Auto in frenata, ma cresce la telefonia. Ecco come spendono i grossetani | MaremmaOggi Skip to content

Auto in frenata, ma cresce la telefonia. Ecco come spendono i grossetani

Nel 2025 le famiglie della provincia hanno investito 307 milioni di euro in beni durevoli. Cala il mercato dell’auto, ma tengono casa e tecnologia
Un'autoconcessionaria e la tabella con la spesa per i beni durevoli nelle province toscane.
Un’autoconcessionaria e la tabella con la spesa per i beni durevoli nelle province toscane

GROSSETO. Cala la spesa delle famiglie per i beni durevoli, ma resistono gli acquisti legati alla casa e crescono quelli per la telefonia. È quanto emerge dall’Osservatorio annuale consumi di Findomestic, che nel 2025 registra in Toscana una spesa complessiva di 5 miliardi e 898 milioni di euro, in diminuzione dell’1,6% rispetto all’anno precedente.

Anche la provincia di Grosseto segue questo andamento. Nel 2025 le famiglie maremmane hanno speso 307 milioni di euro in beni durevoli, con un calo dell’1,6%, mentre la spesa media per nucleo familiare si è attestata a 2.918 euro (-1,9%).

-6,5% per le auto nuove

A pesare maggiormente è la frenata del settore automobilistico. La spesa per le auto nuove si è fermata a 68 milioni di euro, con una flessione del 6,5%, mentre quella per le auto usate è scesa dello 0,9% a 93 milioni di euro. In calo anche i motoveicoli, che perdono l’8,8%.

Segnali più incoraggianti arrivano invece dalla casa. Gli elettrodomestici crescono dell’1,9% raggiungendo i 24 milioni di euro, mentre i mobili restano sostanzialmente stabili a quota 68 milioni. Continua inoltre la crescita della telefonia, che registra un aumento del 4,9%, una delle performance migliori a livello nazionale, arrivando a 29 milioni di euro.

A livello regionale il quadro è simile: rallentano soprattutto gli acquisti legati alla mobilità, mentre tengono i comparti della casa e della tecnologia. La Toscana si conferma comunque tra le regioni italiane con la spesa media familiare più elevata: con 3.499 euro per famiglia è il secondo valore più alto d’Italia, alle spalle della sola Valle d’Aosta e davanti a regioni tradizionalmente forti come Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

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