Albinia perde la guardia medica: trasferita a Orbetello, scoppia la protesta | MaremmaOggi Skip to content

Albinia perde la guardia medica: trasferita a Orbetello, scoppia la protesta

La continuità assistenziale (ex guardia medica) non è più ad Albinia dal 9 gennaio 2026. Il presidio è stato trasferito a Orbetello. Scoppiano rabbia e proteste per la perdita di un servizio ritenuto fondamentale
Il foglietto che comunica lo spostamento della guardia medica da Albinia a Orbetello
Il foglietto che comunica lo spostamento della guardia medica da Albinia a Orbetello

ALBINIA. Un foglietto appeso alla porta, anche mezzo sgualcito, per comunicare una decisione che ha lasciato sgomento, rabbia e indignazione: dal 9 gennaio 2026 la sede della continuità assistenziale (ex guardia medica) non è più ad Albinia.

Il presidio è stato trasferito a Orbetello, presso la Casa di Comunità di via Donatori del Sangue 2. Una comunicazione asciutta, ma dagli effetti pesantissimi per un territorio che si sente ancora una volta penalizzato e messo ai margini.

Sui social e tra i cittadini il sentimento è unanime: Albinia “figlia di un dio minore”.

Una decisione che penalizza un intero territorio

La chiusura della guardia medica di Albinia non è un semplice spostamento logistico.

Per i residenti significa la sottrazione di un servizio essenziale, che per anni ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per famiglie, anziani, lavoratori, turisti e aree limitrofe della costa e dell’entroterra.

Un presidio che svolgeva anche una funzione di filtro tra i bisogni sanitari e il pronto soccorso, evitando accessi impropri e alleggerendo il carico sugli ospedali.

«Chiudere Albinia significa allontanare la sanità dal territorio – spiegano i cittadini – soprattutto da una comunità che già soffre distanze, carenze infrastrutturali e servizi ridotti».

«Tanto vale andare al pronto soccorso»

È la frase che in molti stanno ripetendo.

Se per una visita urgente bisogna raggiungere Orbetello, affrontando traffico e tempi più lunghi, la scelta più immediata diventa il pronto soccorso.

Il risultato è prevedibile: pronto soccorso ancora più intasato, tempi di attesa più lunghi e un sistema che si auto-sabota.

Una decisione che, secondo i cittadini, ignora completamente la realtà quotidiana del territorio.

Proteste, rabbia e senso di abbandono

Dalla frazione lagunare si sono già levate numerose proteste. Il sentimento dominante è quello di essere trattati come un territorio di serie B, «un paese di scarto».

Non è soltanto una questione sanitaria, ma una questione di dignità, diritti e rispetto, soprattutto in una zona che nei mesi estivi vede una forte presenza turistica e un notevole aumento della popolazione.

«Albinia non è un dettaglio»

«Albinia non è figlia di un dio minore – gridano i cittadini –. Non può continuare a essere il luogo dove si taglia, si sposta, si riduce senza ascolto e senza confronto. La sanità di prossimità non è uno slogan: è una necessità concreta. Togliere la guardia medica significa togliere sicurezza, prevenzione e un presidio di civiltà».

Nei prossimi giorni non si escludono iniziative e atti di protesta.

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