Va a fare una visita, ma l'ascensore è guasto: disabili in difficoltà nei poliambulatori | MaremmaOggi Skip to content

Va a fare una visita, ma l’ascensore è guasto: disabili in difficoltà nei poliambulatori

A Grosseto il garante della Disabilità Diego Montani scrive all’Asl e al Comune. Problemi anche con le nuove porte dopo la ristrutturazione. «L’accessibilità non è un optional»
L’ascensore guasto al distretto sanitario in via don Minzoni

GROSSETO. Arrivare in un poliambulatorio per una visita specialistica prenotata magari da settimane, scoprire che l’ascensore non funziona e non riuscire a raggiungere l’ambulatorio. È quello che sarebbe successo ad alcune persone con disabilità nella struttura sanitaria di via Don Minzoni, dove il ritorno dei servizi dopo i lavori di ristrutturazione avrebbe dovuto garantire condizioni migliori di accessibilità, ma dove continuano a essere segnalati problemi.

Non soltanto l’ascensore fuori servizio, la cui durata del guasto deve ancora essere chiarita. Anche le nuove porte di accesso agli ambulatori risulterebbero difficili da utilizzare per chi si muove in carrozzina. E così, per consentire ad alcuni pazienti di sottoporsi alle visite, sarebbe stato necessario spostare le prestazioni al piano terreno oppure ricorrere a un montascale messo a disposizione grazie all’intervento delle associazioni del territorio.

Una situazione che ha spinto Diego Montani, garante della Disabilità del Comune di Grosseto, a prendere carta e penna e scrivere alla direzione generale dell’Asl Toscana Sud Est, ai responsabili della struttura sanitaria, al sindaco e agli uffici comunali competenti.

La lettera, datata 27 ottobre, chiede interventi immediati, verifiche sulle condizioni di accessibilità e soprattutto risposte precise su ciò che non sta funzionando.

Dalla sede provvisoria ai locali ristrutturati, ma i disagi continuano

La vicenda ha un precedente che rende ancora più difficile comprendere quanto sta accadendo.

Durante il periodo in cui i poliambulatori erano stati trasferiti temporaneamente in via Roma, le persone con problemi di mobilità avevano già dovuto fare i conti con ripetuti malfunzionamenti del montascale.

Il ritorno degli ambulatori specialistici nella sede di via Don Minzoni, avvenuto nell’aprile scorso, dopo gli interventi di ristrutturazione, avrebbe dovuto segnare il superamento di quelle difficoltà.

Invece, secondo le segnalazioni arrivate al garante, i problemi non sarebbero finiti.

«Dopo i disagi registrati nei mesi scorsi presso la sede temporanea di via Roma, anche a causa di ripetuti problemi al montascale, ci si aspettava che il rientro nei locali di via Don Minzoni, interessati da lavori di ristrutturazione e adeguamento, garantisse condizioni di accessibilità, sicurezza e fruibilità adeguate per tutti gli utenti», scrive Montani.

Il garante precisa di non voler anticipare giudizi sulla conformità normativa degli interventi realizzati, che spetterà eventualmente agli uffici tecnici accertare. Ma sottolinea che il diritto alla salute deve essere garantito a tutti, senza ostacoli evitabili.

Pazienti non avvertiti del guasto: le visite spostate al piano terra

Uno degli aspetti più delicati riguarda la mancata informazione preventiva agli utenti.

Secondo quanto riferito al garante, alcune persone con disabilità si sarebbero presentate regolarmente agli appuntamenti, anche per visite dermatologiche e otorinolaringoiatriche, senza sapere che l’ascensore non era utilizzabile.

Una volta arrivate nella struttura, avrebbero incontrato difficoltà per raggiungere il piano degli ambulatori.

In alcune circostanze, per evitare di perdere la prestazione, i sanitari avrebbero effettuato la visita al piano terreno. In altre sarebbe stato necessario utilizzare un montascale reperito grazie alla disponibilità delle associazioni del territorio.

Una soluzione che ha permesso ai pazienti di non rinunciare a visite attese anche da molto tempo, ma che, secondo Montani, non può rappresentare la risposta ordinaria a un problema di accessibilità di una struttura pubblica.

«A queste associazioni desidero esprimere il mio sincero ringraziamento per la disponibilità e la sensibilità dimostrate. Ritengo tuttavia necessario ribadire che il volontariato rappresenta una risorsa preziosa, ma non può sostituire le garanzie di accessibilità che una struttura sanitaria pubblica deve assicurare ai propri utenti».

E aggiunge una considerazione che riassume il senso della segnalazione: «Non è accettabile che una persona con disabilità debba affidarsi a soluzioni improvvisate o alla disponibilità di terzi per poter usufruire di una prestazione sanitaria regolarmente prenotata».

