Bambini di 8 anni in lacrime durante la partita, il presidente del Salivoli: «Quel genitore sarà allontanato» | MaremmaOggi Skip to content

Bambini di 8 anni in lacrime durante la partita, il presidente del Salivoli: «Quel genitore sarà allontanato»

Dopo la lite tra adulti ai campi Vanni di Venturina, interviene Alessandro Bezzini, presidente del Salivoli Calcio. «Il presidente del Venturina mi ha chiamato e si è scusato». I piccoli calciatori si erano abbracciati per consolarsi mentre la partita veniva interrotta
Un momento del parapiglia scoppiato durante la partita dei Primi Calci sui campi da calcio Vanni a Venturina Terme

VENTURINA TERME. Doveva essere una normale giornata di sport, con i bambini impegnati a rincorrere un pallone e i genitori a fare il tifo. Invece, sabato 17 ottobre, ai campi Vanni di Venturina Terme, una partita della categoria Primi calci tra Venturina e Salivoli è stata segnata da un acceso diverbio tra adulti, tanto da rendere necessario l’intervento dei carabinieri.

Tutto sarebbe cominciato dopo un fallo commesso da un piccolo attaccante del Salivoli ai danni del portiere avversario nel tentativo di centrare la porta. Nonostante l’immediato richiamo degli allenatori, un genitore avrebbe iniziato a protestare dalla rete di recinzione, accusando i tecnici di non educare adeguatamente i bambini. La tensione sarebbe poi aumentata quando l’uomo si sarebbe diretto verso l’ingresso del campo, avvicinandosi agli allenatori con atteggiamento provocatorio.

Ne sarebbe nato un confronto particolarmente acceso, con parole pesanti e momenti di nervosismo che hanno spinto alcuni genitori a chiedere l’intervento dei carabinieri.

La partita si è interrotta e alcuni bambini, spaventati dalle urla degli adulti, sono scoppiati a piangere, cercando conforto negli abbracci dei compagni. Un’immagine che racconta meglio di qualsiasi altra cosa quanto sia fuori luogo trasformare una partita di piccoli calciatori in un’occasione di scontro.

I bambini in lacrime si abbracciano mentre gli adulti litigano

Ma il punto centrale di questa vicenda non sono le parole volate tra gli adulti, né stabilire chi abbia alzato la voce o chi abbia avuto ragione. Il vero problema è che tutto questo è accaduto davanti agli occhi di bambini della categoria Primi calci, piccoli calciatori di soli 8 anni che erano scesi in campo soltanto per divertirsi, correre dietro a un pallone e vivere una giornata di sport insieme ai loro compagni.

Bambini troppo piccoli per comprendere le ragioni di quella discussione, ma abbastanza grandi da percepire la rabbia, le urla e la tensione. Davanti a loro, improvvisamente, le persone che rappresentano i loro punti di riferimento, i genitori e gli allenatori, hanno cominciato a litigare. E quello che fino a pochi istanti prima era un pomeriggio di gioco si è trasformato ai loro occhi in un momento di paura.

Qualcuno è scoppiato a piangere, la partita si è fermata. I piccoli calciatori si sono cercati, abbracciati, consolati a vicenda, provando a farsi coraggio mentre intorno a loro gli adulti continuavano a discutere. Non importava più il colore della maglia, né chi stesse vincendo o perdendo. In quel momento erano soltanto bambini spaventati, uniti dal desiderio che tutto finisse al più presto.

Aspettavano soltanto che tornasse la calma. Che gli adulti smettessero di urlare. E che qualcuno restituisse loro il pallone, per poter ricominciare a giocare.

La versione delle società: «Un momento di tensione subito rientrato»

Una volta riportata la calma, Massimo Bucciantini, del Venturina, ha ridimensionato l’accaduto, sottolineando che la discussione si è conclusa senza conseguenze e che i bambini hanno potuto condividere il tradizionale terzo tempo con pane e Nutella. Anche dal Salivoli era arrivata una prima ricostruzione che parlava di un momento di nervosismo rapidamente rientrato.

