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Agricoltura allo stremo: parte il presidio

Edoardo Borgia: «Noi agricoltori siamo alla frutta. Con questo presidio sto scoprendo di non essere solo, sarà utile per confrontarci e portare le nostre proposte»
Una foto del gazebo in allestimento

GROSSETO. Una protesta per riunirle tutte. Parte il settore primario, agricoltori e allevatori, con l’obiettivo di riunire tutti i mondi della filiera in un presidio sì di protesta ma anche di proposizione e che ha, da ieri, anche un luogo fisico ben definito.

Dal primo aprile è raggiungibile poco dopo lo svincolo del Collecchio, in direzione Grosseto (link alla posizione) un gruppo di agricoltori e allevatori, coadiuvati da Massimo Felicioni, si è autofinanziato e ha allestito un grande gazebo sul terreno concesso da Loacker.

Una foto del gazebo durante i primi allestimenti

Con il “Presidio agricoltori maremmani” intendono creare un punto di riferimento non solo per il settore primario, ma anche per gli autotrasportatori e per tutti quegli operatori di settore (come dell’edilizia) che sono stati toccati da questi forti rincari sulle materie prime. Anche i consumatori finali sono coinvolti e chiamati a partecipare, colpiti anche loro dai forti rincari e dalla crisi di settore.

Per giovedì 7 aprile sembra essere in cantiere l’organizzazione di una assemblea collettiva particolarmente numerosa alla quale parteciperanno insieme molti tra allevatori e autotrasportatori, oltre che alle parti interessate.

Le testimonianze

Ad accogliere le prime persone sono le facce di chi sta portando avanti la propria attività agricola con difficoltà, ma che è sempre capace di regalarti un sorriso o di fare ironia per non appesantire il clima insopportabile già per molti. Maurizio Gonnelli, Alessio Marangon, Gianfranco Martinelli, i primi che nel primo pomeriggio di oggi, 2 aprile, stavano sistemando l’interno del gazebo, che già ieri sera ha ospitato una cena tra amici e fuori ha una postazione per accogliere una grande grigliata.

Poco dopo si uniscono anche altri, come Andrea Rustici, produttore di latte e derivati biologici, ed Edoardo Borgia, uno dei più giovani allevatori della provincia.

«Io sono un ex allevatore – dice Gonnelli – di quelli stroncati dalla questione quote latte, adesso le attività agricole che porto avanti sono comunque tutte a rischio, toccherà fermarmi, fare anche programmi o preventivi è divenuto impossibile».

«Noi agricoltori siamo così tanto alla frutta da essere sconfortati – aggiunge Borgia-. Con questo presidio sto scoprendo di non essere solo, sarà utile per confrontarci e portare le nostre proposte. Invito tutti a partecipare per trovare delle soluzioni concrete».

 

 
 
 
 
 
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«La pandemia ci ha spesso isolati – afferma Felicioni – credo che un presidio fisico come questo ci aiuti anche a ritrovarci. Non possiamo agire ognun per sé, da soli. L’unione fa la forza, dobbiamo essere compatti e stimolare le amministrazioni ad avere una attenzione non solo ai finanziamenti per la difesa, ma anche per dei settori che stanno sprofondando, ci sono persone che preferiscono chiudere l’attività o fermarsi piuttosto che andare avanti e continuare a fare debiti giorno dopo giorno».

Il presidio intende portare all’attenzione di tutti il ruolo sempre più centrale degli aumenti delle materie prime, le predazioni, ma anche il costo dell’energia. Altro ruolo fondamentale nella crisi, evidenziato dal presidio, è quello giocato dal cambiamento climatico e dai prezzi sempre più bassi riconosciuti ai produttori. Ciliegina sulla torta, l’incertezza sul valore riconosciuto all’agricoltore: chi produce non ha spesso la minima idea della cifra alla quale potrà rivendere il prodotto. 

La Maremma è solo un punto di partenza, l’intenzione, anche dai contatti presi con tv nazionali, è quella di fare dell’iniziativa uno nodo di una rete che sia regionale e nazionale, che metta insieme più persone sotto ad un solo, breve slogan: “Basta“. Il grido di chi non ce la fa più, tradotto in uno striscione che sarà installato all’esterno del gazebo.

Richieste e proposte

Chiedono nell’immediato un aumento del prezzo del latte, delle garanzie sui prezzi di vendita delle produzioni agricole future, e un aiuto adeguato alle perdite già avvenute per aumento dei costi.

Per il medio periodo, le richieste sono di inserire la politica agricola tra le attività strategiche, da salvaguardare per la tenuta economica. Eventualmente ripensando a legare i prezzi al tasso di inflazione come già è capitato nella nostra storia.

Mirella Pastorelli, è stata una delle prime persone a visitare il presidio, che cerca supporto anche nelle altre amministrazioni, volendo essere uno stimolo per loro, sia a livello locale che regionale.

«Abbiamo bisogno di fatti – dicono Felicioni e Gonnelli – siamo in contatto anche con la trasmissione Agorà, intendiamo pungolare amministrazioni e associazioni di categoria per stimolarli ad azioni concrete, il più possibile. Dopo i proclami c’è bisogno di fatti concreti».

I presenti invitano tutti a partecipare, per informazioni sono attivi i seguenti numeri telefonici: 32004749363496276494.

Autore

  • Federico Catocci

    Nato a Grosseto, pare abbia scelto quasi da subito di fare l’astronauta, poi qualcosa deve essere cambiato. Pallino fisso, invece, è sempre rimasto quello della scrittura. In redazione mi hanno offerto una sedia che a volte assomiglia all’Apollo 11. Qui scrivo, e scopro. Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma

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