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La battaglia di Ariane Lotti per l’acqua: «Da questa risorsa dipende il futuro della Maremma»

Parte la stagione irrigua nella pianura grossetana: nuovi investimenti, monitoraggio dei consumi, riutilizzo delle acque depurate e un nuovo comprensorio ad Alberese per affrontare la crisi climatica e garantire acqua alle aziende agricole
Ariane Lotti

GROSSETO. L’acqua è sempre più il bene strategico da cui dipende il futuro dell’agricoltura maremmana. Per questo il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud ha deciso di mettere la gestione della risorsa idrica al centro della propria programmazione, avviando la nuova stagione irrigua con un piano che guarda al presente ma soprattutto alle sfide dei prossimi anni.

Acqua e agricoltura, la priorità della Maremma

Nella pianura grossetana l’inizio della stagione irrigua coincide con un’importante attività di pianificazione portata avanti dalla commissione pianificazione, ambiente e irrigazione del Consorzio.

A guidarla è Ariane Lotti, presidente della commissione e titolare della tenuta San Carlo a Principina Mare, dove si trovano anche 40 ettari di risaie biologiche alimentate dall’impianto irriguo consortile. Un sistema che oggi serve oltre tremila ettari di coltivazioni alle porte di Grosseto.

«Abbiamo vissuto un confronto intenso ed estremamente propositivo – spiega Lotti – e, pur muovendoci all’interno di un’infrastruttura storicamente efficiente e ben gestita, era fondamentale intervenire su alcune criticità strutturali rimaste a lungo insolute».

Nasce una nuova area dedicata all’irrigazione

Uno dei passaggi più importanti riguarda la riorganizzazione interna del Consorzio.

La governance guidata dal presidente Federico Vanni ha infatti deciso di creare una struttura dedicata esclusivamente al settore irriguo: l’Area Irrigazione e Contratti, diretta dall’ingegnere Roberto Tasselli. Una scelta che punta a rendere più efficiente la gestione del servizio e a garantire risposte più rapide alle esigenze degli agricoltori.

Ariane con i tecnici del Consorzio bonifica e il presidente Federico Vanni

«Il nostro primo obiettivo è stato istituzionalizzare e dare piena dignità al comparto irriguo all’interno dell’ente», sottolinea Lotti. «La nascita di un’area dedicata all’irrigazione risponde proprio alla necessità di garantire un servizio più efficiente, tempestivo e vicino alle reali esigenze dell’utenza».

Monitoraggio dei consumi e lotta agli sprechi

Tra le priorità individuate dal Consorzio c’è la necessità di conoscere con precisione i consumi idrici delle aziende agricole.

Per questo nei prossimi mesi sarà avviata una campagna di raccolta dati che consentirà di monitorare i volumi utilizzati, le tipologie di colture irrigate e i periodi di maggiore richiesta. L’obiettivo è costruire un sistema sempre più efficiente e capace di distribuire l’acqua evitando sprechi.

«Dobbiamo quantificare con esattezza i volumi idrici utilizzati, incrociandoli con le tipologie di colture e i periodi di maggior consumo. Solo attraverso questa mappatura potremo definire un piano di riparto della risorsa efficiente, equilibrato e privo di sprechi durante la stagione estiva», spiega la presidente della commissione.

Il problema dell’Ombrone e l’ipotesi delle acque depurate

Tra le criticità più sentite dagli agricoltori c’è quella che si presenta frequentemente nel mese di maggio.

I temporali che colpiscono l’entroterra provocano infatti l’intorbidimento delle acque del fiume Ombrone, rendendo impossibile l’attingimento proprio nel periodo delle semine e dei trapianti. Una situazione che ogni anno crea difficoltà alle aziende agricole del territorio.

Per questo il Consorzio sta studiando soluzioni alternative.

«Stiamo valutando soluzioni alternative e strutturali per diversificare le fonti di approvvigionamento in primavera», spiega Lotti. Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche il riutilizzo delle acque reflue depurate, una soluzione innovativa che potrebbe contribuire a garantire maggiore continuità nell’approvvigionamento idrico.

Nuovo comprensorio irriguo ad Alberese

L’altro grande progetto riguarda l’ampliamento delle aree servite dall’irrigazione collettiva.

Il Consorzio sta infatti lavorando alla realizzazione di un nuovo comprensorio irriguo nella zona di Alberese, un territorio che finora è rimasto fuori dai principali circuiti di distribuzione dell’acqua.

«Stiamo creando un nuovo comprensorio nella zona di Alberese», annuncia Lotti. «Parlo di un territorio che storicamente è rimasto escluso dai grandi circuiti di distribuzione collettiva e che, grazie a questo intervento, potrà finalmente contare su una gestione della risorsa idrica strutturata, efficiente e garantita dal Consorzio».

La sfida del cambiamento climatico

Dietro tutti questi interventi c’è una consapevolezza sempre più diffusa: il cambiamento climatico sta trasformando radicalmente il rapporto tra agricoltura e disponibilità d’acqua.

«I cambiamenti climatici non ci concedono più margini d’errore», avverte Lotti. «La disponibilità idrica è diventata la vera linea di confine per la sopravvivenza dell’agricoltura, per la tenuta del tessuto rurale e per la sicurezza economica dell’intera Maremma».

Una sfida complessa che il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud intende affrontare con nuove infrastrutture, innovazione tecnologica e programmazione, nella convinzione che il futuro dell’agricoltura maremmana passi inevitabilmente dalla capacità di gestire ogni goccia d’acqua disponibile.

 
 

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