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Da BarbieBlanda al Vahlalla: in più di 6mila al Carnevaletto da 3 soldi

La manifestazione di Orbetello richiama veramente tante persone: domenica la prima sfilata ha fatto il pieno. «Questa festa è unione, allegria e tradizione»
Giorgio Stefanizzi e alcune maschere del Carnevaletto

ORBETTELLO. Il carnevale è una tradizione che da anni e anni invade le piazze maremmane con allegria, maschere e tanta musica. Succede così anche a Orbetello, che è quest’anno conta 53 edizioni del Carnevaletto da 3 soldi e circa 700 volontari, fra maschere sul carro e a terra, tecnici e il comitato direttivo.

L’organizzazione della sfilata non è semplice e inizia il 1° settembre, visto che c’è da organizzare 3 settimane di eventi. Quest’anno è iniziata domenica 28 gennaio, con tanti curiosi a vedere i carri dei rioni e con tanta allegria portata nei vicoli del paese, con più di 6mila presenze.

«Tanti sono passati nell’associazione a farmi i complimenti, si sono proprio fermati e mi hanno detto che quest’anno era tutto bellissimo – dice Giorgio Stefanizzi, presidente dell’associazione Carnevaletto da 3 soldi – ed è questo che ci da la soddisfazione più grande e ci permette di sopportare tutte le responsabilità e le fatiche».

Per Giorgio il carnevale è unione, allegria, tradizione e comunicazione. «Questa manifestazione mi agita molto, perché ne rispondo in prima persona – dice – ma vedere la prima sfilata è una sensazione unica, che mi riempie di soddisfazione e ci ripaga per tutte fatiche. Per noi orbetellani è una tradizione e vedo che tutti si sentono parte di questo evento».

Lo scorso anno passato il carnevale ha richiamato circa 35mila persone, di cui 8mila nella prima sfilata. «È dal 1952 che la Laguna organizza questa serie di eventi – dice il presidente dell’associazione – ma era saltuaria e non un’appuntamento fisso, come lo è dal 2007». 

Il carnevale è una grande festa

Per questa edizione del “Carnevaletto da 3” soldi tutti i volontari si sono impegnati al massimo. «Il carnevale unisce tutti gli orbetellani, dai bambini agli anziani ed è per questo che è molto sentito in città – dice Giorgio – e quest’anno abbiamo già un numero abbastanza alto di maschere a terra, coloro che sfilano e ballano vicino al carro: contiamo diversi gruppi da più di 6 persone».

«È bello vedere tante persone che si impegnano per fare qualcosa per la propria città ed essere accolti con entusiasmo e felicità anche nei paesi vicini – continua – vuol dire che anche loro sentono il carnevale come una parte integrante della tradizione».

Giorgio ha creato un sottocomitato per permettere a più persone di partecipare all’organizzazione del Carnevaletto. «Abbiamo un organo direttivo composto da circa 18 persone, ma nei miei anni da presidente ho notato che molte persone volevano partecipare – dice – quindi ho creato uno slogan, “Il carnevale è di tutti”, e una sottocommissione che ci aiuta nell’organizzazione, con i cartelli, la cassa e l’organizzazione»

La creazione dei carri

I carristi di Orbetello iniziano a costruire le loro opere a fine settembre, e da lì iniziano a progettare qualcosa di unico e scenico da completare con le maschere danzanti. «L’unico veto che mettiamo sul tema scelto dai rioni è che non sia qualcosa di indecoroso – dice Giorgio – ma fortunatamente non è mai successo, per il resto lasciamo tutta la libertà possibile a chi realizza il carro».

Al Carnevaletto di Orbetello tutto viene prodotto dai carristi. «Può capitare fra i diversi carnevali che i carristi acquistino pezzi da altre associazioni, ma noi non lo facciamo, tutto il carro viene costruito da 0 – dice il presidente dell’associazione – però ogni rione ha la possibilità di rivendere parte dei pezzi dell’opera. Questo, secondo me, rende ogni sfilata ancora più unica».

«Infine aggiungo che il carro è un’espressione e un messaggio dell’anima dei carristi – conclude – perché comunicano con i carri, per questo facciamo una presentazione delle loro opere: per spiegare il significato che c’è dietro».

I volontari del Carnevaletto

Per l’organizzazione della manifestazione a Orbetello sono necessarie tante persone, fra tecnici, geometri, elettricisti, ballerini e carristi, che in totale sono circa 700. «Tutti gli orbetellani sentono il carnevale secondo me, perché abbiamo veramente tante mani ad aiutarci – dice Giorgio – così riusciamo a creare l’atmosfera giusta per una festa così gioiosa e per coinvolgere tutti, a fine sfilata dobbiamo ripulire veramente tantissimi coriandoli. È bello per noi vedere le diverse generazioni unirsi e confrontarsi per il carnevale, perché durante l’organizzazione ci sono i nipoti che lavorano fianco a fianco con i propri nonni».

Purtroppo alcuni carristi non hanno un luogo dove poter costruire l’opera. «I volontari di Fonteblanda sono costretti a lavorare in un tendone e non in un capannone – conclude Giorgio – ma fortunatamente questa situazione sta per finire, visto che stiamo lavorando sodo per trovargli il luogo perfetto e forse ce l’abbiamo fatta. Ci tengo a ringraziare anche l’amministrazione comunale, che ci sostiene in questa avventura».

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