La moglie del sindaco, l'ex senatore e la segretaria di Forza Italia: bufera sulla nomina per la laguna da 150mila euro | MaremmaOggi Skip to content

La moglie del sindaco, l’ex senatore e la segretaria di Forza Italia: bufera sulla nomina per la laguna da 150mila euro

Nella terna attribuita al ministro Pichetto Fratin figurerebbero Lucia Leoni, moglie del sindaco di Grosseto, l’ex senatore Roberto Berardi e l’avvocata Roberta Bardi. La Regione dovrà esprimersi sulla scelta del nuovo amministratore unico del Consorzio. Simiani chiede chiarezza al ministero, mentre il Pd di Orbetello vuole conoscere i curricula e i requisiti dei candidati. Insorge M5S
Roberto Berardi, Roberta Bardi e Lucia Leoni. Sullo sfondo la laguna di Orbetello

ORBETELLO. La laguna di Orbetello aspetta da anni una svolta, un organismo capace di affrontare in maniera stabile problemi ambientali che si ripresentano puntualmente, soprattutto durante l’estate, quando le temperature salgono, l’ossigeno nell’acqua diminuisce e lo spettro delle morie di pesci torna a incombere su uno degli ecosistemi più delicati della Toscana. Ma adesso che il nuovo Consorzio sta per avere una guida, a finire al centro dell’attenzione non sono gli interventi da programmare, le risorse da investire o le strategie per salvaguardare lo specchio acqueo. Sono i nomi di chi potrebbe assumere la carica di amministratore unico, con un incarico per il quale la legge prevede una spesa massima di quasi 150mila euro all’anno.

E soprattutto sono i legami politici che accomunano i tre possibili candidati ad aver acceso una polemica che, nel giro di poche ore, ha coinvolto il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, entrambi intenzionati a chiedere al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin spiegazioni sui criteri adottati per individuare la terna.

I nomi sono quelli di Roberta Bardi, Lucia Leoni e Roberto Berardi. Tre persone con percorsi professionali e istituzionali differenti, ma accomunate da un collegamento, diretto oppure familiare, con Forza Italia, lo stesso partito al quale appartiene il ministro chiamato a nominare l’amministratore unico del nuovo organismo.

La composizione della terna, emersa dalle indiscrezioni sulla procedura ministeriale, non è accompagnata, al momento, dalla pubblicazione dei curricula e della documentazione utilizzata per valutare le candidature. È proprio questa mancanza di elementi conoscibili a costituire uno dei punti centrali delle contestazioni politiche.

Perché il nuovo Consorzio non nasce per assegnare un incarico di rappresentanza, ma per gestire una realtà ambientale complessa, con responsabilità amministrative, tecniche ed economiche che richiedono esperienza e capacità organizzative dimostrabili.

Chi sono i tre candidati: la moglie del sindaco, l’ex senatore e la segretaria azzurra

Il nome politicamente più conosciuto è quello di Roberto Berardi, ex senatore della Repubblica, attuale consigliere comunale di Orbetello con deleghe ai lavori pubblici, alla laguna e alla pesca, oltre che segretario provinciale e vicecoordinatore regionale vicario di Forza Italia.

Berardi ha seguito per anni le vicende della laguna. È stato assessore comunale dal 2016 fino all’elezione in Senato nel 2018 e ha continuato successivamente a occuparsi delle questioni lagunari anche nell’amministrazione locale, seguendo il percorso che ha portato alla definizione del nuovo Consorzio e del suo statuto. È anche vicepresidente dell’Asp Città di Siena che gestisce, fra gli altri servizi, le case di riposo. Fu designato nel consiglio di amministrazione dalla sindaca Nicoletta Fabio nel novembre 2023.

Il secondo nome è quello di Roberta Bardi, avvocata grossetana che nel febbraio del 2025 è stata eletta segretaria comunale di Forza Italia a Grosseto. Una figura attiva nell’organizzazione territoriale del partito e politicamente vicina a Berardi.

La terza candidata è Lucia Leoni, ingegnera civile e ambientale, laureata nel luglio 2025 all’università telematica eCampus, nonché moglie del sindaco di Grosseto, entrato ufficialmente in Forza Italia nello stesso mese, con un’adesione annunciata a Roma alla presenza di Antonio Tajani e Deborah Bergamini.

La presenza di questi tre nomi nella stessa rosa ha provocato interrogativi sul metodo utilizzato per la selezione, anche perché la legge istitutiva del Consorzio richiede requisiti specifici in materia ambientale e gestionale.

L’appartenenza politica o i rapporti familiari, naturalmente, non determinano da soli l’idoneità o l’inidoneità a ricoprire l’incarico. Per stabilire se i candidati possiedano i requisiti necessari occorre esaminare i rispettivi curricula e le esperienze effettivamente maturate.

