Addio al Kings, la discoteca maremmana dei vip e dei reali | MaremmaOggi Skip to content

Addio al Kings, la discoteca maremmana dei vip e dei reali

La demolizione del locale è iniziata e porta via con sé le mura piene di ricordi, fra cui liti, schiaffi, corna e cadute nella fogna
La demolizione del King’s

PORTO ERCOLE. Botte, potere, soldi, corna e divertimento: questa era la vita notturna del King’s Club, locale notturno di Porto Ercole che dal 1967 al 2018 ha portato sorrisi e serate indimenticabili nella vita dei suoi clienti.

Il locale un punto di riferimento per la vitta notturna di tutta Italia e per tutti i vip dell’epoca, fra politici, imprenditori, nobili e star del grande schermo. La celebre discoteca però è chiusa ed è destinata a lasciare il posto a degli appartamenti

Ma ripensando a quegli anni, Maurizio Amadio, storico dj della discoteca, si ricorda i volti famosi e coronati che hanno varcato la soglia del King’s. Il locale regalava serate indimenticabili alle quali partecipava per esempio Gigi Proietti. Che ha dormito in spiaggia con un asciugamano come coperta. Oppure quella durante la quale un nobile è finito dentro a una fossa imhof aperta.

«Ogni sera era importante al King’s e quel posto mi faceva sentire in cima al mondo – dice Amadio – ero all’apice della mia carriera in quella console».

Il sogno di Marco Bucci Casari non era la discoteca, ma costruire una località turistica per i vip. «Mio padre ha visto la potenzialità della zona – dice Fabrizia Bucci Casari – e ci ha investito per creare un posto per le vacanze chic e interessante».

La storia del King’s Club

Il locale viene aperto per la prima volta nel 1967, quando Ascanio e Mary Palchetti portarono la loro idea di discoteca in una villa di Bucci Casari, vicino a Cala Galera. E in questi anni il locale ha visto molti volti noti. «Ci sono mille aneddoti che potrei raccontare e mille esperienze di vita che custodisco nel cuore – dice Maurizio – fra cui la volta che Gigi Proietti dormì su una sdraio in spiaggia coperto da un asciugamano perché la sera stessa era stato invitato ad un matrimonio per il giorno dopo e gli hotel erano al completo»

«Oppure la volta che un reale cascò nella fogna aperta vicino al locale per stare un po’ da solo – continua – Menomale che era alto circa 2 metri e non è andato con la testa sotto. Il fatto è che era un posto meraviglioso e di ritrovo per tutte le persone facoltose dell’epoca».

Il locale poi viene spostato dove c’era un lido nella spiaggia “Sgalera”. «Appena aperto non andavo spesso al locale, perché ero piccola. Avevo 5/6 anni, ma dei primi anni mi ricordo che mi risvegliavo nel guardaroba dove mio padre mi aveva lasciato dormire  – racconta Fabrizia – Era il posto di ritrovo dove giocavo con gli altri bambini. Poi è diventato una discoteca».

«Il locale era pieno di persone influenti: politici, imprenditori e grandi star, che hanno portato anche qualche arrampicatore sociale – continua – c’erano anche i nobili squattrinati, che non avevano soldi in tasca, ma che avevano potere».

Il processo che ha portato alla chiusura del King’s

La demolizione del King’s porterà la costruzione di nuovi appartamenti, per la decisione presa dagli eredi delle attività di Bucci Casari. «I proprietari hanno deciso di chiudere l’attività notturna e creare qualcosa di statico e fermo – dice Maurizio – e così non avremo niente da offrire ai turisti della zona. Secondo me è la conclusione di un processo iniziato con la scomparsa o la pensione dei grandi imprenditori di Porto Ercole, coloro che hanno reso negli anni l’hanno resa affascinante. Oggi invece vediamo fondi chiusi e poco da offrire a chi dovrebbe venire a divertirsi».

Marco sta girando un documentario sulla discoteca. «Però è un punto che si mette a un pezzo di storia della nostra Maremma – dice il dj – e di questo sono sollevato, nonostante sia una sofferenza per me. Ho la conclusione al mio documentario, dove parlo di ciò che è successo dentro quelle mura».

«Mi chiedo solo com’è possibile che un’attività, che ha portato benefici economici a tutti i suoi gestori, debba cambiare così radicalmente. Non capisco questo e credo che se fosse stata una zona vocata per degli appartamenti lo avrebbe fatto Bucci Casari – aggiunge – Vorrei fare i miei migliori auguri a chi intende passare le vacanze in quel posto: è pieno di rospi verdi e zanzare, visto che è un posto palustre».

Il sogno distrutto di Marco

Il sogno di Marco era quello di costruire il porto di Porto Ercole per rendere il paese un posto che richiamasse turismo. «Mio padre voleva costruire l’Argentario per i vip dell’epoca – dice Fabrizia, figlia dell’imprenditore – prima ancora del King’s Club la Maremma già richiamava personaggi importanti, come Charlie Chaplin, l’obiettivo di papà era rendere anche Porto Ercole più interessante e più chic, e per un periodo lo è stata».

«Oggi di quell’epoca non c’è più niente, purtroppo, vedo solo tanta desolazione nel paese – continua – l’opposto di quello che voleva costruire mio padre sostanzialmente».

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