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Botti di Capodanno vietati per ora solo a Follonica

Tante le richieste da parte dei cittadini per tutelare animali e anziani ma i Comuni non hanno ancora emesso ordinanze di divieto: il punto della situazione
Botti di Capodanno
Botti di Capodanno

GROSSETO. Arriva il Capodanno e con lui, molto probabilmente, i tanto vituperati botti notturni. Raccomandazioni e ordinanze che li limitino o regolamentino, nei vari comuni della Maremma, se ne contano con le dita di una mano. A chiedere però più attenzione sul tema sono molti cittadini, soprattutto quelli che hanno in casa degli anziani o che posseggono cani o gatti.

«Vorrei anche a nome di tanti amici che come me condividono la gioia di avere un animale domestico – racconta Germana, una lettrice – esprimere il mio totale disappunto verso l’usanza di fare i botti la notte del 31 dicembre. I nostri animali specialmente i cani si spaventano da morire, così come gli anziani o le persone gravemente malate». 

«Pensiamo anche a loro – conclude – A Grosseto molti sono i cittadini che hanno in casa un cane, spero si facciano sentire. Mi auguro che i proprietari di animali che soffrono i botti possano essere ascoltati»
 
Dello stesso avviso il movimento Fronte Verde che attraverso le parole di Francesco Di Meo fa un appello alla Maremma per stoppare o limitare l’uso di petardi nel periodo di Capodanno. «Il comune, al momento, non ha fatto ordinanze per limitare la libertà di commercio dei petardi in un momento di crisi come quello attuale – dice Di Meo – Ci appelliamo alle famiglie, affinché risparmino il proprio denaro festeggiando l’anno nuovo in modo più piacevole e sobrio senza utilizzare petardi, o limitandone l’uso solo al momento topico del conto alla rovescia per il nuovo anno. I petardi – conclude – sono dannosi non solo per gli animali, ma anche per gli esseri umani, perché aumentando il livello di anidride carbonica aumentano l’inquinamento dell’aria, per non parlare del rischio di perdere le dita, se non l’intera mano. Ci appelliamo al buonsenso delle persone».
 

I Comuni: tra raccomandazioni, ordinanze e silenzio

Da una ricognizione tra i vari Comuni della provincia di Grosseto, sembrerebbe proprio che a emettere un’ordinanza ad hoc contro i botti di Capodanno sia stato solo il sindaco di Follonica, Andrea Benini. Con l’ordinanza n.24 infatti vieta (come negli anni passati) «Di utilizzare materiale esplodente, fare esplodere petardi, castagnole e simili artifici esplodenti e fortemente rumorosi dalle ore 18 del 31 dicembre 2022 fino alle ore 06 del 01 gennaio 2023, nelle vie del centro urbano di Follonica. Detto divieto non si applica agli articoli pirotecnici inoffensivi classificati F.1». Con la n.25 poi Benini pone nella zona dei festeggiamenti di Capodanno ulteriori vincoli per la sicurezza collettiva. Come il divieto di utilizzo e vendita di bottiglie di vetro, un provvedimento simile a quello adottato dal Comune di Monte Argentario per le sue feste a Porto Santo Stefano e a Porto Ercole.

Per quanto riguarda i botti si trova un’altra ordinanza a Santa Fiora, dove ne era vietato l’utilizzo in occasione della fiaccolata del 30, ma per Capodanno non ci sono altre direttive. Così come nel resto dei Comuni della provincia, capoluogo compreso. Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo, ha fatto un appello ai cittadini per un «Uso civile e moderato», senza però firmare documenti.

Perché i sindaci non emettono ordinanze

Anche il resto d’Italia si muove a macchia di leopardo, comprese le grandi città. Mentre per esempio il sindaco Dario Nardella vieta i botti a Firenze, Giuseppe Sala a Milano non si pronuncia. A fermare la mano dei sindaci, che spesso si sono espressi contro l’utilizzo di petardi e simili, sarebbe un caso che rischia di “fare giurisprudenza”. Si tratta di un ricorso fatto al tar di Milano dai commercianti venditori di botti che ha visto, questo settembre, il favore del giudice. Così la disposizione del regolamento comunale (di Milano) che vietava i botti è stata annullata.

Il tar ha bocciato il provvedimento per una mera questione di competenze: sembra infatti che a intervenire in materia possa essere solo una legge statale.

Così a molti Comuni, in attesa di una legge nazionale e per non rischiare controversie legali, non rimane che affidarsi alle raccomandazioni dei propri sindaci come quelle fatte dal primo cittadino di Monterotondo Marittimo.

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