Ed è proprio ciò che chiedono le opposizioni.

Simiani: «La laguna non può diventare un congresso di Forza Italia»

A intervenire è innanzitutto Marco Simiani, deputato grossetano del Partito Democratico e capogruppo nella Commissione Ambiente della Camera, che ha seguito in prima persona il percorso legislativo per la nascita del Consorzio.

«Ci aspettiamo una smentita chiara da parte del Ministero dell’Ambiente sulle indiscrezioni relative alla terna di nominativi trasmessa alla Regione Toscana per individuare l’amministratore unico del Consorzio della Laguna di Orbetello», afferma.

Il deputato non contesta preventivamente le singole professionalità, ma considera politicamente problematica una selezione che, secondo le informazioni circolate, sarebbe concentrata su persone riconducibili alla stessa forza politica.

«Una scelta così importante per il futuro ambientale del territorio non può trasformarsi in un congresso di partito di Forza Italia».

Simiani ricorda che la legge è stata costruita con l’obiettivo di dare alla laguna una gestione finalmente stabile e qualificata, superando una successione di emergenze che hanno dimostrato la necessità di competenze specialistiche.

«Quando abbiamo costruito la legge per la Laguna, abbiamo previsto un incarico di natura tecnica, da affidare alla figura più qualificata possibile a livello nazionale, con competenze ed esperienza per affrontare le criticità dell’ecosistema lagunare, le problematiche legate al dragaggio e gli effetti dei cambiamenti climatici».

Un passaggio importante, perché il riferimento a una ricerca di professionalità di livello nazionale sottolinea quanto, nelle intenzioni del legislatore, la scelta avrebbe dovuto concentrarsi sulla capacità di affrontare problemi ambientali e gestionali particolarmente complessi.

I quasi 150mila euro annui: «Pensati per attrarre professionisti di alto livello»

C’è poi il capitolo economico, destinato inevitabilmente ad alimentare il confronto.

La legge istitutiva del Consorzio prevede per il trattamento economico dell’amministratore unico una spesa massima annua di 149.497 euro, cifra che non equivale necessariamente al compenso effettivo che sarà stabilito, ma che indica il livello di responsabilità attribuito all’incarico.

Secondo Simiani, proprio questa disponibilità economica avrebbe dovuto consentire di individuare una figura dotata di competenze manageriali e ambientali particolarmente solide.

«Anche il compenso annuo di 150mila euro era stato pensato per attrarre professionalità di alto livello, adeguate alla complessità e alla responsabilità dell’incarico, non per giustificare una nomina basata sull’appartenenza politica».

Il parlamentare aggiunge di non voler entrare, almeno per il momento, nella valutazione dei curricula o degli eventuali sostegni politici alle candidature, ma annuncia che la questione potrà essere approfondita anche nelle sedi parlamentari.

«Chiediamo però chiarezza sul metodo e sull’opportunità istituzionale», sottolinea, rivolgendo direttamente al ministro Pichetto Fratin la richiesta di confermare o smentire la composizione della terna.

«La Laguna ha bisogno di competenza, trasparenza e indipendenza, non di logiche di spartizione partitica».

Il Pd di Orbetello: «Prima di decidere vogliamo vedere i curricula»

Alle parole del deputato si aggiunge la posizione dell’Unione comunale del Partito Democratico di Orbetello, che richiama l’attenzione sui tempi trascorsi dall’approvazione della legge e sulle condizioni ambientali dello specchio acqueo.

Sono passati 21 mesi dall’approvazione della legge e sei mesi dalla ratifica dello statuto, osservano i democratici, e il territorio continua a fare i conti con criticità che non possono essere affrontate attraverso soluzioni occasionali.

Il Pd ricorda le morie di pesci, la proliferazione delle alghe, l’emergenza moscerini e i cattivi odori che periodicamente interessano la laguna, oltre alla presenza di un Sito di Interesse Nazionale per le bonifiche.

Per questo, sostiene il partito, la scelta dell’amministratore unico non può prescindere da un esame rigoroso delle competenze.

«Il Pd ha voluto questo Consorzio: la legge nasce dalla proposta dell’onorevole Marco Simiani, primo firmatario, ed è stata votata all’unanimità, con un intento chiaro: affidare la laguna a chi sappia portare dei risultati definitivi e mettere fine ai ripetuti disastri ambientali, non a chi ha la tessera giusta».

La richiesta è che i curricula vengano resi pubblici e i requisiti verificati prima che la Regione Toscana esprima la propria intesa.

Ma il Pd orbetellano solleva anche una questione che riguarda direttamente l’amministrazione comunale.

Tra i candidati figura infatti Roberto Berardi, consigliere comunale con delega alla laguna, mentre il Comune di Orbetello è uno degli enti consorziati chiamati a esprimersi nell’ambito della procedura.

