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Caro carburanti: i benzinai rompono il silenzio

Luciano e Michela: «Con l’ultimo decreto sembra che la colpa dei rincari sia dei benzinai, gli stessi che hanno pagato il taglio delle accise»
Aquila carburanti con Michela Bernardini e Luciano Cosmo
Michela Bernardini e Luciano Cosmo

GROSSETO. Tra i decreti del governo e la furia degli automobilisti, ci sono i benzinai. Luciano Cosmo e Michela Bernardini gestiscono le due stazioni di rifornimento Aquila lungo la Grosseto-Siena, vicino a Roselle. Luciano in direzione Siena e Michela in direzione Grosseto.

Le condizioni, spesso insostenibili, sono le stesse di molti altri impianti in città e fuori. E in una piovosa mattinata invernale, hanno deciso di rompere il silenzio. «Ultimamente i decreti non ci aiutano. Con l’ultimo emesso dal governo – raccontano Luciano e Michela – sembra che la colpa sia dei benzinai. Sembra che, mettendo il prezzo medio, si risolvano i problemi del caro carburanti».

«Con l’arrivo dell’obbligo di esporre i prezzi medi regionali – precisano – l’attenzione è tutta concentra sui benzinai. Probabilmente il prezzo medio sarà più volte sotto a quello che riusciremo a fare, dipende da molte variabili. Sarà difficile spiegarlo ai consumatori che quello che vedranno è solo un prezzo medio, ma a noi rimangono comunque sempre e solo circa 3 centesimi di guadagno lordo al litro».

«Il taglio delle accise lo hanno pagato i benzinai»

Luciano e Michela mettono in luce un lato forse lasciato in ombra dai media. «Il taglio delle accise è gravato tutto sui benzinai – raccontano schiettamente – e non è questione di governo di sinistra o di destra, ma di metodo. Il decreto che a marzo sanciva il taglio del prezzo ha avuto conseguenze immediate. Noi, il giorno dopo, abbiamo subito dovuto applicare un prezzo alla pompa inferiore a quanto era costato a noi il giorno prima. C’è chi ci ha rimesso dai 5mila ai 10mila euro. Pian piano forse riusciremo a recuperare. Ma c’è anche chi ha chiuso».

«A chi legge dei provvedimenti può sembrare che siano i benzinai a lucrare sulla questione prezzi, ma non è così. Non possiamo fare il prezzo che ci pare e il costo che applichiamo alla pompa è comunicato periodicamente al Ministero. E non da ora, da sempre. Con l’obbligo di esporre i prezzi medi siamo ulteriormente esposti a sanzioni. Se ci dimentichiamo una mattina di aggiornarli potremmo essere multati, fino a perdere la licenza», precisano.

«Siamo tutti consumatori, non tartassate i benzinai»

Luciano e Michela si mettono dalla parte del consumatore. «Col doppio tabellone, alcuni saranno ulteriormente disorientati. Siamo tutti consumatori e se il governo non riesce a tagliare le accise, ci dovrebbe essere meno accanimento sui benzinai».

«Già è difficile spiegare il funzionamento delle carte di pagamento. Viene data a noi la colpa se l’istituto bancario della carta trattiene circa 100 euro su qualsiasi rifornimento, restituendolo anche con giorni di ritardo. Questi soldi non vengono mica dati a noi», precisano.

Nel frattempo, rimane confermato lo sciopero del 25 e del 26 gennaio «Se fossimo tutti uniti l’Italia si bloccherebbe. Questo periodo ci sta davvero mettendo alla prova. Anche con i rincari dell’energia elettrica, siamo passati da bollette di 300 euro a oltre 1000 per le pompe di benzina. Ora con la questione dei nuovi tabelloni sembriamo noi i responsabili dei rincari. Non possiamo più stare in silenzio».

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