PIOMBINO. C’è chi imbocca la strada del Quagliodromo per raggiungere il mare, concedersi un tuffo o godersi una passeggiata rilassante sulla spiaggia. E poi c’è chi percorre lo stesso tragitto con tutt’altro obiettivo: sbarazzarsi di materassi, vecchi mobili e rifiuti ingombranti, trasformando un angolo di campagna in una discarica a cielo aperto.
Materassi gettati a terra, divanetti, mobili smontati, cassetti, pezzi di legno e oggetti di ogni genere sono stati abbandonati in uno spiazzo sterrato, tra le erbacce e la vegetazione incolta.
Una montagna di cianfrusaglie che qualcuno ha deciso di lasciare lì, come se quel terreno fosse una discarica e non un luogo immerso nella natura, a pochi passi dal mare e a poche centinaia di metri dall’isola ecologica adibita ai rifiuti.
Lontano dalle telecamere, i rifiuti finiscono nei campi
Il problema non riguarda soltanto il Quagliodromo. L’abbandono indiscriminato dei rifiuti nelle zone periferiche e nelle campagne è un fenomeno che continua a deturpare il territorio.
Da quando nelle postazioni dei cassonetti sono state installate le fototrappole per individuare e sanzionare chi abbandona i rifiuti, il rischio è che gli incivili scelgano luoghi sempre più isolati, lontani dagli occhi dei passanti e soprattutto dagli obiettivi delle telecamere.
La strada del Quagliodromo sembra prestarsi particolarmente a questo genere di comportamenti: un percorso che attraversa zone poco frequentate, dove è possibile fermarsi comodamente con la propria auto, scaricare il contenuto del bagagliaio e allontanarsi nel giro di pochi minuti.
E così, invece di conferire correttamente i rifiuti ingombranti attraverso i servizi di raccolta e smaltimento, qualcuno preferisce liberarsene nel modo più semplice, ma anche più dannoso per l’ambiente.
Materassi, divani e mobili: uno spettacolo indecoroso
Nello spiazzo sterrato lungo la strada si trovano almeno due materassi, mobili e altri materiali accatastati alla rinfusa. Tutto è stato lasciato esposto alle intemperie, con il rischio che il progressivo deterioramento degli oggetti finisca per disperdere ulteriori materiali nell’ambiente.
Non si tratta di qualche cartaccia gettata dal finestrino o di un sacchetto dimenticato. Per trasportare oggetti di queste dimensioni occorre organizzarsi, caricarli su un mezzo e raggiungere il luogo scelto per abbandonarli.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un angolo di territorio trasformato in un deposito abusivo, con rifiuti che contrastano con il paesaggio circostante.
Il conto dell’inciviltà lo paga tutta la comunità
C’è poi un altro aspetto da non sottovalutare. Ogni volta che qualcuno abbandona rifiuti ingombranti la loro eventuale rimozione richiede un intervento straordinario, con costi che possono finire per ricadere sulla collettività.
Un comportamento ancora più incomprensibile considerando che esistono servizi dedicati al conferimento e al ritiro dei materiali ingombranti.
Le fototrappole possono rappresentare uno strumento utile per contrastare gli abbandoni, ma la presenza delle telecamere nelle postazioni dei cassonetti non basta se il problema si sposta nelle campagne e nelle strade meno frequentate.
La situazione lungo la strada del Quagliodromo ne è un esempio evidente.
Chi raggiunge quella zona per trascorrere qualche ora al mare si ritrova davanti a uno spettacolo che nulla ha a che vedere con la bellezza del territorio.
E mentre qualcuno cerca un posto tranquillo per rilassarsi, qualcun altro lo sceglie per liberarsi dei propri rifiuti. Con la differenza che i primi, dopo una giornata sulla spiaggia, tornano a casa. I secondi lasciano dietro di sé una discarica.