«Il Comune di Orbetello, che la legge impone di sentire, ha tra i tre il proprio consigliere delegato alla laguna: il sindaco dica con quale parere risponderà».

Una domanda rivolta direttamente al sindaco Andrea Casamenti, al quale i democratici chiedono di rendere nota la posizione dell’amministrazione.

Il Movimento 5 Stelle: «Una forzatura politica, non una scelta tecnica»

La polemica si allarga ulteriormente con l’intervento del Movimento 5 Stelle, che usa parole ancora più esplicite per contestare la composizione della terna.

Per i pentastellati si tratta di una «forzatura politica», con il rischio che un incarico strategico per il futuro ambientale della laguna diventi uno strumento per riequilibrare i rapporti di forza tra i partiti della coalizione di governo.

A intervenire è Daniela Castiglione, coordinatrice provinciale del Movimento 5 Stelle, che invita a non considerare la vicenda come una semplice disputa sui nomi.

«Come Movimento 5 Stelle ci opponiamo da sempre e con determinazione alle logiche di spartizione che rischiano di anteporre esigenze particolari e personali all’interesse pubblico. La laguna di Orbetello non può diventare il terreno sul quale regolare i rapporti di forza fra le componenti della maggioranza di governo».

L’interpretazione politica proposta dal Movimento 5 Stelle riguarda soprattutto gli equilibri del centrodestra in provincia di Grosseto.

Secondo i pentastellati, la concentrazione delle candidature nell’area di Forza Italia potrebbe rispondere alla volontà di attribuire a questo partito un ruolo di rilievo in un territorio nel quale l’amministrazione comunale di Orbetello è guidata da anni da Andrea Casamenti, e dove lo stesso partito ha rafforzato la propria presenza istituzionale con il consigliere regionale Luca Minucci.

È una lettura politica avanzata dal Movimento 5 Stelle, non un accordo di spartizione accertato, ma che contribuisce ad allargare la discussione oltre i confini della laguna.

«La Regione rischia di ratificare decisioni prese altrove»

Daniela Castiglione richiama poi un aspetto della procedura che considera particolarmente problematico: il ruolo attribuito alla Regione Toscana.

La legge prevede infatti che il ministro dell’Ambiente proponga tre candidati e che la nomina venga effettuata d’intesa con la Regione, sentiti gli altri enti consorziati. Ma se l’intesa non viene raggiunta entro trenta giorni, il ministro può comunque scegliere uno dei nominativi della terna.

«È da ricordare che la procedura prevista dalla legge attribuisce alla Regione un ruolo limitato al parere favorevole su uno dei tre candidati proposti dal Ministro dell’Ambiente, con quest’ultimo che in assenza di intesa può procedere alla nomina scegliendo comunque uno dei componenti della terna. È proprio questo meccanismo a rendere ancora più grave il problema del metodo», afferma Castiglione.

Secondo il Movimento 5 Stelle, dunque, il problema nasce prima ancora che la Regione si pronunci, perché la selezione delle candidature è già stata effettuata a livello ministeriale e l’amministrazione regionale non può proporre autonomamente un quarto nome.

Per questo i pentastellati chiedono che la Regione non si limiti a una valutazione formale, ma pretenda di conoscere nel dettaglio i criteri adottati e le esperienze professionali dei candidati.

«La Regione ha l’onere di valutare rigorosamente i profili proposti ed è giusto che pretenda trasparenza sulle candidature, sui criteri utilizzati e sulla corrispondenza dei curricula ai requisiti previsti dalla legge».

«Non bastano relazioni politiche e incarichi pubblici»

Nell’intervento di Castiglione c’è anche un richiamo alla natura dell’incarico, che secondo il Movimento 5 Stelle non può essere considerato alla stregua di una normale nomina politica.

Il Consorzio dovrà occuparsi di problemi ambientali complessi, ma anche delle conseguenze economiche e sociali che derivano dallo stato di salute della laguna.

Le decisioni assunte dalla futura gestione potranno incidere sulle imprese della pesca, sui lavoratori, sulla qualità della vita dei residenti e sulle prospettive di sviluppo del territorio.

«Chi sarà chiamato a guidare il Consorzio dovrà essere in grado di affrontare problemi ambientali, organizzativi e produttivi strettamente intrecciati», osserva la coordinatrice provinciale.

E aggiunge: «Non basta possedere relazioni politiche, aver ricoperto incarichi pubblici o essere vicini a esponenti di una determinata forza politica. Occorrono competenze documentate, esperienza gestionale, conoscenza del territorio e capacità di assumere decisioni nell’interesse generale, anche quando queste comportano scelte difficili».

Da qui la richiesta di rendere trasparenti i criteri utilizzati dal ministero per costruire la terna, con particolare attenzione all’esperienza manageriale, alla gestione di strutture complesse e alle competenze ambientali previste dalla legge.

