PIOMBINO. Lavoratori che sarebbero impiegati per due o addirittura tre turni consecutivi, straordinari oltre i limiti consentiti, riposi settimanali non sempre garantiti e problemi di manutenzione degli impianti. Sono pesanti le segnalazioni che Usb Livorno, settore Logistica, dichiara di aver raccolto sulle condizioni di lavoro all’interno del Cedi di Vignale, il centro di distribuzione che opera nella filiera logistica della grande distribuzione Coop.
Il sindacato parla di una situazione potenzialmente molto grave, che coinvolgerebbe oltre 150 lavoratrici e lavoratori impiegati nella gestione del magazzino attraverso aziende in appalto.
Si tratta, al momento, di segnalazioni che la stessa organizzazione sindacale afferma di stare approfondendo e che richiedono verifiche. Usb chiede però risposte immediate alla dirigenza Coop e alle imprese appaltatrici, denunciando anche la mancata apertura di un confronto nonostante le richieste di incontro già avanzate.
«Due o tre turni consecutivi, senza le 11 ore di riposo»
Il quadro descritto dal sindacato riguarda soprattutto l’organizzazione del lavoro.
Secondo le informazioni raccolte da Usb, in alcuni reparti si registrerebbero prestazioni straordinarie superiori ai limiti previsti dalla normativa.
Ancora più preoccupanti sono le segnalazioni relative ai turni.
Alcuni lavoratori migranti sarebbero impiegati per due o perfino tre turni consecutivi, senza il rispetto delle 11 ore di riposo tra una prestazione lavorativa e quella successiva.
Durante i periodi di maggiore attività, inoltre, si verificherebbero situazioni nelle quali i dipendenti continuerebbero a lavorare anche il sabato e la domenica, senza usufruire dei riposi previsti.
«Le segnalazioni che stiamo raccogliendo, se confermate, descriverebbero una situazione di estrema gravità, incompatibile con il rispetto dei diritti dei lavoratori e con i principi di responsabilità sociale, correttezza e rispetto del lavoro che dovrebbero caratterizzare una realtà cooperativa come Coop», afferma Usb.
Il sindacato sottolinea che queste circostanze, qualora fossero accertate, richiederebbero interventi immediati.
Il nodo degli straordinari: «Come vengono registrati e pagati?»
Alle questioni legate ai turni si aggiungono gli interrogativi sulla retribuzione delle ore effettivamente lavorate.
Usb chiede di verificare come vengano contabilizzati gli straordinari e se tutte le prestazioni siano regolarmente registrate e retribuite.
Un tema particolarmente delicato in un’organizzazione del lavoro che coinvolge diverse aziende attraverso il sistema degli appalti.
«Non accetteremo che eventuali irregolarità vengano considerate il prezzo inevitabile da pagare per garantire la continuità del servizio», avverte l’organizzazione sindacale.
Il sindacato precisa di essere ancora impegnato nella raccolta delle testimonianze e nella verifica delle informazioni ricevute.
Sicurezza nel magazzino, segnalati problemi agli impianti
Un altro capitolo della denuncia riguarda le condizioni di sicurezza.
Secondo Usb, sarebbero state segnalate carenze manutentive degli impianti e problemi alle porte che separano le ribalte di carico e scarico dalle aree interne del magazzino.
Si tratta di elementi importanti per la sicurezza delle operazioni logistiche, dove la movimentazione delle merci e la presenza di mezzi e attrezzature richiedono condizioni di lavoro adeguate.
Anche in questo caso, il sindacato chiede che le segnalazioni vengano verificate senza ritardi.
«La sicurezza non può essere subordinata ai ritmi produttivi, alle esigenze organizzative o alla necessità di rispettare le scadenze della distribuzione», sostiene Usb.
Il futuro del Cedi: timori per le forniture ai negozi Coop di Livorno
Alla denuncia sulle condizioni di lavoro si aggiunge una seconda preoccupazione, che riguarda le prospettive occupazionali del magazzino.
Usb riferisce di aver appreso notizie secondo le quali, a partire da gennaio, i punti vendita Coop Firenze di Livorno potrebbero non rifornirsi più attraverso il Cedi di Vignale.
Una possibilità che, allo stato attuale, il sindacato presenta come indiscrezione e sulla quale chiede chiarimenti ufficiali.
L’eventuale modifica dei flussi di approvvigionamento potrebbe infatti avere conseguenze sull’organizzazione delle attività e sui livelli occupazionali del sito.
«Quali sono i piani aziendali? Quali conseguenze sono previste per l’organizzazione del lavoro e, soprattutto, quali garanzie vengono offerte alle lavoratrici e ai lavoratori impiegati nel sito?», domanda Usb.
Il sindacato denuncia l’incertezza nella quale si troverebbero i dipendenti, in assenza di comunicazioni sulle prospettive future.
«Non è accettabile che il futuro occupazionale di centinaia di persone resti avvolto nell’incertezza, mentre le organizzazioni sindacali non ricevono risposte e le notizie circolano senza alcuna comunicazione ufficiale».
Usb chiede un incontro immediato con Coop e le aziende appaltatrici
La richiesta conclusiva è rivolta direttamente alla dirigenza Coop e alle imprese che operano all’interno del centro di distribuzione.
Usb sollecita l’apertura immediata di un tavolo di confronto per affrontare tutte le questioni sollevate: carichi di lavoro, turnazioni, straordinari, riposi, sicurezza degli impianti e futuro occupazionale.
«La nostra denuncia è forte perché altrettanto forte è la preoccupazione per le condizioni in cui lavorano queste persone. Ma la nostra disponibilità al dialogo è piena, se dall’altra parte esiste la reale volontà di affrontare i problemi, fornire risposte e assumere impegni verificabili».
L’organizzazione richiama infine i principi di responsabilità sociale ai quali si ispira il sistema cooperativo.
«Una cooperativa che richiama principi etici e di responsabilità sociale deve dimostrare di saperli rispettare anche lungo la propria filiera degli appalti, senza scaricare sui lavoratori il costo dell’organizzazione produttiva».
Usb annuncia che continuerà a raccogliere segnalazioni e a verificare quanto emerso, riservandosi di intervenire nelle sedi opportune per tutelare i lavoratori.
Le contestazioni riportate sono quelle formulate dal sindacato e non costituiscono, allo stato, violazioni accertate. Sulle condizioni di lavoro, sulla sicurezza e sulle prospettive del magazzino resta da conoscere la posizione della dirigenza Coop e delle aziende appaltatrici chiamate in causa.





