Quasi 34mila pannelli alle porte di Grosseto, la Regione chiede di valutare una riduzione | MaremmaOggi Skip to content

Quasi 34mila pannelli alle porte di Grosseto, la Regione chiede di valutare una riduzione

Il progetto di Sorgenia interessa 28 ettari vicino al depuratore San Giovanni. Chiesti approfondimenti su paesaggio, acqua, agricoltura e impatto degli altri impianti presenti nella piana. Depositate le integrazioni
Come potrebbe presentarsi il progetto di Sorgenia (foto generata con l’AI)

GROSSETO. Quasi 34mila pannelli fotovoltaici su 28 ettari di terreno, a poca distanza dalla città. Il progetto del maxi impianto agrivoltaico “Casalone”, proposto da Sorgenia Renewables alle porte di Grosseto, va avanti nell’iter autorizzativo, ma sul tavolo sono finite numerose richieste di approfondimento da parte degli enti coinvolti nel procedimento.

E tra queste ce n’è una particolarmente significativa: valutare la possibilità di ridurre l’area occupata dai pannelli.

Il progetto prevede una potenza di 24,72 MW e dovrebbe sorgere in prossimità dell’abitato di Grosseto, accanto all’impianto di depurazione San Giovanni.

Dopo l’esame del progetto e dei contributi arrivati dagli enti, il 24 aprile la Regione Toscana ha formalizzato una lunga richiesta di integrazioni e chiarimenti. Sorgenia ha quindi presentato la nuova documentazione il 2 settembre 2026. Il procedimento di Valutazione di impatto ambientale risulta ancora in corso.

Quasi 34mila pannelli su 28 ettari

Le dimensioni dell’intervento sono importanti.

L’impianto dovrebbe essere diviso in due grandi aree, denominate Lotto Ovest e Lotto Est, separate da una strada di servizio.

Il progetto prevede 33.858 moduli fotovoltaici, installati su 328 inseguitori solari, oltre a 72 inverter e sei campi con le relative apparecchiature elettriche.

L’area recintata indicata nella documentazione è di circa 28 ettari.

Non si tratta, almeno nelle intenzioni del proponente, di un impianto destinato a cancellare completamente l’utilizzo agricolo dei terreni: il progetto viene infatti presentato come agrivoltaico, quindi con la contemporanea produzione di energia e il mantenimento di attività agricole.

Ed è proprio sulla compatibilità tra queste due funzioni che gli enti hanno chiesto ulteriori approfondimenti.

La Provincia: «Valutare una riduzione dei pannelli»

Uno dei passaggi più rilevanti della richiesta di integrazioni nasce dal contributo della Provincia di Grosseto.

Considerata l’estensione di 28 ettari e la conseguente trasformazione del paesaggio rurale, viene chiesto al proponente di valutare una riduzione dell’area occupata dai pannelli fotovoltaici.

L’obiettivo indicato è evitare la saturazione delle aree di frangia, conservare porzioni agricole e mantenere spazi liberi.

Viene inoltre chiesto di verificare una diversa configurazione dell’impianto, creando una sorta di mosaico tra pannelli e aree verdi, seguendo maggiormente la struttura dei campi, delle strade poderali e dei fossi esistenti.

Il nodo del paesaggio intorno a Grosseto

Ancora più netto è uno dei passaggi contenuti nel contributo regionale relativo al paesaggio.

Gli uffici chiedono di approfondire gli impatti cumulativi, tenendo conto non soltanto del Casalone ma anche degli altri impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili già autorizzati o in fase di valutazione nella zona.

L’analisi deve quindi guardare all’intera piana agricola che circonda Grosseto.

Anche in questo caso viene chiesto di verificare la possibilità di ridimensionare l’impianto e modificare la disposizione dei due lotti, con particolare attenzione al Lotto Ovest.

Nella documentazione istruttoria viene evidenziato che un impianto di queste dimensioni determinerebbe una trasformazione del paesaggio agricolo e rurale e che la presenza di diversi altri impianti nel raggio di 10 chilometri rende necessario valutare attentamente l’effetto complessivo.

L’area è anche classificata tra quelle non idonee regionali

C’è poi un altro passaggio che dovrà essere chiarito durante il procedimento.

La Regione rileva infatti che l’area interessata ricade nelle “aree non idonee” della pianificazione energetica regionale, in quanto interamente compresa nella categoria delle aree Dop e Igp.

Allo stesso tempo, nella documentazione presentata da Sorgenia l’area viene indicata come idonea sulla base della normativa nazionale, perché situata entro 500 metri dall’impianto di trattamento delle acque reflue di San Giovanni.

Proprio questo intreccio normativo è uno degli aspetti sui quali è stato chiesto al proponente di fornire un’analisi più approfondita sulla compatibilità dell’intervento.

Acqua, agricoltura e Fosso Martello

Le integrazioni richieste non riguardano soltanto il paesaggio.

Sul fronte agricolo viene chiesto di dimostrare il mantenimento di almeno l’80% della produzione lorda vendibile, oltre a fornire maggiori informazioni sulla gestione futura dei terreni e sulle caratteristiche dei pannelli, che dovranno consentire il passaggio delle macchine agricole.

C’è poi il tema dell’acqua.

Sorgenia ha previsto l’utilizzo di un pozzo esistente per le necessità dell’attività agricola. Gli uffici regionali hanno chiesto gli estremi della concessione, i consumi previsti e la dimostrazione che la risorsa sia sufficiente anche per l’impianto agrivoltaico.

Dovrà essere quantificata anche l’acqua necessaria per la pulizia dei pannelli.

Approfondimenti sono stati richiesti anche per le opere di drenaggio e per le possibili interferenze con il Fosso Martello.

Il Parco della Maremma: attenzione alla perdita di habitat

Nel procedimento è intervenuto anche l’Ente Parco regionale della Maremma.

Nel documento della Regione viene richiamata la preoccupazione espressa dal Parco per i possibili effetti complessivi di frammentazione e perdita degli habitat sul territorio maremmano.

Da qui la richiesta di non limitare la valutazione cumulativa al solo paesaggio, ma di considerare anche la funzionalità ecologica del territorio.

La Regione ha inoltre chiesto un vero e proprio Piano di monitoraggio ambientale per controllare gli effetti prodotti dall’opera durante la costruzione e successivamente durante il funzionamento.

Sorgenia ha depositato le integrazioni

Dopo le richieste formulate dagli uffici e dagli enti coinvolti, Sorgenia Renewables ha presentato il 2 settembre la documentazione integrativa.

Il procedimento non è dunque concluso e il deposito delle integrazioni non equivale all’autorizzazione dell’impianto.

Saranno adesso gli enti competenti a esaminare le risposte fornite dalla società e a valutare se le criticità evidenziate durante l’istruttoria siano state superate.

Sul tavolo resta un progetto di dimensioni rilevanti: 28 ettari alle porte di Grosseto, quasi 34mila pannelli e una potenza di 24,72 MW.

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