Alcol e discoteche, qualcosa è cambiato: «Prima ritiravamo fino a 15 patenti, oggi 3 o 4» | MaremmaOggi Skip to content

Alcol e discoteche, qualcosa è cambiato: «Prima ritiravamo fino a 15 patenti, oggi 3 o 4»

La Polstrada racconta come stanno cambiando le notti dopo locali e discoteche: sempre più persone scelgono di non bere quando devono guidare. A Cala Felice la campagna “Questa sera guido io!”, poi i controlli sulle strade: 23 conducenti fermati e due patenti ritirate
Lucia Adele Merli a Cala Felice durante l'iniziativa "Questa sera guido io!" e Luca Ciani durante i controlli
Lucia Adele Merli a Cala Felice durante l’iniziativa “Questa sera guido io!” e Luca Ciani durante i controlli

SCARLINO. La paletta si alza, l’auto accosta e inizia il controllo. Patente e carta di circolazione, poi le verifiche attraverso il terminale e, quando necessario, il precursore per capire se chi è al volante ha bevuto. È così che, durante le notti d’estate, la polizia stradale controlla chi percorre le strade della Maremma, soprattutto nelle ore in cui locali e discoteche iniziano a svuotarsi.

Ma qualcosa, negli anni, è cambiato. A dirlo è Luca Ciani, vice dirigente della polizia stradale di Grosseto: sempre più persone sembrano aver fatto propria una regola semplice, quella secondo cui chi guida non beve. «In linea di massima negli anni abbiamo visto una forte diminuzione – spiega Ciani – In passato durante servizi di questo tipo potevamo arrivare anche a 10 o 15 patenti, oggi siamo intorno alle 3 o 4. Le persone stanno iniziando a capire che chi guida non deve bere».

E questo è anche grazie alle iniziative della polizia stradale, come “Questa sera guido io!”, il progetto nato per sensibilizzare sui pericoli della guida in stato di ebbrezza, che nella serata del 28 agosto ha fatto tappa a Cala Felice.

«In molti si sono avvicinati incuriositi per provare il percorso con gli occhiali che simulano lo stato di ebbrezza – dice Lucia Adele Merli, dirigente della sezione di polizia stradale di Grosseto – Con questo progetto siamo stati in diverse attività e abbiamo potuto fare molta sensibilizzazione sul tema, regalando anche drink analcolici a chi risultava negativo al precursore e alcol test monouso a tutti».

A Cala Felice si impara cosa significa guidare dopo aver bevuto

La prevenzione, però, comincia prima di salire in macchina. Ed è proprio questo lo spirito dell’iniziativa organizzata a Cala Felice, dove giovani e adulti hanno potuto vedere – e soprattutto provare – quanto l’alcol possa alterare capacità che normalmente sembrano scontate. Tra le attività proposte ci sono gli occhiali che simulano gli effetti dell’ebbrezza. Indossandoli, anche un gesto semplicissimo come prendere una chiave e aprire un lucchetto diventa improvvisamente complicato.

«È un progetto meraviglioso, che dovrebbe essere portato in tutti i locali per sensibilizzare giovani e meno giovani – dice Elisa Romanelli – Con gli occhiali ci si sente davvero alterati e l’impatto è forte».

A osservare l’iniziativa ci sono anche Walter e Leonardo. Per loro il concetto è giusto, anche se molto dipende da come viene recepito dai più giovani. «Bisogna vedere come reagiscono i ventenni – raccontano – Però questo è il contesto perfetto, perché siamo in un luogo di divertimento. Se pensiamo a come eravamo noi a vent’anni, probabilmente un’esperienza del genere ci avrebbe intimorito».

È proprio la responsabilità verso gli altri uno dei concetti che torna più spesso fra i presenti a Cala Felice. Mariana Marian e Lina Maruzza sottolineano quanto la presenza di iniziative di questo tipo possa aiutare a comprendere concretamente le conseguenze di una scelta sbagliata prima di mettersi al volante.

«Una volta mi è capitato di rischiare un incidente frontale perché il guidatore era ubriaco. Gli ho detto di fermarsi e lasciarmi guidare – dice Mariana Marian – altrimenti avrebbe dovuto lasciarmi lì».

«Non si rischia soltanto per noi, ma anche per gli altri»

Anche i più giovani si fermano, fanno domande e provano le attività. E, soprattutto, mostrano molta più sensibilità verso il tema rispetto agli adulti.

«Siamo tutti molto scossi dall’incidente che ha coinvolto Virginia Bellagamba e Diego, ci ha fatto capire ancora più a fondo che gli incidenti accadono, ma sta a noi evitare di renderli più probabili guidando ubriachi – dice una ragazza di 17 anni – Io ho appena preso la patente del 125 e non credo che guiderò mai sotto effetto di sostanze, soprattutto per l’incolumità degli altri. Queste iniziative sono fondamentali per fare prevenzione e arrivare alle persone».

