di ROSSANO MARZOCCHI
SORANO. Il 18 gennaio 1752 nasceva a Sorano un uomo che diventò vescovo di Grosseto ed intrattenne stretti rapporti d’amicizia con Napoleone: il suo nome è Fabrizio Selvi.
Nominato vescovo da Pio VI, monsignor Selvi regge la Diocesi di Grosseto dal 1793 al 1835, facendosi stimare non solo dal clero e dalla popolazione, ma anche dalle autorità pubbliche che gli conferiscono molte benemerenze.
Il palazzo vescovile e le visite dei granduchi
Nel 1809 permuta il vecchio e inadeguato episcopio posto nelle immediate adiacenze del duomo con l’attuale palazzo vescovile in via Colonnella (oggi corso Carducci) di proprietà del conte Mario Nerucci.
Nel nuovo episcopio, monsignor Selvi ospita personaggi importanti, tra cui i granduchi di Toscana Ferdinando III e Leopoldo II di Lorena e la granduchessa Anna di Sassonia, lasciando ai posteri la memoria di queste importanti visite con lapidi marmoree ancora esposte nell’androne del palazzo.
Nel 1819 Selvi vende al Comune di Grosseto le Terme di Roselle, di proprietà della mensa vescovile.
L’amicizia con Napoleone e il dono dell’imperatore
Legato da stretta amicizia con Napoleone Bonaparte, si ritiene che Selvi faccia parte del gruppo di prelati filo napoleonici (detti “rossi”), tanto che viene insignito dell’Ordre Imperial dè la Rèunion. Recatosi più volte a far visita a Parigi a Napoleone, in occasione di una di queste visite riceve in dono dall’imperatore un calice con patena, artisticamente lavorato a cesello e raffigurante i simboli di San Lorenzo, dell’Ultima cena e della Passione, attualmente conservato nel Museo Archeologico e d’Arte della Maremma.
Gli ultimi anni e il lascito alla città
Nel 1835, ormai anziano e molto ammalato, Fabrizio Selvi chiede al Papa di essere esonerato dalla carica di Vescovo; gli viene concessa la dispensa e si ritira a Siena, dove muore nel 1843.
Lascia settemila scudi, mille dei quali destinati al rifacimento della facciata della cattedrale di Grosseto, millecinquecento per il mantenimento di un sordomuto a Siena, preferibilmente di cittadinanza grossetana, e quattromilacinquecento per il sostentamento di tre seminaristi di Grosseto nel seminario di Siena.
Rossano Marzocchi, nota biografica
Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.
In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.
È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.
Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).
Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.







