PORTO SANTO STEFANO. Una semplice maglietta si è trasformata nell’ennesimo terreno di confronto politico. Ma, per Arturo Cerulli, sindaco di Monte Argentario, il tema non è l’abbigliamento. È il modo di intendere il ruolo di primo cittadino.
Con un post pubblicato sui social e una fotografia destinata a far discutere, Cerulli ha risposto alle osservazioni ricevute sul suo look, rivendicando il diritto di presentarsi come meglio crede. Un messaggio che, nelle sue intenzioni, va ben oltre una questione di stile.
La maglietta diventa un messaggio politico
Chi conosce Arturo Cerulli sa che non è mai stato un sindaco “in giacca e cravatta”. Il suo stile, diretto e informale, è da sempre una delle caratteristiche che lo contraddistinguono, tanto quanto le sue prese di posizione spesso nette.
Le critiche ricevute per una semplice maglietta gli hanno offerto l’occasione per ribadire un concetto preciso: un amministratore dovrebbe essere giudicato per il lavoro svolto e non per l’abbigliamento.
Nel post, infatti, il riferimento al look è soltanto il punto di partenza. Il vero destinatario del messaggio sono coloro che, secondo il sindaco, contestano quotidianamente il suo modo di amministrare e il suo carattere.
«Giudicatemi per quello che faccio»
Tra le righe emerge una posizione chiara. Cerulli rivendica il diritto di essere sé stesso, senza inseguire il consenso a tutti i costi e senza adeguarsi a un modello istituzionale che non sente proprio.
Il sindaco invita implicitamente cittadini e opposizione a valutare il lavoro della sua amministrazione sulla base dei risultati raggiunti dall’insediamento del 2023, piuttosto che sull’immagine o sulle scelte di abbigliamento.
È un messaggio che riafferma uno stile politico già conosciuto all’Argentario: diretto, spesso provocatorio e poco incline ai formalismi.
«Posso vestirmi come mi pare»
La provocazione finale è affidata a una nuova maglietta con la scritta «Posso vestirmi come mi pare».
Una frase che, nelle intenzioni del sindaco, assume il valore di un manifesto personale. Un modo per ribadire che continuerà ad amministrare seguendo le proprie convinzioni, senza lasciarsi condizionare dalle polemiche o dal giudizio sull’apparenza.
Piaccia oppure no, Cerulli conferma così quello che è diventato negli anni il suo marchio di fabbrica: uno stile anticonvenzionale, distante dai formalismi della politica tradizionale e deciso a mettere in primo piano, almeno secondo la sua visione, i risultati amministrativi più che l’immagine.




