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Da tutta Italia per tifare il Semproniano

Originari del borgo, i tifosi della squadra locale arrivano da Milano, Roma, Firenze, Siena. Mugnaioli: «Ogni domenica riviviamo le emozioni della nostra infanzia». Il sindaco: «È una dimostrazione d’amore importante»
La Gens Sempronia

GROSSETO. Quando un rettangolo verde prende tra le braccia un paese intero, certifica che valori, appartenenza e amore non sono solo parole vuote o di circostanza. Ma sono concetti vivi, concreti.
Succede a Semproniano, borgo di quasi mille anime, a poco più di 60 chilometri da Grosseto, a quasi 700 metri d’altezza. Perché è proprio nelle piccole comunità che il calcio funziona da collante per esprimere l’affetto di chi, per mille motivi, ha dovuto andare lontano. Molto trascurabile che giochi in Terza categoria, irrilevante sia ultimo in classifica, il calcio del Semproniano 1967 funziona da potente, orgogliosissimo magnete.

Le Gens Sempronia e l’amore per la squadra

Il punto dove si focalizza l’iniziativa denominata “Gens Sempronia”, è il campo Grispini dove soggiorna e gioca la squadra. Il termine Gens significa “gruppo di famiglie che riconosceva una origine comune”, da qui l’idea sostenuta dalla frase “Siamo qui per amore”, che collega il calcio all’appartenenza storica. La magia di Semproniano, l’attaccamento alla proprie radici, hanno spinto i ragazzi ultras a dare vita a questa goliardica unione.

I tifosi del Semproniano

Il loro portavoce è Marco Mugnaioli: «Tutti facciamo parte di famiglie originarie di questo paese – spiega con vivace intensità – siamo nati in questi luoghi da dove adesso, per mille motivi, abbiamo dovuto lasciare. L’iniziativa del tifo organizzato si richiama alle origini del paese, quindi al 300 prima di Cristo quando nacque il primordiale Sempronia. Tornare qui significa rivedere le estati trascorse insieme, rileggere i visi dell’infanzia, riassaporare e sfiorare con le mani le atmosfere vissute da bambini. Realizzare questo gruppo ci riporta alle radici mai dimenticate e la domenica possiamo, quando è possibile, ritrovarci al campo con le nostre sciarpe e bandiere per sostenere i ragazzi vestiti di bianco e blu. La partita si trasforma in gioia e partecipazione. La squadra reagisce a questa carezza, viene coinvolta in maniera totale riuscendo a raggiungere il risultato alleggerendo i sacrifici settimanali – prosegue Marco – il tempo libero rubato agli affetti e a se stessi».

Da Milano, Roma, Firenze, Siena per tufare il Semproniano

«Cerchiamo di allargare il coinvolgimento a tutti – riprende – nelle domeniche passate insieme arrivando da Milano, Roma, Firenze, Siena dove viviamo un calcio totalmente diverso in stadi come l’Olimpico o il Meazza. Il calcio è di tutti, e tutti devono viverlo nel cuore dei loro affetti e radici. Viverlo insieme, uno accanto all’altro. Questo modo di mantenere acceso il rapporto con Semproniano ci provoca vibranti emozioni».

Luciano Petrucci, primo cittadino di Semproniano, giudica molto positivamente questa manifestazione di amore.

«Sono ragazzi, uomini, molto legati al territorio. Siamo un comune piccolo dove il calcio significa unione e anche economia. Siamo lontani dai grandi centri – prosegue il sindaco – raggiungibili su strade difficili, con una viabilità ferma da venti anni. Ritrovare gli amici d’infanzia, rinnovare i ricordi, rivedere le radici, applaudire al presente significa aggregazione, amore. Il campo Grispini diventa la piazza, il luogo dove sorridere insieme, il prato dove sedersi a cantare. E la sera, intorno al tavolo, sentirsi veramente uniti».

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