Ridotto in cenere il capanno dei cacciatori: «Una catastrofe» | MaremmaOggi Skip to content

Ridotto in cenere il capanno dei cacciatori: «Una catastrofe»

Era un riparo e un punto di riferimento per molti. Quando lo hanno visto in fiamme alcuni non hanno nascosto le lacrime, altri non sono riusciti a guardare
Ridotto in cenere il capanno dei cacciatori
I vigili del fuoco durante l’intervento al capanno in fiamme

ROCCASTRADA. Per la squadra cinghiali Torniella 40 è una vera catastrofe. Da circa 20 anni quel capanno in zona Belagaio era oramai diventata la casa di tutti. Anche dei non cacciatori, più volte infatti era stata data in concessione per compleanni, eventi e feste.

Tra qualche giorno, come sempre, sarebbe stata anche addobbata con i decori natalizi. Ma quel giorno purtroppo non arriverà.

Intorno alle 13 di oggi, 26 novembre, infatti, dopo le prime segnalazioni i cacciatori sono rientrati verso il capanno e lo hanno trovato in fiamme

Sono intervenuti anche i vigili del fuoco, ma non c’è stato niente da fare. Qualche cacciatore più anziano non è riuscito a nascondere le lacrime, altri hanno cercato di non guardare, altri ancora stanno pensando a come recuperare quanto perso, ma sarà dura ricostruirne uno simile.

Una foto dei cacciatori davanti alla capanna
Una foto dei cacciatori davanti al capanno (foto di Antonello gentili)

«Non sappiamo come sia successo»

Non si esclude l’ipotesi dolosa, ma molti pensano a un incendio partito per puro caso, da qualche scintilla uscita dalla stufa quando i cacciatori erano tutti fuori. «Non saprei come spiegare quanto successo – si interroga addolorato il capocaccia Antonello Gentili – accendiamo quella stufa da anni, sempre nello stesso modo, con la legna mai troppo vicina. Anche oggi così la avevamo accesa, lasciandola poi con poco legname dentro, così che non facesse molta fiamma e bastasse poco per riaccendere tutto una volta rientrati».

Quando avevano lasciato la zona del capanno intorno alle 10.45 infatti, era stato lasciato chiuso e nessuno aveva avvertito ci fosse del fumo. Così come quando uno dei cacciatori era passato lì davanti una mezz’ora dopo.

Alle 12.45 poi, arriva il messaggio da parte del figlio del capocaccia: del fumo si vedeva in lontananza, la zona era proprio quella del capanno.

Al primo messaggio ne seguono altri. I cacciatori iniziano a preoccuparsi, la voce si sparge, prendono le loro cose e corrono in direzione del capanno.

Lo trovano in fiamme e chiamano subito i vigili del fuoco ma oramai non c’era più nulla da fare. «L’incendio anche all’interno si era allargato troppo – racconta Gentili – le pareti sono tutte bruciate, sono rimaste le colonne in castagno che erano state fatte da un artigiano che è morto di recente. Ma sono praticamente carbonizzate. Così come la copertura».

Capanno cacciatori
Capanno cacciatori

«Sarà un problema ricostruirlo, ma qualcosa faremo»

Come sia successo è ancora da accertare. «Qualcuno di noi ha pensato che si trattasse di un brutto scherzo – dice gentili – ma se avessero voluto danneggiarci così, avrebbero scelto un altro momento della giornata. Il capanno si vede anche bene dalla strada. Non sappiamo comunque come sia successo, forse qualche scintilla dalla stufa. Forse le bombole del gas, ma erano state chiuse, solitamente le controlliamo in due proprio per sicurezza».

Adesso il capanno è sotto sequestro preventivo e stanno proseguendo gli accertamenti, alla ricerca di probabili inneschi. «Per questo anno sarà un problema senza capanno, era un buon punto di riparo nelle giornate di pioggia, per riposare e ritrovarsi insieme. Ricostruirlo uguale è impossibile. La stufa era artigianale, dentro c’erano tavoli, sedie, tutti gli arredi necessari per cene e ritrovi. Sarà un problema comunque rifarlo simile, probabilmente chiederemo un aiuto alle istituzioni».

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