Laguna, Antichi critica Forza Italia dall'interno: «Logiche di spartizione del potere» | MaremmaOggi Skip to content

Laguna, Antichi critica Forza Italia dall’interno: «Logiche di spartizione del potere»

L’ex sindaco, componente del coordinamento provinciale azzurro, contesta il metodo seguito per la terna: «Bisognava coinvolgere il territorio»
La laguna di Orbetello e l’ex sindaco Alessandro Antichi

GROSSETO. Alessandro Antichi non è uno che le cose le manda a dire. E quando ha letto i nomi dei tre candidati alla guida del Consorzio della laguna di Orbetello, ha deciso di intervenire pubblicamente. Non per contestare le persone indicate dal ministero dell’Ambiente, ma per criticare il metodo seguito da Forza Italia per arrivare a quelle candidature.

Una presa di posizione che pesa, perché Antichi non è soltanto l’ex sindaco di Grosseto, ma uno degli uomini che hanno fatto la storia di Forza Italia in Maremma. E fa parte dello stesso coordinamento provinciale guidato da Roberto Berardi, uno dei tre candidati alla guida del Consorzio.

«Ho appreso dalla stampa che il ministero dell’Ambiente ha trasmesso alla Regione la terna dei candidati alla nomina ad amministratore unico del Consorzio della laguna. Non nascondo il mio disappunto e il disagio di trovarmi a prendere atto di decisioni prese non si sa bene in quale sede e con quali logiche», dice.

Parole che arrivano mentre sulle nomine si è già acceso il confronto politico, con le critiche di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Ma questa volta la contestazione arriva dall’interno del partito che esprime due dei candidati e al quale è politicamente vicino anche il terzo nome.

E riguarda un punto preciso: perché Forza Italia non ha coinvolto le associazioni, le imprese e le competenze del territorio prima di scegliere i possibili amministratori della laguna?

Antichi è nel coordinamento provinciale guidato da Berardi

C’è un particolare che rende la vicenda particolarmente interessante. Quando, nel febbraio 2024, venne ufficializzata la composizione del coordinamento provinciale di Forza Italia, Alessandro Antichi figurava tra i componenti con la delega alla Cultura e agli Affari legali.

Il coordinatore provinciale era Roberto Berardi, ex senatore e consigliere comunale di Orbetello, che ricopre anche l’incarico di vicecoordinatore regionale degli azzurri. Berardi è uno dei tre nomi indicati per la guida del Consorzio.

Un’altra candidata, Roberta Bardi, avvocata e attuale segretaria comunale di Forza Italia a Grosseto, faceva parte dello stesso coordinamento provinciale, nel quale aveva ricevuto la delega alla comunicazione.

La terza candidata è Lucia Leoni, ingegnera civile e ambientale, moglie del sindaco, entrato in Forza Italia nel luglio 2025.

Dunque, due dei tre candidati hanno ricoperto ruoli nell’organizzazione provinciale azzurra e uno di loro, Berardi, ne è il coordinatore.

Ed è proprio da un componente di quell’organismo che arriva una critica così esplicita.

La promessa del coordinamento regionale

Il coordinamento regionale di Forza Italia aveva assicurato che le decisioni riguardanti il territorio sarebbero passate attraverso un confronto con il coordinamento provinciale. Un impegno che, nel caso della laguna, non sarebbe stato mantenuto.

Ma per l’ex sindaco questo è soltanto un aspetto del problema.

La sua contestazione non nasce dalla rivendicazione di un ruolo personale o dal fatto che il coordinamento provinciale sia stato scavalcato. «Il partito avrebbe dovuto coinvolgere direttamente il mondo economico e produttivo della Maremma – dice – C’è un candidato sindaco indicato direttamente dal ministro Tajani (Luca Agresti, ndr) che avrebbe potuto mettere tutti intorno a un tavolo e cercare anche fuori dalle proprie strutture le persone con le competenze necessarie».

È questa la differenza sostanziale. La scelta non sarebbe dovuta arrivare da un organismo di partito anziché da un altro. La scelta non sarebbe dovuta limitarsi agli ambienti politici.

