GROSSETO. Prima aveva dovuto salutare Roberto, poi Marco. Due amici cari, due carrozzieri come lui, persone con le quali condivideva il lavoro, la passione per le automobili e gli stessi luoghi di ritrovo. Adesso, a pochi mesi da quelle perdite, è morto anche Marco Rossi, 54 anni, conosciutissimo a Grosseto, dove aveva scelto fin da ragazzo di seguire le orme del babbo Silvano.
Venerdì sera, 30 ottobre, era a casa di amici quando ha avuto un gravissimo malore. È stato portato d’urgenza all’ospedale Misericordia, dove al pronto soccorso sono stati compiuti ripetuti tentativi di rianimarlo. Nonostante gli sforzi dei sanitari, non è stato possibile salvarlo.
Rossi lascia la moglie e un figlio. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale, a disposizione della procura, che sta valutando se disporre l’autopsia per chiarire le cause della morte.
La carrozzeria e la strada indicata dal babbo Silvano
La storia di Marco Rossi era legata a via Belgio, dove viveva e dove il padre Silvano aveva una carrozzeria. Un mestiere che Marco aveva scelto presto, decidendo fin da ragazzino di seguire il percorso del babbo e di fare delle automobili il proprio lavoro.
In quella scelta c’erano una continuità familiare e una passione personale, cresciute insieme fino a diventare parte della sua identità. La carrozzeria era il luogo nel quale aveva costruito la propria esperienza e una rete di rapporti che lo aveva reso molto conosciuto in città.
Le auto erano anche un interesse da condividere fuori dall’officina, un argomento che lo univa agli amici e che accompagnava il tempo trascorso insieme. Tra questi c’erano Roberto Fucci e Marco Laurenti, entrambi scomparsi nel mese di giugno.
Tre amici, lo stesso mestiere e la passione per le auto
Frequentavano lo stesso posto, facevano lo stesso lavoro e condividevano la stessa passione. È questo il legame che rende ancora più dolorosa, per chi li conosceva, la notizia della morte di Rossi.
Marco aveva già affrontato, nel corso di quest’anno, la perdita di due dei suoi amici più cari. Fucci e Laurenti erano morti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, lasciando un vuoto in quella cerchia di persone unite da abitudini, incontri e anni di conoscenza.
Adesso gli amici si trovano a fare i conti con una terza scomparsa. A unire le loro storie sono il rapporto personale e il mestiere.
Roberto Fucci, trovato davanti a casa alle Strillaie
Roberto Fucci era stato trovato senza vita il 10 giugno, nel fosso che costeggia la strada davanti alla sua abitazione alle Strillaie, accanto alla bicicletta.
A scoprirlo era stato il fratello Renzo, che si era preoccupato non vedendolo rientrare e aveva iniziato a cercarlo. Fucci aveva ancora il casco in testa.
Una morte improvvisa che aveva colpito anche Rossi, legato a Fucci dall’amicizia e dalla comune esperienza nel mondo delle carrozzerie.
Marco Laurenti, il ritrovamento nell’officina
Dieci giorni dopo, il 20 giugno, era arrivata la notizia della morte di Marco Laurenti, 62 anni, trovato senza vita nella sua carrozzeria di via di Squartapaglia, nella zona del Casotto dei Pescatori.
Nel corso della giornata gli amici avevano provato a contattarlo senza riuscirci, fino a quando la preoccupazione li aveva spinti a chiedere aiuto. La polizia aveva raggiunto l’attività e, dopo aver forzato l’ingresso, lo aveva trovato nel bagno dell’officina. I sanitari avevano potuto soltanto constatarne la morte.
La sera precedente Laurenti aveva trascorso alcune ore con gli amici a Marina di Grosseto, come riportato nella cronaca di quei giorni.
Anche quella perdita era entrata nella vita di Rossi e delle persone con le quali entrambi condividevano il tempo fuori dal lavoro.
La salma del cinquantaquattrenne è stata portata all’obitorio dell’ospedale, dov’è a disposizione della procura.
Per gli amici e per chi lo conosceva attraverso il lavoro rimane il ricordo di un uomo che aveva scelto da ragazzo il mestiere del padre, portandolo avanti nella città in cui era conosciuto da tanti.
La sua storia passa da quella carrozzeria di via Belgio e si intreccia con quelle di Roberto Fucci e Marco Laurenti: tre amici uniti dalle automobili, dal lavoro e dalla vita quotidiana, che nel giro di pochi mesi sono venuti a mancare.




