Rigassificatore di Piombino, le 12 domande che arrivano sul tavolo del Ministero | MaremmaOggi Skip to content

Rigassificatore di Piombino, le 12 domande che arrivano sul tavolo del Ministero

Italia Nostra entra nella procedura sulla prosecuzione dell’impianto: dai 18mila metri cubi d’acqua di mare utilizzati ogni ora ai controlli su posidonia e cetacei, fino all’impatto complessivo sulla Val di Cornia
Il rigassificatore, nel riquadro Alessio Albertoni

PIOMBINO.  La tutela della Val di Cornia deve partire dalla conoscenza del territorio e dalla valutazione complessiva delle trasformazioni che lo stanno interessando. Con questo presupposto la sezione di Italia Nostra Val di Cornia, costituitasi da pochi mesi, ha formalmente depositato le proprie osservazioni al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica nell’ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale relativo alla prosecuzione dell’esercizio del rigassificatore “Italis LNG” nel porto di Piombino.

Un metodo basato sullo studio e sul rigore scientifico

L’intervento rappresenta il primo grande atto istituzionale della nuova sezione presieduta da Alessio Albertoni, nato da un approfondito studio della documentazione tecnica e progettuale. L’approccio scelto evita posizioni allarmistiche e non attribuisce all’impianto impatti non dimostrati dagli atti, ma pone quesiti precisi volti a chiedere chiarimenti, approfondimenti e controlli continui nel tempo.

La necessità di una valutazione cumulativa degli impatti

Tra i temi principali sollevati figura la necessità di valutare la trasformazione territoriale nel suo insieme. Il rigassificatore non costituisce un elemento isolato, poiché la Val di Cornia è interessata contemporaneamente da infrastrutture portuali, energetiche, industriali e viarie. Per questa ragione Italia Nostra chiede che la valutazione consideri l’effetto cumulativo di tutti i progetti presenti e futuri, per comprendere il reale impatto complessivo sul territorio.

Le incongruenze sullo studio del paesaggio e la tutela dell’identità locale

Sul fronte del paesaggio, l’associazione evidenzia una divergenza nello studio di impatto ambientale, dove l’impatto viene classificato come medio nella parte analitica e basso nella tabella riassuntiva, chiedendo che venga chiarita quale sia la classificazione rappresentativa. Viene inoltre sottolineato che la presenza di aree industriali non priva il territorio del suo valore paesaggistico, trattandosi di un sistema complesso in cui convivono industria, agricoltura, mare, il promontorio, le aree naturali e il patrimonio archeologico di Baratti e Salivoli.

Il controllo continuo dell’ambiente marino e della biodiversità

Particolare attenzione è dedicata all’ambiente marino. L’impianto impiega fino a 18mila metri cubi all’ora di acqua di mare con un differenziale termico fino a 7 °C e l’uso di ipoclorito di sodio. Pur prendendo atto che i monitoraggi del primo biennio non hanno evidenziato variazioni sostanziali, Italia Nostra ritiene fondamentale proseguire i controlli per tutta la durata dell’esercizio, conservando le serie storiche dei dati e rendendo pubblici i risultati, specialmente in relazione al rilevamento di composti come bromoformio e acido monobromoacetico.

Traffico marittimo, fauna e durata reale delle trasformazioni

Analoga continuità viene richiesta per i monitoraggi sulla posidonia oceanica e sulla fauna del canale di Piombino, con riferimento al traffico navale e al rumore subacqueo che possono influenzare i cetacei e in particolare i tursiopi. Dal punto di vista metodologico, l’associazione chiarisce inoltre che la reversibilità di un impatto al termine della vita dell’opera non lo rende irrilevante durante i lunghi anni in cui l’infrastruttura rimane operativa.

Dodici richieste trasparenti per il futuro della Val di Cornia

Il documento depositato si conclude con 12 richieste precise inviate alla procedura di valutazione di impatto ambientale, che spaziano dal chiarimento dei criteri alla piena accessibilità dei dati di monitoraggio. Il presidente Alessio Albertoni ribadisce che l’obiettivo di Italia Nostra non è pretendere di avere tutte le risposte, ma garantire che vengano poste le domande giuste, difendendo l’identità e il patrimonio della Val di Cornia attraverso lo studio, la conoscenza e la partecipazione istituzionale.

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