«Perché non chiedere al territorio di proporre i candidati?»

Il ragionamento di Antichi parte dalla natura stessa dell’incarico. Il Consorzio della laguna di Orbetello dovrà occuparsi di un ecosistema che da anni attraversa situazioni di grave sofferenza ambientale, con conseguenze sulla pesca, sul turismo e sulle attività economiche.

Chi sarà chiamato a guidarlo dovrà gestire una struttura complessa, coordinare interventi, assumere decisioni amministrative e confrontarsi con enti pubblici, operatori economici e soggetti tecnici.

Non si tratta, secondo Antichi, di assegnare la presidenza di un’associazione, ma di individuare una figura con responsabilità paragonabili a quelle di un amministratore delegato, di un manager.

Un lavoro che richiede esperienza gestionale e competenze specifiche, soprattutto in materia ambientale.

Per questo l’ex sindaco avrebbe preferito un percorso diverso. 

«Forza Italia avrebbe potuto convocare le associazioni di categoria, incontrare i rappresentanti delle imprese, della pesca, del turismo e delle professioni – dice – chiedere se il territorio avesse figure qualificate da proporre».

Una consultazione che avrebbe permesso di valutare anche candidature provenienti dal mondo tecnico ed economico, senza limitarsi a persone già impegnate nella politica.

Non necessariamente per escludere i nomi poi individuati, ma per confrontarli con altre professionalità.

Il richiamo alla Forza Italia delle origini

Nelle parole di Antichi c’è anche una riflessione sulla storia del partito. «Forza Italia era nata con l’ambizione di cambiare il rapporto tra politica e società civile – dice – Negli anni Novanta il movimento fondato da Silvio Berlusconi si proponeva di portare nelle istituzioni persone provenienti dalle imprese, dalle professioni e dal mondo del lavoro, valorizzando competenze ed esperienze maturate fuori dagli apparati tradizionali».

L’obiettivo era quello di superare le vecchie logiche partitocratiche, nelle quali gli incarichi venivano spesso distribuiti sulla base degli equilibri interni ai partiti.

Una promessa, riconosce Antichi, che non è stata pienamente realizzata.

«Ma proprio la scelta dell’amministratore del Consorzio – dice – avrebbe potuto rappresentare un’occasione per recuperare quello spirito. Perché qui non si tratta di scegliere un rappresentante politico, ma una persona chiamata a svolgere un lavoro tecnico e gestionale, dal quale dipenderanno decisioni importanti per l’economia e l’ambiente dell’Argentario».

E invece, secondo l’ex sindaco, si è preferito procedere seguendo criteri che ricordano proprio quelli che Forza Italia avrebbe voluto superare.

«Non discuto il merito delle scelte, discuto il metodo»

Antichi non esprime giudizi personali sui tre candidati. «Non discuto il merito delle scelte – dice – ciascun cittadino è in grado di sapere, con un minimo sforzo di documentazione, se i candidati sono in possesso delle competenze richieste dalla legge».

È un passaggio significativo, perché sposta l’attenzione dalla valutazione dei singoli curriculum al procedimento seguito per arrivare alla terna.

Non sostiene che Berardi, Bardi o Leoni siano privi dei requisiti richiesti ma ritiene che, prima di arrivare a quei nomi, sarebbe stato necessario aprire un confronto più ampio.

«Discuto invece il metodo – aggiunge – Forza Italia ha perso l’occasione di coinvolgere il tessuto sociale e produttivo nella scelta di una figura che sarà decisiva per lo sviluppo del territorio, preferendo logiche di spartizione partitocratica del potere che pensavamo fossero superate».

Un giudizio severo, pronunciato da chi ha contribuito a costruire il partito in provincia di Grosseto.

Il ruolo di Antichi nella storia del centrodestra grossetano

Alessandro Antichi è stato uno dei protagonisti della stagione politica che, alla fine degli anni Novanta, ha portato il centrodestra alla guida di Grosseto.

Eletto sindaco nel 1997, è rimasto in carica fino al 2005, per due mandati consecutivi. È stato il primo sindaco di centrodestra in una Toscana rossa dal dopoguerra.

