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Il caso musei va in commissione di garanzia: è aperta a tutti

Giovedì 19 alle 12 la commissione di garanzia del Comune con tutti gli attori della vicenda. Grosseto Città Aperta: «Finalmente trasparenza»
Il Museo di storia naturale di Grosseto
Caso musei, il Museo di storia naturale di Grosseto

GROSSETO. È convocata in municipio per giovedì 19 gennaio alle 12, in una seduta aperta al pubblico, la commissione consiliare di controllo e garanzia, richiesta da Grosseto Città Aperta per fare chiarezza sul caso Fondazione Grosseto Cultura e – dicono, da Gca: «Individuare le responsabilità del disastro che ha segnato l’immagine e le politiche culturali della nostra città».

Per l’occasione sono stati convocati tutti gli attori che a vario titolo hanno avuto e hanno tutt’ora un ruolo nella vicenda: il sindaco Vivarelli Colonna, l’assessore alla cultura Luca Agresti, l’assessore alle società partecipate e controllate Fabrizio Rossi, il presidente di Fondazione Grosseto Cultura, Giovanni Tombari.

La quinta commissione è presieduta da Stefano Rosini (Pd), questi i componenti

  • Alfiero Pieraccini
  • Amedeo Gabbrielli
  • Amelia Gaviano
  • Carlo De Martis
  • Giacomo Gori
  • Manuele Bartalucci
  • Simonetta Baccetti (vice presidente)
  • Stefano Rosini (presidente)
  • Valerio Pizzuti

«Non è cosa usuale la convocazione della Commissione di controllo e garanzia. Questa è la prima volta che accade nell’attuale consiliatura e anche in precedenza raramente vi era stata la necessità di riunirla, ma le modalità con le quali è stato gestito il ricambio negli affidamenti della gestione del Polo culturale Le Clarisse e del Museo di storia naturale della Maremma sono state  tali che il presidente della commissione ha giustamente ritenuto che ve ne fossero tutti i presupposti».

Grosseto Città Aperta: vicenda grave e incredibile

«Se volessimo provare a fare il riassunto delle puntate precedenti, ricordiamo il mancato rinnovo della convenzione con l’associazione Clan all’indomani del rifiuto di quest’ultima di fare pubblica abiura del famigerato asterisco, l’affidamento dei servizi a nuovi gestori in modo del tutto improvvisato, il ricorso a logiche di massimo ribasso, offerte economiche sotto i minimi salariali secondo quanto contestato dalle cooperative Le Orme e Silva, azioni legali preannunciate nei confronti della Fondazione, decisioni cruciali per due dei principali musei della città assunte senza coinvolgere i rispettivi direttori, il discredito gettato sulla stessa Fondazione e sull’intera città di Grosseto da una vicenda talmente grave ed incredibile da finire sulla stampa nazionale ed anche internazionale».

«Ed ancora, come se non bastasse, lo stupefacente stupore del sindaco e degli assessori competenti, a loro dire tenuti all’oscuro dal CdA di una Fondazione che, rammentiamolo, è un ente controllato dal Comune di Grosseto attraverso il quale si esplicano in larga parte le politiche culturali dell’Amministrazione comunale, che ogni anno riceve dalle casse comunali contributi per oltre 400.000 euro ed i cui vertici sono nominati direttamente dal sindaco».

«Paradossalmente dovremmo augurarci che la motivazione di sindaco e assessori non sia altro che un pretesto, diversamente significherebbe che la giunta di questo Comune ha completamente perso il controllo dell’ente che pur è chiamata a governare».

«Una vicenda qualificata tra l’altro da un plateale ostruzionismo da parte dei vertici sia della Fondazione Grosseto Cultura che dell’Amministrazione comunale».

«Basti pensare che l’istanza di accesso agli atti di Grosseto Città Aperta, destinata alla Fondazione, è datata 2 gennaio 2023 e risulta ancora inevasa».

«Sorte analoga per le interrogazioni presentate sia dal nostro capogruppo Carlo De Martis che dal consigliere Leonardo Culicchi per il Partito Democratico: dovevano essere trattate nel consiglio comunale dello scorso 13 gennaio, salvo essere poi rinviate ad altra data, in aperta violazione dei regolamenti, con una forzatura dell’assessore alla cultura ed il placet del presidente del consiglio».

«In mancanza di nuovi colpi di scena, giovedì 19 gennaio i cittadini grossetani potranno cominciare ad ottenere finalmente un po’ di trasparenza».

La solidarietà delle donne dell’Anpi

Sul caso è intervenuto anche il coordinamento donne della sezione Anpi di Grosseto, intitolata a Elvio Palazzoli, che ha espresso la propria solidarietà all’associazione Clan.

«Nel 2023 identità di genere e linguaggio inclusivo dovrebbero essere ormai concetti acquisiti. E quando non si ha nemmeno il coraggio di uscire allo scoperto adducendo invece altre motivazioni per le scelte fatte, tutto si ricopre di una patina di meschinità», scrivono le donne dell’Anpi. Ribadendo anche che quanto sta succedendo rappresenta una «vera involuzione culturale», che non può «lasciare indifferente un’associazione come la nostra, che esprime la propria solidarietà a tutt* coloro che hanno perso il proprio posto di lavoro».


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