Per il Movimento 5 Stelle, la verifica non deve essere una formalità successiva alla decisione politica, ma un passaggio sostanziale prima della nomina.

Che cosa deve saper fare l’amministratore unico

La legge istitutiva del Consorzio, la numero 11 del 24 gennaio 2025, stabilisce requisiti precisi per la persona chiamata a guidare l’organismo.

L’amministratore unico deve possedere una sperimentata competenza nella tutela dell’ambiente e degli ecosistemi, un’idonea laurea magistrale o titolo equivalente e comprovata esperienza manageriale oppure, in alternativa, un’esperienza almeno quinquennale documentata nella direzione amministrativa, tecnica o gestionale di enti locali o strutture pubbliche o private comparabili per dimensioni e complessità organizzativa.

Il nuovo responsabile dovrà rappresentare legalmente il Consorzio, gestirne l’attività tecnica e amministrativa, predisporre i bilanci, assicurare l’attuazione degli indirizzi degli enti consorziati e riferire annualmente sui risultati raggiunti.

L’incarico dura tre anni, con possibilità di rinnovo per altre due volte.

Si tratta dunque di una figura chiamata a costruire e dirigere concretamente la macchina organizzativa del nuovo ente, non soltanto a rappresentarlo nelle sedi istituzionali.

Per valutare l’idoneità dei tre candidati sarà necessario conoscere in maniera completa le rispettive esperienze professionali e verificare la loro corrispondenza ai requisiti previsti.

Trenta giorni per la Regione, poi la decisione può tornare al ministro

La procedura di nomina è destinata ad arrivare rapidamente a una conclusione, almeno secondo i tempi previsti dalla normativa.

Dal momento del ricevimento della terna, la Regione Toscana dispone di trenta giorni per raggiungere l’intesa su uno dei candidati.

Se l’intesa non viene raggiunta entro quel termine, il ministro dell’Ambiente può procedere autonomamente alla nomina scegliendo comunque all’interno della stessa terna.

Questo meccanismo è al centro delle critiche del Movimento 5 Stelle, che teme che il confronto istituzionale si trasformi in una scelta obbligata tra profili già selezionati a livello politico.

Il Pd, dal canto suo, chiede che prima di qualsiasi decisione siano pubblicati i curricula e verificati i requisiti, mentre Simiani sollecita direttamente il ministro Pichetto Fratin a chiarire la composizione della rosa dei candidati.

Una laguna da salvare, oltre la battaglia sulle nomine

Al di là dello scontro politico, resta la questione per la quale il Consorzio è stato istituito: il futuro della laguna di Orbetello.

Le emergenze ambientali che si sono susseguite negli anni hanno mostrato quanto sia difficile governare un ecosistema fragile attraverso interventi frammentati e soluzioni adottate soltanto quando la situazione diventa critica.

La nuova struttura dovrà affrontare problemi legati alla qualità delle acque, alla circolazione idrica, alla gestione dei sedimenti e agli effetti delle temperature sempre più elevate, coordinando le competenze dei diversi enti coinvolti e programmando gli interventi nel tempo.

Una responsabilità che riguarda non soltanto la tutela ambientale, ma anche l’economia e l’occupazione, perché attorno alla laguna vivono e lavorano famiglie, imprese e attività produttive che dipendono direttamente dal suo equilibrio.

È questo il punto sul quale insiste, in conclusione, Daniela Castiglione.

«La laguna di Orbetello è un patrimonio naturale, economico e sociale che appartiene alla collettività. La scelta del suo amministratore non può essere considerata una contropartita da assegnare a una componente politica. Deve essere una decisione fondata sul merito, sulla trasparenza e sulla capacità di rispondere alle esigenze di un territorio che non può permettersi ulteriori ritardi o improvvisazioni».

Poi l’ultimo affondo: «Gli equilibri della maggioranza passano e a pagare per delle scelte sbagliate saranno ancora una volta i cittadini, i lavoratori e l’ambiente».

Pd e Movimento 5 Stelle convergono dunque sulla richiesta di trasparenza e competenze documentate, pur con accenti differenti: i democratici chiedono chiarimenti sulla terna, la pubblicazione dei curricula e una presa di posizione del Comune di Orbetello; i pentastellati denunciano il rischio di una compensazione politica tra i partiti del centrodestra.

Resta da conoscere la posizione ufficiale del ministero sui criteri utilizzati per la selezione e quella degli altri soggetti istituzionali coinvolti.

Nel frattempo, la laguna continua ad aspettare risposte concrete. E il primo banco di prova del nuovo Consorzio, ancora prima della sua piena operatività, sarà dimostrare che la scelta di chi dovrà guidarlo risponde ai requisiti previsti dalla legge e alle esigenze del territorio.

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