Albinia, 13 anni dopo l’alluvione: «Promesse non mantenute» | MaremmaOggi Skip to content

Albinia, 13 anni dopo l’alluvione: «Promesse non mantenute»

Fratoianni (Avs): «Cassa di espansione ferma da un anno, chiediamo risposte al governo». La frazione chiede ancora la messa in sicurezza
L’alluvione di Albinia

Oggi, a distanza di tredici anni, la ferita è ancora aperta. E la sicurezza idraulica di questa parte di Maremma resta una promessa incompiuta, ricordata soprattutto quando ricorre l’anniversario.

Un ricordo condiviso da tutto il territorio

In questo giorno, istituzioni, forze politiche e sociali, associazioni e comitati, insieme ai cittadini, si sono uniti nel ricordo di quella tragedia.
Da destra a sinistra, dai volontari della prima ora ai rappresentanti civici, tutti concordano su un punto: dopo tredici anni, Albinia e tutto l’entroterra circostante non possono dirsi al sicuro.

«Ogni 12 novembre si parla di memoria e prevenzione, ma poi tutto si ferma», denunciano i comitati locali. «Non possiamo vivere in un territorio dove la paura torna a ogni pioggia.»

«Servono opere, non ricorrenze»

L’appello è unanime: servono interventi concreti, non celebrazioni simboliche. Proprio lo scorso anno, Firenze ha evitato una nuova alluvione grazie alle casse di espansione sull’Arno. In Maremma, invece, tutto resta in sospeso.

«La gente vive sospesa, come fili d’erba in un vento che non arriva, come voci trattenute dietro i vetri», raccontano gli abitanti. «La paura è sempre presente nel cuore di chi vive ad Albinia e nelle campagne, perché tutti sanno che nessuno può dirsi davvero al sicuro».

E ancora: «Abbiamo visto come la prevenzione può salvare vite e città, ma qui, dove il rischio è altissimo, mancano opere decisive. Non bastano le promesse. Inutile ricordare ogni anno ciò che fu, se ancora non è stato imparato nulla da quel giorno maledetto».

L’impegno delle associazioni e la solidarietà che non si ferma

Nel giorno dell’anniversario, il Comitato “Facciamo Chiarezza – Terre dell’Albegna” ha ricordato le difficoltà e l’impegno di chi, da tredici anni, non ha mai smesso di lottare per la sicurezza del territorio.

A nome del Comitato, Massimo Bernacchini ha voluto ringraziare le associazioni che hanno continuato a farsi carico della memoria e della solidarietà: Vita ODV, Polverosa CCS, Incontriamoci Albinia, ASD Marsiliana Calcio AICS, USD Sandrea e l’Associazione I Ponti.

Fra le iniziative, anche una raccolta fondi a sostegno di Fabrizio Boviscelli, coinvolto nella difficile “Causa Pilota” che ha segnato ancora una volta la comunità alluvionata.

«Nonostante tutto, Albinia ha dimostrato di avere un cuore grande», sottolinea Bernacchini. «Ma non basta la solidarietà dei cittadini: servono decisioni e responsabilità da parte di chi governa.»

Una condanna e un appello: «La Maremma non può più aspettare»

La voce che arriva dal territorio è chiara: le alluvioni non si fermano con i ricordi.
«Non vogliamo più sentirci dimenticati – ripetono i cittadini –. Ogni pioggia non può diventare un incubo. La sicurezza deve tornare una priorità.»

Oggi, tutte le forze politiche, le associazioni e i comitati concordano: Albinia, San Donato, Marsiliana e l’entroterra della bassa Maremma meritano rispetto, memoria e soprattutto azioni concrete.
Perché dopo tredici anni, Albinia non chiede più commemorazioni.
Chiede giustizia, sicurezza e verità.

Fratoianni (Avs): «Cassa di espansione ferma da un anno, il governo intervenga subito»

Nel giorno dell’anniversario, arriva anche la denuncia di Nicola Fratoianni, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha presentato un’interrogazione urgente al ministro Matteo Salvini sullo stato dei lavori della cassa di espansione di Albinia, nel comune di Orbetello.

«A 13 anni esatti dall’alluvione, i lavori di competenza Anas sono fermi da oltre un anno. È inaudito», afferma Fratoianni. «Vogliamo sapere dal governo quali iniziative urgenti intenda intraprendere per garantire il completamento dell’opera, fondamentale per la messa in sicurezza idraulica della pianura dell’Albegna.»

Nell’atto ispettivo, Fratoianni ricorda che il progetto, approvato nel 2014 dopo la tragedia del 2012, doveva essere completato entro il 2023.
Regione Toscana e RFI hanno concluso le parti di loro competenza, ma Anas non ha terminato le proprie opere, ferme al 60% dei lavori.

Le cause dei ritardi sarebbero legate a interdittive antimafia che hanno colpito l’impresa incaricata, portando alla sospensione del cantiere e allo smantellamento delle attrezzature.

«Questi ritardi compromettono la sicurezza del territorio e quella stradale – sottolinea Fratoianni – Diversi incidenti si sono già verificati nei pressi del ponte interrotto sull’Aurelia, sopra il nuovo canale dell’Albegna. È inaccettabile che dopo 13 anni la Maremma sia ancora in attesa di opere fondamentali.»

Una promessa da mantenere

Tra la memoria e la rabbia, resta una sola certezza: Albinia non dimentica.
E chiede, con forza, che le parole diventino fatti. Perché la sicurezza idraulica della Maremma non può più essere una promessa da anniversario, ma una priorità per chi governa.

 

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