PORTO ERCOLE. Fermare la vendita delle ex scuole elementari di Porto Ercole, aprire un confronto con i cittadini e capire se quello storico edificio, affacciato sul lungomare Andrea Doria, possa tornare a essere uno spazio al servizio della comunità. È questa la richiesta che arriva dai gruppi consiliari di opposizione di Monte Argentario, che hanno depositato una domanda formale per convocare un consiglio comunale straordinario aperto alla partecipazione dei cittadini.
Al centro della vicenda c’è uno degli immobili più riconoscibili di Porto Ercole, che l’amministrazione comunale ha deciso di mettere in vendita attraverso un’asta pubblica con una base di partenza di 6 milioni e 200mila euro.
Il bando è stato pubblicato il 12 ottobre e prevede la presentazione delle offerte entro le 11 del 14 dicembre 2026, quando si svolgerà anche l’asta nella sala consiliare del Comune.
Una scelta sulla quale le minoranze chiedono adesso di riaprire la discussione, prima che il percorso di alienazione arrivi alla sua conclusione.
Le opposizioni: «Fermare la vendita delle ex scuole»
La richiesta presentata dai consiglieri di minoranza contiene due iniziative distinte ma strettamente collegate. La prima riguarda la convocazione di un consiglio comunale straordinario aperto, da organizzare direttamente a Porto Ercole, per consentire ai residenti di partecipare alla discussione sul futuro dell’immobile.
La seconda è una mozione con la quale l’opposizione chiede al sindaco e alla giunta di sospendere immediatamente le procedure di vendita a privati.
Per i consiglieri, infatti, l’ex scuola non rappresenta soltanto un edificio di proprietà comunale che può essere ceduto per fare cassa, ma un patrimonio che appartiene alla storia del paese e che potrebbe avere ancora un ruolo importante nella vita della comunità.
«L’ex scuola elementare rappresenta un bene comune inestimabile che appartiene alla storia e al futuro di Porto Ercole», dichiarano i consiglieri delle opposizioni.
Una posizione che mette in discussione la destinazione scelta dall’amministrazione e chiede di valutare soluzioni alternative prima di procedere con l’alienazione.
Un edificio storico sul lungomare, il Comune punta alla vendita
La questione riguarda un complesso immobiliare di notevole valore, situato in una delle posizioni più importanti del paese, a ridosso dell’area portuale.
L’ex scuola si sviluppa su tre piani fuori terra e un seminterrato, con un affaccio sul lungomare Andrea Doria e accessi anche dalla viabilità retrostante.
Il Comune ha già avviato la procedura di alienazione, con un nuovo bando che prevede una base d’asta di 6,2 milioni di euro e una destinazione turistico-ricettiva, con vincolo alberghiero per almeno cinquant’anni.
È proprio su questo punto che si concentra la distanza tra la scelta dell’amministrazione e quella delle minoranze: da una parte la valorizzazione dell’immobile attraverso un investimento privato, dall’altra la richiesta di verificare se possa essere recuperato per ospitare attività e servizi destinati alla popolazione.
Cultura, associazioni e servizi: la proposta alternativa
Nella mozione depositata, i gruppi di opposizione indicano anche il percorso che vorrebbero intraprendere qualora la vendita venisse sospesa.
L’obiettivo è avviare una consultazione con la comunità locale, coinvolgendo cittadini, comitati, associazioni e realtà economiche del territorio, per raccogliere idee e individuare le esigenze alle quali l’edificio potrebbe rispondere.
I consiglieri chiedono inoltre uno studio di fattibilità per il recupero delle ex scuole, prendendo in considerazione possibili destinazioni culturali, associative e legate ai servizi pubblici.
Tra le ipotesi da valutare c’è anche la possibilità di intercettare finanziamenti regionali o europei che possano contribuire a sostenere un eventuale intervento di recupero.
Si tratta, per il momento, di proposte politiche e non di un progetto già definito, che richiederebbero verifiche sui costi, sulle condizioni dell’immobile e sulla disponibilità delle risorse necessarie.
«Una decisione così importante non può essere calata dall’alto»
Le opposizioni insistono soprattutto sulla necessità di coinvolgere Porto Ercole in una decisione che riguarda uno dei suoi edifici storici.
«Decisioni di questo peso non possono essere prese al chiuso degli uffici o calate dall’alto. È necessario fermare qualsiasi ipotesi di vendita a privati e aprire un confronto pubblico e trasparente con chi vive il paese tutti i giorni», affermano i consiglieri.
Da qui la richiesta che la seduta straordinaria si svolga proprio nella frazione e non nella consueta sede del consiglio comunale, con la possibilità di intervento anche per i rappresentanti delle associazioni, dei comitati e delle categorie economiche.
L’intenzione è trasformare la discussione sull’ex scuola in un confronto pubblico, nel quale possano emergere anche le proposte dei residenti.
Il consiglio comunale dovrà riunirsi entro 20 giorni
La richiesta è stata presentata richiamando l’articolo 39 del Testo unico degli enti locali e gli articoli 28 e 40 del regolamento consiliare.
La normativa nazionale prevede che, quando la richiesta arriva da almeno un quinto dei consiglieri, il consiglio comunale debba riunirsi entro venti giorni dalla presentazione, inserendo all’ordine del giorno gli argomenti indicati.
Resta da definire l’organizzazione della seduta e le modalità dell’eventuale partecipazione diretta dei cittadini.
Intanto il bando di vendita risulta pubblicato e la scadenza del 14 dicembre resta il riferimento della procedura.
La questione, dunque, è destinata a tornare presto al centro del dibattito politico dell’Argentario, con due prospettive differenti per il futuro dell’edificio: la vendita a un investitore privato oppure la ricerca di una soluzione che ne conservi una funzione pubblica.