Alcuni ragazzi di 21 anni in vacanza descrivono l’iniziativa come utile e molto informativa. «Abbiamo apprezzato molto gli agenti, perché sono stati gentili e cordiali con tutti noi – dice uno di loro – L’iniziativa è una bella idea e si riferisce a un target molto giovane, ma non solo, visto che anche gli adulti sono molto incuriositi».

Nel corso della serata almeno una cinquantina di persone si sono avvicinate incuriosite e solo 2 o 3 hanno avuto il precursore rosso, ma nessuno di loro era alla guida. E il messaggio che rimane alla fine è forse quello più semplice: rinunciare a bere per una sera, quando si deve guidare, significa evitare di mettere a rischio non soltanto la propria vita, ma anche quella di chi sulla strada non ha avuto alcuna parte in quella scelta.

Dalla paletta all’etilometro: cosa succede durante un controllo

Il controllo comincia dai documenti. Gli agenti verificano patente e carta di circolazione e, attraverso il tablet collegato ai sistemi a disposizione della polizia, possono effettuare gli ulteriori accertamenti necessari sul veicolo e sul guidatore.

«Quando c’è la necessità di verificare l’eventuale assunzione di alcol, entra in gioco il precursore, che permette una prima verifica. Se questa dà esito positivo, si procede con gli accertamenti previsti attraverso l’etilometro – dice Ciani – La soglia degli 0,8 grammi per litro segna il passaggio dalle sanzioni amministrative a quelle penali previste per la guida in stato di ebbrezza. Il rifiuto agli accertamenti ha delle conseguenze: il guidatore riceverà la sanzione massima».

Durante i controlli gli agenti spiegano al conducente in maniera chiara cosa stanno facendo e quali sono i passaggi successivi. E l’obiettivo non è soltanto reprimere i comportamenti pericolosi.

«Questi servizi, soprattutto nei luoghi dove ci sono più persone che bevono, permettono di far capire quali possono essere le conseguenze – dice Ciani – È un deterrente importante. La repressione arriva quando un principio non è ancora entrato nella collettività e per noi è importante fare prevenzione e sensibilizzazione».

Un modello che ricorda quello del guidatore designato, ormai conosciuto anche in Italia: all’interno del gruppo qualcuno sceglie di non bere per poter riportare gli altri a casa in sicurezza.

I controlli sulle sostanze stupefacenti

Non c’è soltanto l’alcol. Durante i servizi possono essere effettuati anche accertamenti per verificare l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. In questo caso la procedura è diversa e gli eventuali campioni raccolti devono essere sottoposti alle analisi previste prima dell’esito definitivo. Un passaggio fondamentale perché i test preliminari possono mostrare un falso positivo.

I controlli diventano ancora più importanti quando si verifica un incidente: guidare dopo aver assunto alcol o sostanze può infatti avere conseguenze molto più gravi quando alla condotta si aggiunge un sinistro stradale.

I controlli dopo la discoteca

Durante i controlli, effettuati dagli agenti della polizia stradale di Grosseto insieme ai colleghi del distaccamento di Orbetello, di ieri sera sono state ritirate due patenti: una a una donna, classe 1991, risultata con un tasso alcolemico superiore a 0,80 g/l, quindi con conseguenze penali; l’altra in via amministrativa, per un valore compreso tra 0,50 e 0,80 g/l.

In totale sono stati controllati 23 conducenti e altrettanti veicoli, sui quali sono stati effettuati anche gli accertamenti amministrativi.

Per la donna risultata sopra lo 0,80 è stato necessario l’intervento del carro attrezzi: il passeggero che viaggiava con lei, infatti, non aveva la patente e non poteva quindi prendere in consegna l’auto, che è stata portata al deposito.

Cosa succede se si guida dopo aver bevuto

Le conseguenze cambiano in base al tasso alcolemico rilevato. Tra 0,5 e 0,8 g/l si resta nell’ambito amministrativo: è prevista una sanzione da 543 a 2.170 euro e la sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Quando il valore supera 0,8 g/l, invece, si entra nell’ambito penale. Tra 0,8 e 1,5 g/l sono previsti un’ammenda da 800 a 3.200 euro, l’arresto fino a 6 mesi e la sospensione della patente da 6 mesi a un anno.

Con un tasso superiore a 1,5 g/l, le conseguenze diventano ancora più pesanti: ammenda da 1.500 a 6.000 euro, arresto da 6 mesi a un anno e sospensione della patente da uno a due anni. In quest’ultimo caso è inoltre prevista la confisca del veicolo, salvo che appartenga a una persona estranea al reato.

Le sanzioni diventano più severe in alcune circostanze, tra cui quando il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale.

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