GROSSETO. Lui adesso vive nell’universo, cammina nei boschi, abita ai piedi di un corbezzolo, parla col mirto, scherza coi lecci, guarda il timo, accarezza il rosmarino, gioca a nascondino con la ghiandaia, corre insieme alle volpi, imbastisce lunghe discussioni col tasso intorno al tavolo dove siedono anche l’upupa, l’assiolo e la civetta.
Una calda accoglienza
Le ceneri di Gigi Bernardi adesso godono dello stupefacente panorama dipinto dalle colline sopra Castione della Pescaia, la Diaccia Botrona, la pineta e il mare. Squarci d’infinito, perché Gigi era infinito. Il corbezzolo ha accolto il suo arrivo sorridendo, lo aspettava.
Gli ha fatto spazio tra le foglie alzando i rami per abbracciarlo, in silenzio. Gigi si è tolto il cappello bianco colmo di una vita intensa, lo ha rovesciato in terra facendo uscire amici, storie incantate, emozioni, amori, fantasie, disegni, ritratti, risate e lacrime. Anche speranze e sogni rimasti impigliati nelle pieghe del destino.
L’arrivo di un amico
L’arrivo di Gigi ha scosso il bosco, gli abitanti sono accorsi verso l corbezzolo guardando il papillon e i suoi occhi. Potevano fidarsi, era arrivato un amico.
Lontano un brivido ha attraversato la Diaccia Botrona, il mare fino a Cala di Forno ha alzato le onde in segno di saluto. Lui, Gigi, ha risposto con un grande ciao.
Finalmente era a casa.




