GROSSETO. Prima una fiamma sul ciglio della strada. Poi il fuoco che corre sull’erba secca e il vento che lo spinge sempre più avanti. Infine i boati, uno dietro l’altro, mentre gli pneumatici delle auto avvolte dalle fiamme cominciano a esplodere.
Nel giro di pochi minuti, nel pomeriggio di giovedì 13 agosto, un tratto di via Aurelia Nord si è trasformato in un inferno.
L’incendio è scoppiato poco prima delle 15. A dare l’allarme è stato un automobilista che stava percorrendo la strada e ha notato le prime fiamme sul bordo della carreggiata. Si è fermato e ha chiamato immediatamente i soccorsi.
Da quel momento il fuoco ha cominciato ad avanzare velocemente, alimentato dalla vegetazione secca, fino a raggiungere un deposito di automobili. Diverse vetture sono state divorate dalle fiamme.
E per chi vive a pochi passi da lì, anche dopo che l’incendio è stato messo sotto controllo, la paura non è passata.
«Stanotte dormiremo con un occhio aperto», dice uno dei residenti.
Il fuoco entra nel deposito, gli pneumatici esplodono
Quando le fiamme hanno raggiunto le automobili, nella zona hanno cominciato a sentirsi forti esplosioni.
Erano gli pneumatici dei mezzi investiti dal calore che scoppiavano mentre sopra l’Aurelia si alzava una gigantesca colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza.
«Fortunatamente non eravamo a casa quando è scoppiato l’incendio – racconta un residente – Quando siamo arrivati abbiamo visto quello che era rimasto».
È scattata una mobilitazione imponente. Sul posto hanno lavorato dieci squadre dei vigili del fuoco, insieme alla Racchetta Alta Maremma di Grosseto. Sono intervenuti anche un’ambulanza della Misericordia di Grosseto, la polizia e la polizia locale.
A pochi metri ci sono Gpl e carburante
La preoccupazione maggiore, durante le fasi più difficili dell’intervento, non riguardava soltanto le auto che stavano bruciando.
A poca distanza dal fronte delle fiamme si trovano infatti un deposito di Gpl e un deposito mobile di carburante utilizzato per rifornire mezzi pesanti.
Un rischio che ha richiesto la massima attenzione.
I vigili del fuoco hanno presidiato costantemente l’area per impedire che il rogo potesse avvicinarsi ulteriormente. Nelle vicinanze si trova anche una zona utilizzata per la sosta degli autoarticolati.
All’interno del deposito interessato dall’incendio erano presenti inoltre alcune vetture elettriche. Le fiamme, fortunatamente, non le hanno raggiunte.
Aurelia chiusa, due elicotteri contro le fiamme
Per permettere ai mezzi di soccorso di muoversi e lavorare in sicurezza, l’Aurelia è stata chiusa al traffico nel tratto davanti al deposito, all’altezza di Poltronesofà.
Mentre a terra le squadre cercavano di fermare l’avanzata dell’incendio, sopra la zona sono entrati in azione due elicotteri.
Uno dei vigili del fuoco, arrivato dal nucleo di Cecina, e un secondo mezzo dell’organizzazione regionale Aib hanno effettuato ripetuti interventi dall’alto per sostenere il lavoro delle squadre.
Alle operazioni ha partecipato anche il personale dell’Aeronautica militare, che ha fornito supporto per il rifornimento idrico.
Nel frattempo Enel ha disattivato la linea elettrica vicina all’area interessata dal rogo, eliminando un ulteriore elemento di rischio.
Dopo il fuoco resta una distesa nera
Sono servite ore di lavoro per riuscire a riportare la situazione sotto controllo. Anche dopo aver fermato il fronte principale, i vigili del fuoco hanno continuato le operazioni di spegnimento e bonifica, controllando l’area per evitare possibili ripartenze delle fiamme.
Quando il fumo nero ha finalmente cominciato a diradarsi, sotto è apparso quello che il fuoco aveva lasciato dietro di sé: terreno annerito, vegetazione bruciata e automobili distrutte.
I danni devono ancora essere quantificati. E nelle case vicine resta la paura di chi, per un pomeriggio, ha visto le fiamme arrivare troppo vicino.
«Non eravamo qui quando è cominciato tutto, abbiamo visto soltanto le conseguenze – racconta ancora il residente – Speriamo che sia davvero finita».
Poi guarda verso la distesa bruciata.
«Stanotte dormiremo con un occhio aperto».




