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Al via le riprese del documentario “La teleferica”

Viaggio nel passato delle miniere sostenuto da Fondazione Bianciardi, da un progetto di Romina Zago e Maurizio Orlandi
Rimina Zago con Maurizio Orlandi e Michele Guerrini
Rimina Zago con Maurizio Orlandi e Michele Guerrini

NICCIOLETA. Si chiama “La teleferica”, il documentario ambientato nel piccolo borgo minerario e nelle sue campagne, dedicato alla storia mineraria del nord della Maremma. Niccioleta è stato uno dei principali centri di estrazione di pirite delle Colline Metallifere, nato con l’insediamento della Montecatini e spopolato con la fine dell’attività estrattiva.

Prodotto da Filmika di Torino, con il sostegno dei Comuni di Massa Marittima, Montieri, Gavorrano, Scarlino, Roccastrada, Follonica e del Parco nazionale delle Colline Metallifere, con la Fondazione Luciano Bianciardi come capofila, nasce da un progetto di Maurizio Orlandi e Romina Zago.

Proprio durante questa calda estate sono iniziate le riprese, che proseguiranno fino alla primavera del prossimo anno, documentate dagli scatti di backstage del fotografo Michele Guerrini.

Un viaggio nelle miniere della Montecatini, sulle orme di Bianciardi e Cassola

«La teleferica – ricorda Romina Zago – era la linea di conduzione dalle miniere al mare. Abbiamo recuperato questo termine per compiere il viaggio nelle miniere della Montecatini seguendo il libro “I minatori della Maremma” di Luciano Bianciardi e Carlo Cassola, scritto immediatamente dopo la tragedia di Ribolla. L’idea è di ripercorrere quei luoghi, stabilendo un contatto tra passato e presente, illustrando la vita dei minatori nei villaggi, attraverso la testimonianza diretta di chi ha vissuto questa parte di storia della Maremma, con particolare attenzione sarà riservata allo sguardo femminile».

Fu la Società Montecatini di Milano a ottenere il monopolio dello sfruttamento degli immensi giacimenti di pirite, necessaria per la produzione di acido solforico, e a gettare le basi dell’industria chimica italiana. Proprio per l’importanza economica dei suoi giacimenti di pirite, questa zona venne investita da un rapido processo di industrializzazione, all’interno di un’area che andava da Boccheggiano a Niccioleta, da Gavorrano a Ribolla, da Scarlino fino a Follonica.

Nacquero villaggi e borghi operai, teleferiche e pozzi di estrazione, si formò una classe operaia. Sul finire del Novecento, però, si assistette al ridimensionamento dell’attività estrattiva e poi alla graduale e definitiva chiusura delle miniere. Un cambiamento che si abbatté drammaticamente sull’economia di questo territorio e, di conseguenza, sul suo tessuto sociale.

 

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