOggi Skip to content

Dissequestrato dopo l’incendio il capanno dei cacciatori

Era stato distrutto dalle fiamme nel bosco del Belagaio: il rogo probabilmente è stato innescato da due bombole di gpl lasciate aperte. Via alla ricostruzione
Ridotto in cenere il capanno dei cacciatori
Il capanno distrutto dalle fiamme

ROCCASTRADA. Forse la colpa del disastro successo il 26 novembre dell’anno scorso è stata delle bombole di gpl lasciate aperte. Sarebbe stata infatti la fuoriuscita di gas a provocare l’incendio che ha distrutto il capanno della squadra di cinghialai Torniella 40.

Capanno che poche settimane fa è stato dissequestrato: i carabinieri di Roccastrada stanno ancora indagando, l’ipotesi di reato, a carico di ignoti, è quello di incendio colposo

La buona notizia però, è che la casa dei cacciatori finalmente potrà essere ricostruita. I lavori partiranno a breve, con la speranza che la struttura sia pronta per l’apertura della prossima stagione. 

Distrutta la casa dei cacciatori

Il capanno del Belegaio, da circa 20 anni, non ospitava soltanto i cacciatori della zona ma anche chi aveva bisogno di uno spazio in mezzo al verde per organizzare cene e feste. Un punto di ritrovo per l’intera comunità. 

Il suo incendio, nel novembre dell’anno scorso, era stato un colpo al cuore per molti. E l’ipotesi che si fosse trattato di un incendio doloso, era balenata nella testa di diversi cacciatori, disperati per aver perso la loro seconda casa. 

Una foto dei cacciatori davanti alla capanna
Una foto dei cacciatori davanti al capanno

I tecnici dei vigili del fuoco, hanno fatto più di un sopralluogo nella struttura, una volta spente le fiamme. Ma inneschi, non ne sono stati trovati

Secondo una prima ricostruzione, le fiamme sarebbero partite da due bombole di gas lasciate inavvertitamente aperte. I cacciatori che quella mattina erano stati nel capanno, però, avevano escluso di averlo fatto. «Le abbiamo guardate in due – avevano spiegato subito dopo – come facciamo sempre». 

È possibile che qualcuno, approfittando della loro assenza, fosse entrato nel capanno aprendo la finestra che dà sul retro e avesse aperto le due bombole?

Un fascicolo contro ignoti

La domanda alla quale i carabinieri della stazione di Roccastrada, attraverso le indagini e attraverso la relazione dei vigili del fuoco, stanno cercando di rispondere è sostanzialmente questa. 

Quello che è certo, al momento, è che l’incendio non sarebbe partito dalla stufa che si trovava dentro al capanno. E che era stata la prima indiziata del disastro

Ora quel che resta del capanno è stato restituito ai cacciatori, che potranno cominciare le opere per ricostruirlo e per tornare a utilizzarlo. In attesa che le indagini siano concluse. 

 

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