CAPALBIO. Ha raccontato l’incubo vissuto per mesi, tra maggio e luglio 2024, quando nella sua vita era entrato un uomo di origini tunisine di 43 anni. Un uomo che beveva molto, che spesso era ubriaco. E che la picchiava, tanto da farla finire in ospedale con una costola rotta e con trenta giorni di prognosi.
È iniziato martedì 30 settembre in tribunale il processo a carico di un uomo di origini tunisine di 43 anni, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni.
Si tratta di un caso che era partito con il codice rosso, la procedura che accelera le indagini sui reati di violenza domestica.
Una relazione tossica che è diventata un incubo
Una breve relazione, durata solo pochi mesi quella tra i due. Una relazione che però era stata costellata fin da subito dalla violenza e dai soprusi. La donna era stata costretta a vivere in un clima di paura e tensione e non riusciva a liberarsi da quella relazione tossica. Ogni tentativo di ribellarsi si scontrava con nuove violenze, insulti e minacce.
Tanto che, dopo un primo ricovero e dopo l’intervento dei servizi sociali, era stato aperto un fascicolo contro ignoti perché lei non lo aveva voluto denunciare.
Le accuse: botte, insulti e minacce
L’elenco degli episodi contestati è lungo e drammatico. Nelle carte si parla di schiaffi, pugni, spinte violente, strattoni. Più volte la donna sarebbe stata colpita in volto e sul corpo tanto da essere stata ricoverata all’ospedale, una volta con una costola fratturata.
Alle botte si aggiungevano le parole: frasi denigratorie, umiliazioni continue e minacce. Un copione purtroppo comune nelle storie di violenza domestica, che lascia ferite non solo fisiche ma anche psicologiche profonde.
Divieto di avvicinamento
Il tribunale, nell’agosto dell’anno scorso, su richiesta del sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, aveva chiesto e ottenuto il divieto di avvicinamento ritenendo «concreto e attuale» il pericolo che potesse tornare a colpire.
Una decisione presa proprio per garantire protezione immediata alla vittima e interrompere quel circolo di violenza.
In aula parlano i carabinieri
Martedì 30 settembre, in aula, di fronte alla giudice Agnieszka Karpińska hanno parlato i carabinieri che nel 2024 avevano svolto le indagini. L’uomo, difeso dall’avvocato Ivan Esposito, è accusato di maltrattamenti in famiglia e di lesioni nei confronti della ex, assistita dall’avvocato Thomas Vignoli.
Il procedimento penale andrà avanti con l’ascolto di altri testimoni e la valutazione delle prove raccolte.
📌 Approfondimento – Cos’è il codice rosso
Il codice rosso è la legge che in Italia regola le procedure di urgenza nei casi di violenza domestica e di genere. Entrata in vigore nel 2019, obbliga le forze dell’ordine e la procura ad attivarsi immediatamente quando arriva una denuncia per maltrattamenti, stalking, violenza sessuale o lesioni gravi.
In pratica, entro tre giorni il pubblico ministero deve ascoltare la vittima e valutare l’applicazione di misure cautelari nei confronti dell’indagato, come il divieto di avvicinamento o l’allontanamento da casa.
Lo scopo è uno: proteggere subito chi denuncia, senza rischiare che resti esposta a nuove aggressioni.



