Dai campi di battaglia al World Press Photo: Cinzia Canneri racconta le donne ferite dalla guerra | MaremmaOggi Skip to content

Dai campi di battaglia al World Press Photo: Cinzia Canneri racconta le donne ferite dalla guerra

Sabato 17 ottobre alle 17, al Podere Tonale di Alberese, la fotoreporter originaria di Follonica sarà protagonista dei «Colloqui del Tonale». Un viaggio attraverso immagini e testimonianze di donne segnate dalla violenza, dai conflitti e dalle violazioni dei diritti umani
La fotografa Cinzia Canneri

ALBERESE. Ci sono fotografie che raccontano una storia. E altre che costringono a fermarsi, a guardare, a fare i conti con realtà che troppo spesso restano lontane dai nostri occhi.

Sono le immagini di donne attraversate dalla guerra, dalla violenza e dalle sopraffazioni. Donne i cui corpi diventano strumenti di dominio e campi di battaglia, ma le cui storie rischiano di scomparire dietro i numeri dei conflitti.

A raccontarle sarà Cinzia Canneri, fotogiornalista di origini follonichesi e vincitrice del World Press Photo 2025, protagonista del prossimo appuntamento con i «Colloqui del Tonale», in programma sabato 17 ottobre alle 17 al Podere Tonale di Alberese.

L’incontro, dal titolo «I corpi delle donne come campi di battaglia», fa parte della rassegna «Ferite – Autunno 2026» e rappresenta il ventiseiesimo appuntamento dei Colloqui.

Dalla salute mentale ai reportage nei luoghi di guerra

Il percorso professionale di Cinzia Canneri è particolare.

Prima di dedicarsi al fotogiornalismo, ha studiato psicologia e lavorato per vent’anni nel Dipartimento di Salute Mentale, occupandosi di progetti di integrazione e comunità inclusive.

Proprio da quell’esperienza è nato il suo rapporto con la fotografia.

Un corso organizzato per persone con disagio psichico è diventato il punto di partenza di un nuovo percorso professionale, che l’ha portata a scegliere la macchina fotografica come strumento per raccontare le vite degli altri.

Da allora Canneri si è specializzata in reportage fotografici a lungo termine, dedicati ai diritti umani, alle questioni di genere, alle migrazioni e allo sfruttamento del lavoro.

Ha lavorato in Italia, Eritrea, Etiopia, Sudan, Egitto e Armenia, seguendo storie complesse che richiedono tempo, ascolto e capacità di costruire relazioni con le persone fotografate.

Le donne eritree e tigrine, la violenza come arma di potere

Al centro dell’incontro di Alberese ci sarà uno dei lavori più significativi della fotoreporter: «Women’s Bodies as Battlefields», un progetto dedicato alle violenze di genere e di potere subite dalle donne eritree e tigrine.

Un racconto che affronta il tema del corpo femminile trasformato in terreno di sopraffazione nei contesti di conflitto.

Attraverso la fotografia, Canneri porta alla luce esperienze che rischiano di restare invisibili, restituendo spazio alle testimonianze delle donne.

Il suo lavoro non si limita alla documentazione delle conseguenze della guerra: mette al centro le persone, le loro storie e il significato umano delle violenze subite.

Accanto a questo progetto c’è anche «Come Due Ali», reportage dedicato alle vittime dell’amianto e allo sfruttamento dei lavoratori.

Due temi apparentemente lontani, accomunati dall’attenzione verso chi subisce le conseguenze di condizioni di vita e di lavoro segnate dalla vulnerabilità e dalla mancanza di tutele.

Dal New York Times al World Press Photo

Le fotografie di Cinzia Canneri hanno raggiunto il pubblico internazionale attraverso alcune delle più importanti testate giornalistiche.

I suoi reportage sono stati pubblicati da The New York Times, The Washington Post, Internazionale, L’Espresso, Aftenposten e Days Japan.

Numerosi anche i riconoscimenti ottenuti.

Nel 2022 ha conquistato il primo posto al Pictures of the Year International, nella categoria Issue Reporting Stories.

Nel 2023 ha ricevuto il Camille Lepage Award al festival internazionale di fotogiornalismo Visa pour l’Image.

Nel 2025 è arrivato il riconoscimento al World Press Photo, nella categoria Long-Term Project Africa.

Premi che testimoniano il valore di un lavoro fotografico costruito nel tempo, attraverso la documentazione di vicende spesso difficili da raccontare.

Sabato 17 ottobre l’incontro al Podere Tonale

L’appuntamento di Alberese sarà l’occasione per conoscere da vicino il percorso della fotoreporter e riflettere sul ruolo della fotografia nella testimonianza delle violazioni dei diritti umani.

Il titolo scelto, «I corpi delle donne come campi di battaglia», richiama una delle questioni più drammatiche dei conflitti contemporanei: l’utilizzo della violenza sulle donne come forma di sopraffazione e controllo.

Un tema che si inserisce nel percorso della rassegna «Ferite», dedicata a esperienze e riflessioni sulle conseguenze della violenza e sulle tracce che lascia nelle vite delle persone.

L’incontro è in programma sabato 17 ottobre 2026, alle ore 17, al Podere Tonale di Alberese.

Un’occasione per ascoltare una delle voci più riconosciute del fotogiornalismo contemporaneo, legata alla Maremma dalle proprie origini e capace di portare le storie raccolte nei luoghi più difficili del mondo davanti a un pubblico internazionale.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati