FOLLONICA. La messa a punto della stanza di vetro dedicata alla mole di lavoro prodotta dall’Urban Center coordinato dall’architetto David Fantini, ha in effetti parlato molto più chiaro di quanto non fosse già emerso dalle passate dichiarazioni; chiaro quanto le parole del sindaco Matteo Buoncristiani rilasciate questa mattina.
Sindaco, l’approntamento della sala dedicata alle progettualità di intervento per la città del domani, sembra fare luce su alcuni dubbi che erano emersi durante il consiglio pubblico del 24 scorso. Lo conferma?
«Nessun dubbio, fin dall’inizio di questo percorso ci siamo spesi con la convinzione di seguirlo e di andare a realizzarlo, sempre tenendo in considerazione i tempi e i fondi necessari per interventi così importanti. Il nostro intento non è minimamente cambiato da allora. È finita la fase di studio e di approfondimento ed è concretamente iniziata la fase realizzativa e di messa in pratica delle linee guida, come emergerà con chiarezza fin dalla variazione del piano triennale delle opere, all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale»
Un grande assente in consiglio
Però l’altra sera al consiglio anche la minoranza ha notato il grande assente, cioè colui attraverso il quale è stato possibile delineare e sognare una città migliorata, moderna e sostenibile. Perché non c’era l’architetto Fantini?
«L’architetto Fantini, come ho più volte sottolineato, ha concluso il mandato che gli era stato assegnato e cioè quello di delineare le linee guida per arrivare col tempo al nostro obiettivo. Oltre a questo, ha portato dentro l’amministrazione un nuovo sistema di lavoro che include fondamentalmente la collaborazione e il coordinamento tra gli uffici. Oggi, le linee guida sono ufficialmente un riferimento per l’azione dell’amministrazione, che sta lavorando al suo interno per organizzarsi e pianificare il lavoro ed i nuovi progetti. Con l’inizio del nuovo anno riprenderemo poi il confronto con la cittadinanza lasciato a settembre per gli stessi motivi; a quel punto niente vieterà di ritrovare le condizioni che ci portino nuovamente a collaborare con l’architetto Fantini».
Lei ha parlato giustamente anche delle coperture economiche necessarie per l’esecuzione degli interventi. Può magari entrare meglio nello specifico con qualche esempio?
«Certo, un esempio su tutti, il Parco Centrale. Per fare sì che quello che di fatto è già un parcheggio, almeno nell’area dedicata al mercato settimanale, lo diventi davvero è prevista una spesa di circa 600 mila euro. Sembra impossibile, ma è questo il costo degli interventi necessari per organizzare quell’area in modo da metterla a servizio dei cittadini e dei turisti. Vanno rifatti gli ingressi, la segnaletica, messi i punti di ricarica per le macchine elettriche, organizzato un servizio di controllo; senza contare che dovremmo aprire un altro varco per l’entrata e l’uscita dei furgoni del mercato che saranno leggermente spostati rispetto a dove stanno adesso. Insomma le cose sono tante e costose, ma un passo alla volta andremo avanti come promesso. La direzione è tracciata e ci auguriamo di poter aprire il parcheggio entro la prossima stagione estiva».



