Va a trovare i consuoceri, muore schiacciato dal macchinario: due condanne | MaremmaOggi Skip to content

Va a trovare i consuoceri, muore schiacciato dal macchinario: due condanne

L’uomo, 65 anni, si era avvicinato, nonostante i ripetuti richiami e le bestemmie, alla trivella utilizzata per scavare le buche: la titolare dell’azienda e il marito sconteranno 8 e 10 mesi
I carabinieri sul posto dove è successo il fatto
I carabinieri sul luogo dell’incidente

MASSA MARITTIMA. Erano le 10 del mattino del 18 marzo 2022 quando, nel podere di Pian delle Gore a Massa Marittima, Stefano Marchetti, 55 anni, stava lavorando sul trattore. 

Alla macchina agricola, aveva attaccato una trivella per fare le buche per piantare gli alberi di olivo. Suo figlio lo stava aiutando, liberando con un badile le buche dalla terra in eccesso. All’improvviso, si era avvicinato al trattore il consuocero dell’uomo che stava lavorando. Il sessantacinquenne, da due giorni ospite dell’azienda agricola: era arrivato a Massa Marittima per conoscere Marchetti e la moglie. 

Nonostante i continui e ripetuti richiami da parte di padre e figlio, che avevano cercato di allontanarlo, l’uomo non se n’era andato. Marchetti, che stava guidando il trattore, lo aveva sgridato a più riprese, anche utilizzando frasi colorite. Aveva anche bestemmiato, pur di allontanarlo. Ma il consuocero era rimasto lì, vicino al trattore. 

Quando il 55enne si era rimesso a lavorare, guardando avanti e perdendo così di vista Barbarino per un attimo, il braccio dell’uomo si era incastrato nella trivella e lui era rimasto schiacciato. 

Schiacciato nella trivella

Vito Barbarino, 65 anni originario del napoletano, era rimasto bloccato nella trivella che aveva agganciato il suo braccio, schiacciando il resto del corpo. Marchetti e suo figlio avevano subito tentato di liberarlo, chiedendo aiuto anche a un vicino che si era precipitato nel podere. Contemporaneamente, era stato dato l’allarme al 118. 

Quando i sanitari arrivarono all’azienda agricola, il 65enne era in condizioni disperate: nonostante i tentativi di rianimazione, Barbarino era morto. 

Il decesso dell’uomo – dirà poi il medico legale Valentina Bugelli – era stato causato dai gravi traumatismi conseguenti all’incidente. Nel podere, erano arrivati subito anche i carabinieri di Massa Marittima e il personale della sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl. 

Tiziana Rossi, 53 anni, legale rappresentante dell’azienda agricola e il marito Stefano Marchetti, furono quindi indagati per la morte del consuocero. Il trattore e la trivella utilizzata per fare i lavori, hanno appurato i tecnici dell’Asl, erano sprovvisti di ogni tipo di protezione

Macchinari utilizzati senza le protezioni

Il trattore e la trivella agganciata attraverso l’albero cardanico sono attrezzi particolarmente pericolosi. Lo scrive il giudice per l’udienza preliminare Marco Mezzaluna, che spiega: «Nel caso in cui venga agganciato un indumento o parti del corpo di una persona vicina, quest’ultima non ha praticamente scampo – scrive nelle motivazioni della sentenza – il conducente non avrebbe alcuna possibilità di effettuare qualsivoglia manovra per evitare la tragedia». 

Tragedia quindi, che si sarebbe potuta evitare, soltanto se le attrezzature fossero state dotate di protezioni adeguate ad evitare qualsivoglia contatto con indumenti o parti del corpo. Oppure, come suggerisce il giudice, avrebbe dovuto arrestare i macchinari, fino a quando Barbarino non si fosse allontanato. 

Tiziana Rossi, legale rappresentante dell’azienda agricola, avrebbe dovuto fornire le necessarie protezioni per i macchinari e suo marito non avrebbe dovuto utilizzare il trattore, senza appunto, quelle protezioni. Per questo marito e moglie sono stati processati. La trivella aveva più di quarant’anni e veniva utilizzata di rado. Elemento in più, secondo il giudice, per non usarla. 

Difesi entrambi dall’avvocato Roberto Ginanneschi, i due sono stati condannati. Rossi dovrà scontare 8 mesi, Marchetti invece 10 mesi e 20 giorni, oltre al pagamento delle spese processuali. Per entrambi, la pena è stata sospesa. Il fratello di Barbarino, si è costituito parte civile: il risarcimento verrà stabilito dal giudice civile. 

 

 

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