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Accusa un senegalese ma mente. Il Pd: «Sbagliato strumentalizzare la sicurezza»

Il gruppo consiliare attacca: «Paure enfatizzate a scopi politici. Bene il Controllo del vicinato ma non deve essere utilizzato per la sola propaganda elettorale»
L’intervento della polizia municipale in via Manetti

GROSSETO. Ha accusato un ragazzo senegalese di averlo picchiato, ma non era vero. Quanto successo un anno fa in cima al corso, e le conseguenze legali per il 37enne, che ha patteggiato un anno e 8 mesi, ha suscitato una riflessione sul delicato equilibrio tra il bisogno di sicurezza e la generalizzazione degli strumenti, «spesso a fine di propaganda politica, per ottenerlo».

A dirlo è il gruppo consiliare del Pd. «Il caso che ha visto coinvolto l’insegnante di arti marziali e l’accusa di falsa testimonianza – dicono – sottolinea come sia cruciale affrontare il tema della sicurezza con razionalità e senso di responsabilità, senza scadere in eccessi che rischiano di esasperare le paure e le tensioni sociali».

«Paure enfatizzate a scopi politici»

Le politiche sulla sicurezza sono un valore fondamentale per la nostra comunità, ma non devono mai diventare strumento politico ad enfatizzare le paure. «L’episodio dimostra come un’iniziativa valida, quale il Controllo di Vicinato, possa diventare controproducente se utilizzata in modo improprio – scrivono ancora – Il Controllo di Vicinato è uno strumento che, se gestito con equilibrio e trasparenza, può certamente contribuire alla sicurezza dei nostri quartieri. Tuttavia è evidente, come politicamente, sia stato furbamente trasformato in una risposta semplice, immediata e soprattutto ad effetto elettorale».

«È fondamentale ricordare che la lotta al degrado sociale e alla difesa dei valori passa attraverso un’azione corale ed incisiva da parte di una comunità intera rispettosa delle leggi – aggiungono – così come la sicurezza per prima ci viene garantita dal lavoro incessante delle forze dell’ordine. L’esaltazione e la drammatizzazione dei problemi inerenti, invece non fanno che alimentare un clima di paura e diffidenza che non giova a nessuno». 

«Controproducente esaltare gli animi»

I consiglieri del Partito Democratico sono fermamente convinti che «ogni violazione delle leggi debba essere punita con rigore ma con altrettanta fermezza  – dice – ribadisce che è importante non esaltare gli animi in un momento sociale così delicato. Dobbiamo evitare di trasformare la questione sicurezza in una bandiera politica, perché le vere vittime di questo approccio sarebbero i cittadini stessi».

E ancora: «Siamo tutti chiamati a collaborare per costruire una comunità più sicura, ma questo deve avvenire attraverso il dialogo, la trasparenza e il rispetto della legge – aggiunge – Solo così potremo davvero contribuire al benessere, alla tranquillità e alla rinascita dei nostri quartieri, senza cadere nella trappola della propaganda e di chi attraverso questa cerca solo il raggiungimento delle proprie ambizioni personali».

 

 

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