Andrea, il grossetano che fotografa Icardi. E altri vip Skip to content

Andrea, il grossetano che fotografa Icardi. E altri vip

Suo il servizio che immortala la creazione del tatuaggio di Valentino Russo sulla schiena del calciatore Mauro Icardi
Andrea Calani durante un servizio fotografico

GROSSETO. Tutto è iniziato per caso, per passione, avvicinandosi al mondo della fotografia con la curiosità dello studente che si guarda intorno per capire quale potrà essere la sua strada “da grande”. Poi, in meno di 10 anni, il grossetano Andrea Calani, che oggi di anni ne ha 25, si è ritrovato a fotografare i calciatori Mauro Icardi e Lucas Torreira, i tronisti di “Uomini e donne” Matteo Fioravanti e Andrea Nicole Conte, tanto per citare alcuni idoli dei giovani e giovanissimi, che hanno posato davanti al suo obiettivo.

E di fotografarli, è il caso di Icardi, mentre si fanno tatuare da Valentino Russo, l’artista che ha “disegnato” la schiena dell’attaccante argentino del Galatasaray, con uno dei sui celebri tatuaggi realistici. Russo, infatti, è il tatuatore più gettonato tra i virtuosi del pallone di mezzo mondo, affascinati dei suoi ricami sull’epidermide. Ma è anche un amico di Calani, di cui chiede la collaborazione quando c’è da fotografare qualcosa di speciale.

 

 
 
 
 
 
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Determinazione e un pizzico di fortuna

Dunque nella la storia del fotografo maremmano si uniscono determinazione, voglia di affermarsi e un pizzico di fortuna, aiutata da quella spregiudicatezza positiva dei giovani che sperimentano le strade verso il successo professionale.

Del resto non è facile arrivare allo “star system” dello sport e dei talk televisivi, immortalare facce e corpi da social che milioni di follower “spiano” ogni giorno dagli schermi degli smartphone, nelle storie su Facebook, Instagram e TikTok.

Se si è bravi basta farsi conoscere, essere attivi sui social, avere i contatti giusti, poi la qualità paga. Fioravanti e Conte hanno visto il lavoro di Calani su Instagram e lo hanno contattato direttamente pr un servizio, solo per fare un esempio.

La collaborazione con Valentino Russo 

«In realtà lavoro soprattutto con matrimoni e cerimonie – racconta Andrea, che ha appena aperto uno studio in piazza Mensini – è così che ho cominciato. Poi, dopo la pandemia, quando mi è capitato di fare servizi nei locali come il Faq e la Capannina mi sono avvicinato anche ad altre realtà. In questo modo, nel 2020, ho conosciuto conosciuto Valentino Russo (che ha uno studio anche a Grosseto). Lo conoscevo solo di nome, ma mi sono fatto avanti e gli ho chiesto se potevo documentare il suo lavoro. Russo ha accettato ed è iniziata una collaborazione lavorativa. Ora quando ha bisogno di fare un servizio fotografico particolare mi chiama. Per documentare il tatuaggio di Icardi, ad esempio, sono andato a Istanbul». Stessa cosa per Lucas Torreira.

E con Rodrigo Risivi

Di recente, Andrea Calani ha iniziato una collaborazione anche con Rodrigo Risivi, celebre creatore di gioielli di alta manifattura artigianale, che spopola nel mondo dello spettacolo e della musica Trap con il marchio Risivi Lab, inventato insieme ai fratelli. Producono gioielli unici su richiesta dei clienti, tra i quali si annoverano Sfera Ebbasta, Taxi B, Oni One, Ketama126, Vegas Jones, Gianni Bismark, MamboLosco.

«Ho conosciuto Rodrigo Risivi tramite un comune amico, Leonardo Pasquinelli titolare del negozio Icy Sneakers a Grosseto. Ha apprezzato le mie foto e ora, quando produce una collana, un anello, un bracciale, un gioiello importante per una persona famosa, lo seguo e documento il lavoro per i social», racconta Andrea Calani.

L’inizio con Marco Miglianti

Marco Calani ha preso confidenza con la macchina fotografica quando era uno studente dell’istituto professionale, dove studiava all’indirizzo Informatico. Facendo alternanza scuola-lavoro si è ritrovato nello studio “Giorni Lieti” di Marco Miglianti, dove doveva occuparsi di contabilità. Ma i numeri non erano il piatto forte di Andrea, che subiva il fascino irresistibile dell’obiettivo.

Ha iniziato a seguire Miglianti ai matrimoni. «Il mio primo lavoro fotografico porta la data del 14 settembre. L’ho fatto insieme a Marco cui devo tutto quello che so sulla fotografia. Mi ha insegnato in rudimenti del mestiere con pazienza e disponibilità e non posso che ringraziarlo. In seguito ho proseguito per la mia strada, seguendo alcuni corsi on line, ma mi ritengo sostanzialmente un autodidatta».

L’altra faccia del lockdown

La pandemia è arrivata come una scure sui progetti di Andrea Calani, che aveva appena aperto la partita iva e si apprestava a entrare da professionista nel mondo della fotografia. Lo ha rallentato, ma non fermato. Anzi ha utilizzato le settimane del lockdown per realizzare un progetto sulla città in quei giorni di desolazione.

«MI sono messo a fotografare le attività che erano rimaste aperte: farmacie, negozi di generi alimentari e di prima necessità, le persone che lavoravano. Volevo raccontare l’altra faccia del lockdown a Grosseto che in qualche modo rimanesse come testimonianza. Mi ha ispirato un libro fotografico sull’alluvione del ’66 che mio nonno sfogliava spesso. Un ricordo di un evento drammatico, che aveva sconvolto la vita di tutti sommergendo la città con acqua e fango. Ho pensato che tra molti anni, anche il lockdown sarà un momento lontano nella storia, questo almeno voglio augurarmi, da ricordare tramite le immagini. Come il libro sull’alluvione. E mi sono messo a scattare».

 

 
 
 
 
 
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