Sull’episodio interviene anche Alessandro Bezzini, presidente del Salivoli Calcio, che condanna il comportamento del genitore e conferma il confronto avuto con la società di Venturina.

 

Alessandro Bezzini: «Una reazione che mi lascia interdetto»

«Questa cosa sinceramente mi lascia interdetto», dice il presidente del Salivoli, commentando quanto accaduto durante la partita.

Bezzini sottolinea innanzitutto che il gesto del piccolo calciatore non poteva giustificare una simile reazione da parte di un adulto.

«A questa età qualunque gesto venga compiuto, sia dal punto di vista dei movimenti fisici sia da quello comportamentale, è dettato dall’istinto. Quello che accade è totalmente involontario, al cento per cento».

Una considerazione che il presidente ritiene fondamentale per comprendere il contesto: si parla di bambini che stanno imparando a giocare, a confrontarsi con gli avversari e a rispettare le regole.

Peraltro, secondo quanto ricostruito, gli allenatori erano già intervenuti immediatamente per richiamare il piccolo attaccante del Salivoli dopo il contatto con il portiere.

«Tra di noi ci siamo confrontati un po’ tutti e abbiamo parlato accuratamente di quanto accaduto» racconta il presidente Bezzini che non intende alimentare ulteriori contrapposizioni tra le due squadre, ma ritiene necessario distinguere quanto può accadere durante una partita dal comportamento che ci si deve aspettare dagli adulti.

«Il presidente del Venturina mi ha chiamato e si è scusato»

Bezzini conferma di aver avuto un contatto diretto con la dirigenza del Venturina dopo l’accaduto.

«Mi ha chiamato il presidente del Venturina, si è scusato e mi ha raccontato come sono andate le cose».

Nel colloquio, spiega Bezzini, gli è stata comunicata anche la volontà di prendere provvedimenti nei confronti del genitore protagonista della discussione.

«Mi ha detto che questo genitore verrà allontanato».

Una decisione che il presidente del Salivoli condivide, ritenendo che episodi del genere non debbano trovare spazio in un ambiente dedicato soprattutto alla crescita e al divertimento dei bambini. 

Come riportato dal presidente Bezzini, tra il Salivoli Calcio e il Venturina esiste da anni un rapporto di collaborazione fondato sulla stima e sul rispetto reciproco, un legame che va ben oltre la rivalità sportiva. Entrambe le società condividono infatti gli stessi valori: lo sport come occasione di crescita, il sano agonismo, il rispetto delle regole e, soprattutto, il divertimento dei bambini e dei ragazzi. Un impegno che assume un significato ancora più importante nella società di oggi, in cui gran parte del tempo libero dei più giovani viene trascorso davanti agli schermi degli smartphone e sui social network.

«Offrire loro spazi in cui incontrarsi, giocare, imparare la disciplina, costruire amicizie e vivere momenti di autentica spensieratezza è un’opportunità educativa preziosa, che nessun episodio di nervosismo tra adulti dovrebbe compromettere» dichiara il presidente Bezzini.

Il calcio dei bambini deve restare un gioco

Le parole del presidente del Salivoli riportano l’attenzione sul vero significato del calcio giovanile.

I bambini del Venturina e del Salivoli erano scesi in campo per divertirsi. Non per assistere a una discussione tra adulti, né per ritrovarsi a piangere mentre aspettavano di poter ricominciare a giocare.

La giornata si è comunque conclusa con un momento di condivisione tra le due squadre, con la merenda finale e il ritorno alla normalità.

Ma l’episodio lascia una riflessione che va oltre il risultato della partita: i bambini possono sbagliare un passaggio, un tiro o un intervento sul pallone. Gli adulti, invece, hanno il dovere di dare l’esempio.

E quando sono proprio gli adulti a dimenticarlo, sono i più piccoli a pagarne le conseguenze. Quelli che, sabato pomeriggio, invece di rincorrere un pallone, si sono ritrovati ad abbracciarsi per farsi coraggio.

 

 

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