Ascensore guasto e porte difficili da aprire: le cinque richieste all’Asl

La lettera non si limita a denunciare quanto segnalato dagli utenti, ma contiene cinque richieste precise alla direzione dell’Asl Toscana Sud Est.

La prima riguarda naturalmente l’ascensore, per il quale Montani chiede di verificare con urgenza lo stato del guasto, indicare i tempi necessari per ripristinarne il funzionamento e comunicare quali misure siano state eventualmente predisposte nel frattempo.

La seconda riguarda l’accessibilità complessiva dell’edificio. Il garante chiede controlli tecnici sulle nuove porte di ingresso e di accesso agli ambulatori, sui percorsi interni e su tutti gli elementi che potrebbero rappresentare un ostacolo per le persone con mobilità ridotta.

La terza richiesta riguarda le soluzioni alternative, che devono essere sicure, dignitose e concretamente utilizzabili, senza costringere le persone con disabilità a dipendere dall’intervento occasionale di altri.

Montani solleva poi la questione delle informazioni agli utenti: vuole sapere se siano state attivate procedure per comunicare preventivamente l’indisponibilità dell’ascensore, attraverso quali canali e con quali modalità, così da evitare spostamenti inutili.

Infine, chiede chiarimenti sulle verifiche di accessibilità effettuate in occasione della riapertura dei poliambulatori, sulle eventuali criticità già individuate e sugli interventi correttivi previsti.

La domanda: quali verifiche sono state fatte dopo la ristrutturazione?

È probabilmente questo il punto più significativo dell’intera vicenda.

La palazzina dei poliambulatori è stata interessata da interventi di ristrutturazione e adeguamento e, nella primavera del 2026, sono riprese le attività specialistiche nei locali di via Don Minzoni.

Il trasferimento rientra nel più ampio percorso per la realizzazione della Casa di comunità Hub di Grosseto, destinata a concentrare numerosi servizi sanitari territoriali.

Ma se, dopo gli interventi, vengono segnalate porte difficili da utilizzare per chi si muove in carrozzina e un ascensore non funzionante, diventa necessario chiarire quali controlli siano stati effettuati e quali garanzie di accessibilità siano previste per gli utenti.

Occorre anche sapere da quanto tempo l’ascensore sia effettivamente fermo e perché non sia stato ancora ripristinato.

Sono questioni alle quali soltanto l’Asl potrà dare risposte complete, distinguendo eventuali problemi tecnici sopravvenuti dalle caratteristiche degli interventi eseguiti.

Il garante scrive anche al sindaco: «Servono risposte»

La segnalazione è stata indirizzata anche al sindaco di Grosseto e agli uffici comunali competenti in materia di disabilità e abbattimento delle barriere architettoniche.

Montani chiede che il Comune prenda in carico la questione per quanto rientra nelle proprie competenze e valuti le iniziative necessarie, anche attraverso un confronto diretto con l’Asl.

Un’attenzione particolare viene richiesta per le persone che abbiano eventualmente perso o dovuto rinviare un appuntamento a causa delle difficoltà di accesso, affinché possano recuperare le prestazioni senza ulteriori conseguenze.

Il garante tiene anche a precisare che la segnalazione non è rivolta ai medici, agli infermieri o agli operatori sanitari della struttura, il cui impegno quotidiano non viene messo in discussione.

Il problema riguarda invece l’organizzazione dei servizi e le condizioni materiali che devono permettere a tutti i cittadini di accedervi.

«L’accessibilità non è un optional, né una cortesia da concedere: è una condizione essenziale per garantire dignità, autonomia e pari accesso alle cure», scrive Montani.

Il garante attende adesso un riscontro scritto, con l’indicazione delle verifiche avviate, delle misure adottate e dei tempi necessari per risolvere le criticità.

Perché il punto, alla fine, è semplice: un cittadino che ha bisogno di una visita medica deve poter entrare nella struttura sanitaria e raggiungere l’ambulatorio, indipendentemente dalle proprie condizioni di mobilità. E questo diritto non può dipendere dal fatto che, quel giorno, qualcuno riesca a trovare un montascale.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati

Un autobus mentre entra alla Cittadella

Grosseto perde terreno nella classifica green: migliora la differenziata, ma gli autobus restano poco usati

Grosseto scende dal 68° al 70° posto nel rapporto Ecosistema Urbano 2026. Migliorano raccolta differenziata, dispersione idrica e concentrazioni medie degli inquinanti, ma il punteggio complessivo resta quasi fermo mentre la media nazionale cresce. Il trasporto pubblico registra appena 15 viaggi per abitante all’anno e le perdite d’acqua restano sopra la media dei capoluoghi

Leggi di più