La sua esperienza amministrativa si è poi intrecciata con quella regionale e con le vicende di Forza Italia, dalla quale si era allontanato per un periodo prima di tornare nel 2021.

Nel 2024 è entrato nel coordinamento provinciale, con la delega alla Cultura e agli Affari legali.

E ancora nell’aprile scorso, durante una riunione del coordinamento guidato da Berardi, aveva richiamato l’importanza dell’unità del partito.

Il suo intervento sulla laguna arriva quindi da una figura che conosce bene le dinamiche interne di Forza Italia e che continua a partecipare alla sua vita politica.

Non è la prima critica rivolta alle nomine, ma è la prima a porre con questa chiarezza una questione che riguarda direttamente il funzionamento del partito.

Il caso delle candidature interne a Forza Italia

La vicenda assume un significato particolare anche per la posizione ricoperta dai candidati. Roberto Berardi è il coordinatore provinciale di Forza Italia, oltre che vicecoordinatore regionale, ex senatore e consigliere comunale di Orbetello.

Roberta Bardi è la segretaria comunale degli azzurri a Grosseto. La presenza di entrambi nella terna non costituisce, di per sé, un elemento di irregolarità.

La legge prevede requisiti professionali e di esperienza che dovranno essere verificati nell’ambito della procedura di nomina, ma non esclude automaticamente chi ricopre incarichi politici.

Il punto sollevato da Antichi è un altro: se due candidati occupano ruoli importanti nell’organizzazione territoriale del partito, diventa ancora più importante chiarire come sia avvenuta la selezione e quali altre professionalità siano state eventualmente valutate.

L’ex sindaco non attribuisce responsabilità personali ai candidati  ma contesta una scelta politica che, a suo giudizio, non ha valorizzato adeguatamente le competenze disponibili nel territorio.

Una nomina che riguarda pesca, turismo e ambiente

Il Consorzio della laguna di Orbetello nasce con il compito di affrontare problemi che il territorio conosce da decenni.

Le crisi ambientali della laguna, le morie di pesci, la proliferazione delle alghe, le difficoltà della pesca e le conseguenze sull’economia locale richiedono interventi continuativi e una gestione coordinata.

Per questo la scelta dell’amministratore unico ha assunto un rilievo che va oltre gli equilibri politici.

Il futuro responsabile dell’ente dovrà confrontarsi con questioni tecniche complesse, gestire risorse e rapportarsi con amministrazioni pubbliche e operatori economici.

La normativa prevede requisiti specifici di formazione ed esperienza. 

Ed è proprio su questo terreno che Antichi avrebbe voluto vedere un maggiore coinvolgimento della società civile.

La sua proposta non è quella di affidare la scelta alle associazioni di categoria, ma di chiedere anche a loro di contribuire alla ricerca delle competenze necessarie.

La critica arriva mentre la Regione deve esprimersi

La procedura per la nomina dell’amministratore unico prevede il coinvolgimento del ministero dell’Ambiente e della Regione Toscana.

La terna ministeriale è stata indicata come composta da Roberto Berardi, Roberta Bardi e Lucia Leoni.

Sui nomi sono già intervenuti esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, chiedendo trasparenza e attenzione ai requisiti professionali.

Antichi aggiunge un elemento diverso al confronto mettendo in discussione il percorso politico che avrebbe portato alla scelta dei tre nomi.

E lo fa chiamando in causa direttamente Forza Italia, il partito nel quale ha costruito una parte importante della propria esperienza amministrativa.

La sua presa di posizione apre quindi un interrogativo anche per i dirigenti azzurri: perché una scelta così importante per il territorio non è stata preceduta da un confronto pubblico con le sue realtà economiche e professionali?

La risposta, per il momento, non è arrivata. Intanto la procedura istituzionale va avanti, mentre la laguna continua ad aspettare che il nuovo Consorzio diventi pienamente operativo.

E il confronto sulle nomine, cominciato come una polemica tra maggioranza e opposizioni, adesso coinvolge anche Forza Italia dall’interno.

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