GROSSETO. C’è chi rompe le uova, chi versa la farina, chi affonda le mani nell’impasto e chi, con il mattarello, prova a stendere una sfoglia perfetta. Non importa se le tagliatelle vengono tutte uguali, se la pasta è un po’ più spessa o se serve qualche minuto in più per imparare un movimento. Quello che conta è riuscire a farlo, con le proprie mani, e scoprire che anche un gesto semplice può diventare una piccola conquista.
È successo a Rispescia, nel bistrot maremmano Antinesco, dove sei persone del Centro diurno Urlapicchio di Follonica sono state protagoniste della prima giornata di Pasta senza Barriere, un laboratorio gratuito di pasta fresca dedicato alle persone con disabilità e fragilità.
Un’iniziativa nata dalla volontà del titolare Aldo Di Giulio di mettere a disposizione la cucina, le competenze e il tempo del proprio staff per costruire qualcosa che possa andare oltre un singolo pomeriggio.

E infatti il progetto non si ferma qui: Antinesco vuole trasformarlo in un appuntamento stabile e invita associazioni, cooperative, scuole e realtà del terzo settore a partecipare gratuitamente.
Sei ragazzi, una spianatoia e la soddisfazione di fare tutto con le proprie mani
Il primo incontro si è svolto martedì 13 ottobre, dalle 15.30 alle 18, nei locali di Antinesco Rispescia, lungo l’Aurelia. Attorno alla grande spianatoia di legno si sono ritrovati sei utenti del Centro Urlapicchio di Follonica, servizio dell’Asl Toscana Sud Est gestito dalla cooperativa Cuore Liburnia, accompagnati dagli operatori.
Ad aspettarli c’erano la cuoca e lo staff del bistrot, pronti a insegnare i segreti della pasta fresca fatta in casa.
Niente macchinari, niente lavorazioni industriali e soprattutto nessuna fretta. Soltanto farina, uova, mattarello e la voglia di imparare.
I partecipanti hanno seguito tutte le fasi della preparazione, dall’impasto alla stesura della sfoglia, fino al taglio delle tagliatelle. Ognuno con i propri tempi, accompagnato da spiegazioni e indicazioni adattate alle esigenze del gruppo.
Alla fine del pomeriggio sono tornati a casa con le tagliatelle preparate personalmente e un omaggio di pasta fresca realizzato dalla cuoca.
Un risultato concreto, da mostrare e condividere anche con le famiglie.
Perché fare la pasta può diventare un’occasione di autonomia
Dietro un’attività apparentemente semplice come preparare le tagliatelle si nascondono opportunità importanti per chi partecipa a percorsi educativi e riabilitativi.
Impastare, stendere e tagliare richiedono coordinazione e manualità. Seguire le diverse fasi di una ricetta stimola attenzione e memoria, mentre portare a termine un lavoro permette di sperimentare la soddisfazione di aver realizzato qualcosa in autonomia, con il sostegno necessario.
Ma c’è anche un altro aspetto, forse ancora più importante: la cucina diventa un luogo di incontro, collaborazione e socialità, dove ciascuno può contribuire secondo le proprie possibilità.
E la pasta fresca, profondamente legata alla tradizione familiare maremmana, si presta particolarmente a questo tipo di esperienza.
L’idea di Aldo Di Giulio: «Voglio che diventi un appuntamento stabile»
A spiegare come è nato il progetto è Aldo Di Giulio, titolare di Antinesco, che da tempo pensava di aprire le porte della propria cucina a persone con disabilità e fragilità.
«Era da tempo che pensavo a un’iniziativa così: condividere l’arte della pasta con persone fragili, perché oltre a divertirsi possano imparare qualcosa da portarsi a casa», racconta.
La decisione di partire è arrivata a un anno dall’apertura del locale di Rispescia.
«A un anno dall’apertura del punto di Rispescia il momento era maturo, sia per la conformazione della struttura sia per la posizione strategica, facile da raggiungere. Così ho deciso di partire. Spero di portarla avanti nel tempo, perché mi piace davvero tanto: piace a me e piace a tutto lo staff».
L’obiettivo, dunque, non è organizzare una giornata simbolica, ma creare un’attività continuativa capace di coinvolgere sempre più persone e realtà del territorio.
«Un’esperienza che valorizza le capacità di ciascuno»
A sottolineare il valore educativo e sociale dell’iniziativa è anche Anna Toscana, educatrice e responsabile del Centro diurno Urlapicchio.
«Esperienze come questa hanno un valore che va oltre la semplice attività laboratoriale. Cucinare insieme significa mettersi in gioco, sperimentare le proprie capacità, collaborare e condividere un momento di socialità in un contesto diverso dal quotidiano».
Il laboratorio ha permesso ai partecipanti di vivere un’esperienza diversa dalle attività abituali, entrando in una cucina professionale e lavorando a stretto contatto con chi prepara ogni giorno la pasta fresca.
«Per le persone che accompagno, poter partecipare attivamente e vedere il risultato del proprio lavoro è un’occasione importante di crescita, soddisfazione e valorizzazione delle proprie risorse. Ringraziamo Antinesco per averci coinvolto in questa esperienza, che auspichiamo possa diventare un’occasione continuativa di incontro e inclusione».
Il progetto si allarga: laboratori gratuiti per associazioni e centri diurni
La prima giornata è stata anche un banco di prova per capire come organizzare al meglio i prossimi incontri, adattando tempi, modalità e attività alle esigenze dei partecipanti.
Antinesco intende ripetere l’esperienza con il Centro Urlapicchio e coinvolgere altre associazioni, cooperative sociali, centri diurni, scuole e gruppi di famiglie.
I laboratori saranno costruiti insieme agli educatori e agli operatori, in modo da offrire a ciascun gruppo un’esperienza adeguata alle proprie necessità.
Non ci sarà soltanto la pasta fresca: il progetto potrà spaziare dalla preparazione dei primi piatti alla panificazione, fino ai dolci della tradizione maremmana.
L’obiettivo è mantenere gruppi piccoli, per consentire a tutti di partecipare attivamente.
Come iscriversi a Pasta senza Barriere
Le realtà interessate a partecipare possono già contattare Antinesco Rispescia per organizzare uno dei prossimi appuntamenti.
I laboratori sono completamente gratuiti e riservati a piccoli gruppi da 6 a 10 partecipanti.
Per aderire è possibile:
- Scrivere all’indirizzo pastasenzabarriere@antinesco.it.
- Telefonare al numero 339 453 9030.
- Consultare il sito www.pastasenzabarriere.it.
È sufficiente presentare la propria associazione o realtà educativa, indicare il numero delle persone da coinvolgere e segnalare eventuali esigenze specifiche.
Ogni appuntamento sarà organizzato insieme agli operatori e agli educatori che conoscono i partecipanti.
Perché una cucina può essere molto più di un luogo dove si prepara da mangiare. Può diventare uno spazio nel quale imparare, incontrarsi e scoprire nuove possibilità, una tagliatella alla volta.





