GROSSETO. Quasi 900 euro in quattro mesi soltanto per luce e gas. È il conto che rischia di trovarsi davanti una famiglia-tipo della provincia di Grosseto da qui alla fine dell’anno.
La stima di Federconsumatori Toscana per il periodo settembre-dicembre 2026 parla infatti di una spesa media di 883 euro, con un aumento del 36,4%. Tradotto in soldi, significa circa 228 euro in più rispetto a una spesa equivalente calcolata applicando a ritroso quella percentuale di incremento.
Una stangata che arriva proprio con l’ingresso nella stagione più fredda, quando soprattutto nelle zone interne della Maremma cominceranno ad aumentare i consumi per il riscaldamento.
E proprio sulla provincia di Grosseto Federconsumatori accende un faro particolare: nelle aree rurali e periferiche pesano significativamente anche i costi fissi di rete e quelli legati alla gestione del contatore.
A Grosseto 883 euro da settembre a dicembre
Il dato maremmano è inferiore in valore assoluto a quello registrato nelle province toscane dove il fabbisogno energetico è maggiore, ma resta pesantissimo per i bilanci familiari.
Secondo l’elaborazione diffusa il 2 ottobre, la previsione per la provincia di Grosseto è questa:
883 euro di spesa media per luce e gas tra settembre e dicembre 2026, +36,4%.
Significa, dividendo semplicemente la stima per i quattro mesi considerati, un’incidenza media di circa 221 euro al mese. Naturalmente non si tratta della previsione di una bolletta identica ogni mese: consumi, modalità di fatturazione, caratteristiche dell’abitazione e contratto possono produrre differenze molto rilevanti tra una famiglia e l’altra.
Il numero serve però a fotografare la dimensione del problema.
In una provincia estesa come quella di Grosseto, con numerosi piccoli centri e abitazioni sparse nelle campagne e nelle aree interne, il costo dell’energia rischia così di diventare una delle voci più pesanti dell’autunno.
La Maremma nella mappa dei rincari toscani
La stangata non riguarda soltanto Grosseto. Le elaborazioni di Federconsumatori descrivono aumenti superiori al 35% in tutte le province toscane.
Il costo stimato più alto nel quadrimestre è quello di Lucca, con 1.019 euro. Seguono Arezzo con 1.010 euro, Siena con 998 e Pistoia con 995. Firenze arriva a 954 euro, Pisa a 911, Prato a 898 e Massa-Carrara a 889.
Subito dopo c’è Grosseto con 883 euro e un incremento del 36,4%.
Soltanto Livorno presenta una previsione più bassa, pari a 806 euro, anche grazie alle caratteristiche climatiche della costa.
A livello regionale, Federconsumatori stima per la famiglia-tipo una spesa complessiva per le utenze domestiche nel quadrimestre autunnale di 1.280,50 euro, con un incremento del 14,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo l’associazione, per l’energia elettrica l’incremento medio annuo raggiunge il 16,4%, mentre per il gas naturale arriva al 18,8%.
Federconsumatori: «Nessuna provincia si salva»
«Da Lucca ad Arezzo, da Firenze alla costa, non c’è provincia della Toscana che si salvi da questo salasso», dice Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana.
L’associazione attribuisce la situazione all’andamento dei mercati energetici e alle caratteristiche dell’attuale sistema e chiede interventi strutturali.
Anche Cgil Toscana interviene sul caro-energia. Fabio Berni, della segreteria regionale, sottolinea le conseguenze non soltanto sulle famiglie, ma anche sulle imprese e quindi sull’occupazione, chiedendo al Governo interventi sul modello energetico e sulla formazione del prezzo dell’energia.
Chiesta la moratoria sui distacchi durante l’inverno
La battaglia annunciata da Cgil e Federconsumatori passa anche da una misura che potrebbe riguardare direttamente le famiglie maggiormente in difficoltà.
Federconsumatori Toscana annuncia infatti che chiederà alle società di vendita una moratoria sui distacchi delle utenze per tutto il periodo invernale.
L’associazione vuole inoltre organizzare assemblee pubbliche nei capoluoghi di provincia, mentre insieme alla Cgil ha chiesto alla Regione Toscana l’istituzione di un tavolo permanente sulla transizione energetica.
Tra le proposte avanzate ci sono l’innalzamento a 20mila euro della soglia Isee per accedere al bonus sociale, interventi fiscali sulle bollette, il blocco delle modifiche contrattuali unilaterali al rialzo durante l’inverno e l’istituzione di un fondo regionale contro la povertà energetica destinato ai Comuni.
Cgil e Federconsumatori chiedono inoltre interventi per l’efficientamento energetico e la diffusione delle rinnovabili, oltre a una riforma del sistema di formazione del prezzo dell’elettricità e al suo disaccoppiamento da quello del gas.
L’inverno pesa soprattutto nelle aree interne
Per la Maremma il vero banco di prova arriverà però nelle prossime settimane.
Il dato degli 883 euro comprende infatti un territorio molto diverso al suo interno: dalla costa alle Colline Metallifere, dall’Amiata ai comuni collinari fino alle campagne più isolate.
Ed è proprio con l’accensione degli impianti di riscaldamento che il peso dell’energia tornerà a farsi sentire maggiormente sui bilanci familiari.
La previsione di Federconsumatori consegna quindi alla provincia un numero difficile da ignorare: 883 euro in appena quattro mesi.
Una cifra che, per molte famiglie maremmane, rischia di trasformare l’arrivo dell’inverno in una nuova corsa per far quadrare i conti.




