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Consiglieri ribelli e assessora espulsi dalla Lega

Il giorno dopo l’adesione al gruppo misto di Baldi, Bragaglia, Pieraccini ed Amante, il segretario regionale Baroncini e il commissario Baldini aprono la procedura per l’espulsione
Bragaglia, Pieraccini ed Amante durante la conferenza stampa in cui annunciano di aderire al gruppo misto lasciando quello della Lega
Bragaglia, Pieraccini ed Amante durante la conferenza stampa in cui annunciano di aderire al gruppo misto lasciando quello della Lega

GROSSETO. Il giorno dopo la conferenza stampa dei tre consiglieri della Lega e dell’assessora Amante che hanno deciso di lasciare il gruppo del Carroccio (Bragaglia, Baldi, Pieraccini) per andare nel gruppo misto, arriva l’espulsione dal partito di Matteo Salvini.

Luca Baroncini e Massimiliano Baldini, rispettivamente segretario regionale della Lega Toscana e commissario provinciale della Lega di Grosseto hanno già avviato la procedura.

«Prendiamo atto della volontà dei consiglieri comunali e dell’assessore Angela Amante di uscire dal gruppo Lega Salvini Premier e di aderire al gruppo misto – dicono -. La scelta comporta la cancellazione d’ufficio dal libro soci in base all’art.11 dello Statuto. Già in data odierna, abbiamo provveduto alle necessarie formalità degli atti».

Solidarietà dalla Lega a Megale e Minozzi

«Il partito – continuano i due dirigenti del partito di Matteo Salvini – esprime solidarietà per le ingiuste ed infondate critiche mosse nei confronti degli assessori Riccardo Megale e Sara Minozzi, confermandogli piena ed assoluta fiducia per il lavoro che stanno svolgendo».

«Medesima totale fiducia è altresì confermata ai nostri consiglieri comunali Giacomo Cerboni e Gino Tornusciolo ed, ovviamente, al sindaco di Grosseto che continuerà ad avere il nostro fedele appoggio».

«Il lavoro e l’impegno della Lega a Grosseto prosegue, in accordo con il neo commissario comunale Arturo Bartoletti, secondo il programma già avviato e condiviso in vista degli imminenti appuntamenti elettorali, sempre pregiudizialmente e fermamente fondato – concludono Luca Baroncini e Massimiliano Baldini – sul rispetto delle regole, dei principi e dei valori della Lega Matteo Salvini Premier».

Le reazioni, Rifondazione: «Non ci sono più le condizioni per governare la città»

Questo il commento di Rifondazione Comunista di Grosseto.

«Pare sempre più tragica e grottesca la situazione per la maggioranza di centrodestra del comune di Grosseto dopo la spaccatura all’ interno della Lega e la conseguente uscita dal partito di tre consiglieri Alfredo Bragaglia, Alfiero Pieraccini, Ludovico Baldi che passano al gruppo misto e le dimissioni dell’assessore alla pubblica istruzione Angela Amante».

«Il motivo delle dimissioni pare sia dovuto all’ operato degli assessori della Lega Riccardo Megale e Sara Minozzi nel quale i consiglieri fuorusciti e l’assessore dimissionario dichiarano di non riconoscersi, gli stessi li accusano poi di fatto di autoreferenzialità. Se per un punto di vista numerico la sostanza non cambia in quanto i tre consiglieri restano interni alla maggioranza la politica non dovrebbe essere solo questione di numeri ma soprattutto di correttezza e buon senso cose che in questo caso sembrano essere entrambe venute meno».

«Cosa dire poi della coerenza dei dimissionari che nonostante le critiche feroci agli assessori del loro ex partito continuano pur cambiando casacca ad occupare gli scranni della maggioranza come nulla fosse, viene il sospetto che al primo posto venga l’interesse personale e non certo quello della collettività e come può il sindaco Vivarelli Colonna affermare di avere una maggioranza rafforzata da questa assurda situazione fatta di faide interne e assessori da sostituire?»

«A nostro parere vengono meno le condizioni al di là dei calcoli aritmetici per giunta e maggioranza di centrodestra per continuare a governare la città di Grosseto. Facciano dunque sindaco e giunta l’unico atto di buon senso per rispetto dei cittadini rassegnino le dimissioni. La città ha bisogno di un governo attento alle esigenze della cittadinanza e non certo di quello che potrebbe essere definito senza mezzi termini una vera e propria farsa».

Le reazioni, De Martis: «È una sfiducia al sindaco»

Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta, parla di dichiarazione di sfiducia al sindaco.

«Il terremoto nella Lega, con la fuoriuscita di tre consiglieri e di un’assessora che hanno sollevato pesantissime critiche nei confronti di altri due assessori, Minozzi al sociale e Megale a turismo e sicurezza, è una vera e propria dichiarazione di sfiducia nei confronti di Vivarelli Colonna».

«Perché, al di là delle frasi di circostanza, è il sindaco il primo responsabile dell’operato della giunta e dei suoi componenti».

«D’altronde che gli ambiti di appannaggio degli assessori Minozzi e Megale versino in una condizione di grande sofferenza è sotto gli occhi di tutti».

«Sul piano delle politiche sociali basti pensare allo stato dell’emergenza abitativa o all’assenza di progettualità di ampio respiro sul disagio giovanile, e se qualcosa ancora regge è solo grazie al prezioso lavoro svolto proprio da quel Coeso – Società della Salute dal quale Vivarelli Colonna, bontà sua, non ha mai fatto mistero di volersi tirare fuori».

«Sulla sicurezza, poi, questa amministrazione è riuscita pure ad ottenere la certificazione di inadeguatezza dai principali report nazionali che hanno collocato la nostra città in fondo alle classifiche, mentre sul turismo non è ancora pervenuta fosse anche una parvenza di politica dedicata al comparto e, men che meno, una seria analisi sui modesti risultati dell’estate trascorsa».

«D’altronde quanto sta accadendo manifesta un altro dato di fatto, e cioè l’inesorabile indebolimento di Vivarelli Colonna. Un tempo padre padrone della sua maggioranza, capace di fare da collante e ammortizzare ogni scossone, oggi appare uno spettatore impotente di fronte allo sgretolamento della sua (ex?) alleanza».

«Non è un caso che fosse stato Nuovo Millennio, il gruppo politico di più lungo corso tra le fila della maggioranza, a fiutare per primo che dalle parti di Vivarelli Colonna non tirava più una buona aria. Risale ormai ad un anno fa la fuoriuscita dei quattro consiglieri di Nuovo Millennio dalla lista del sindaco, quando piantarono baracca e burattini traslocando nel gruppo misto e abbandonando in una dorata solitudine il consigliere Vasellini, ultimo fedelissimo del sindaco».

«Con i neo-arrivati della Lega il gruppo misto di maggioranza arriva a quota sette consiglieri. Un record. Che va ad aggiungersi nel carniere dei primati negativi conquistati da Vivarelli Colonna».

«Vedremo a questo punto cosa accadrà in quel gruppo, che dovrà esprimere un capogruppo unitario, così come vedremo cosa accadrà nel gruppo della Lega residua, dove il consigliere Cerboni resta in compagnia dell’esponente dei fascisti del terzo millennio, Gino Tornusciolo».

«Certo non c’è pace per Vivarelli Colonna. Ma, soprattutto, non c’è pace per noi cittadini, che vorremo poter discutere di progetti, di proposte e di politiche. E invece dobbiamo ancora una volta assistere al triste spettacolo di una distribuzione di poltrone e scontri tra piccoli potentati».

 

 

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