Caro carburante, protesta sull'Aurelia: 13 chilometri di coda. «Non ci fermiamo qui» | MaremmaOggi Skip to content

Caro carburante, protesta sull’Aurelia: 13 chilometri di coda. «Non ci fermiamo qui»

La mobilitazione partita da Capalbio ha provocato lunghe code sull’Aurelia, con rallentamenti per circa due ore. Agricoltori, camionisti e cittadini insieme contro il costo dei carburanti. Gli organizzatori annunciano nuove iniziative: «Questo è soltanto il primo passo»
La mobilitazione a Capalbio sull’Aurelia

CAPALBIO. Tredici chilometri di coda sull’Aurelia. Trattori in testa al corteo, automobilisti costretti a rallentare e una protesta contro il caro carburante che, partita quasi in sordina attraverso i social, è riuscita a farsi sentire.

Dalle 22.30 fino alle 00.30, nella notte tra lunedì 12 e martedì 13 ottobre, la statale Aurelia all’altezza di Capalbio è stata interessata da pesanti rallentamenti, con una lunga fila di veicoli che, secondo le rilevazioni GPS degli organizzatori, avrebbe raggiunto i 13 chilometri.

La coda creata sull’Aurelia rilevata dal GPS

Un’iniziativa nata spontaneamente, senza grandi organizzazioni alle spalle, che ha riunito agricoltori, camionisti e cittadini esasperati dall’aumento dei prezzi dei carburanti e dal peso crescente dei costi energetici.

E gli organizzatori annunciano che non finirà qui.

Trattori in testa al corteo, l’Aurelia si riempie di auto incolonnate

L’appuntamento era stato fissato nella zona dello svincolo di Borgo Carige, al distributore Ip, lungo l’Aurelia.

La mobilitazione era stata annunciata attraverso i social da un comitato spontaneo, con l’obiettivo di portare anche in Toscana una protesta già avviata in altre regioni italiane.

Il presidio si è trasformato in un corteo, con alcuni trattori ad aprire la strada e i veicoli incolonnati dietro.

Il risultato è stato un forte rallentamento della circolazione, soprattutto nella fascia oraria compresa tra le 22.30 e mezzanotte e mezza.

La coda, secondo quanto riferito dagli organizzatori sulla base dei loro dispositivi GPS, ha raggiunto anche i 13 chilometri.

Un dato che restituisce la dimensione della protesta e delle ripercussioni sulla viabilità, pur non rappresentando una misurazione ufficiale degli enti che gestiscono la strada.

Salvatore Fais: «È soltanto il primo passo, torneremo sull’Aurelia»

A raccontare come si è svolta la manifestazione è Salvatore Fais, uno degli organizzatori del comitato spontaneo.

«Come annunciato ci siamo ritrovati a Capalbio – spiega – e con le forze dell’ordine abbiamo concordato come muoverci. In testa al nostro corteo alcuni trattori che hanno fatto da apripista».

Poi il dato sulla viabilità. «La coda, secondo i nostri GPS, ha toccato anche i 13 chilometri».

Per Fais la mobilitazione ha rappresentato un primo risultato, ma l’intenzione è quella di proseguire. «Questo è stato un primo passo, ora organizzeremo senz’altro altre iniziative, sempre sull’Aurelia».

Parole che annunciano la volontà di mantenere alta l’attenzione sul problema dei carburanti, senza considerare conclusa la protesta della notte.

La protesta parte dalla Maremma e arriva dopo quelle nel Sud Italia

La manifestazione di Capalbio segna l’arrivo anche in Toscana di una forma di mobilitazione che, secondo gli organizzatori, nei giorni precedenti aveva già interessato diverse strade del Sud Italia.

Presidi, cortei e rallentamenti della circolazione sono diventati strumenti per richiamare l’attenzione sul caro energia e sulle difficoltà economiche di chi utilizza quotidianamente i mezzi per lavorare.

La scelta dell’Aurelia non è casuale. La statale rappresenta uno dei principali collegamenti della costa tirrenica ed è percorsa ogni giorno da mezzi pesanti, lavoratori, automobilisti e veicoli commerciali.

Una protesta su questa arteria è quindi destinata ad avere una forte visibilità, ma anche conseguenze immediate per chi si trova in viaggio.

A Capalbio il corteo si è svolto dopo un confronto con le forze dell’ordine, come riferito dagli organizzatori.

Agricoltori e camionisti, il gasolio pesa sempre di più sui costi

Dietro la mobilitazione c’è soprattutto una questione economica. Per un automobilista, l’aumento del carburante significa spendere di più per andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola.

Per un agricoltore o un autotrasportatore, invece, il gasolio rappresenta una voce direttamente collegata ai costi dell’attività.

Trattori, macchine agricole e camion consumano carburante ogni giorno, e le variazioni dei prezzi possono incidere sui margini delle imprese.

In agricoltura, al costo del carburante si aggiungono quelli dei fertilizzanti, dell’energia, della manutenzione dei mezzi e dei trasporti.

Nell’autotrasporto, invece, il gasolio costituisce una delle principali spese operative.

Quando i costi aumentano, le imprese devono scegliere se assorbire gli incrementi, riducendo i margini, oppure trasferirne una parte sui prezzi dei servizi e dei prodotti.

È un meccanismo che può coinvolgere l’intera filiera economica, fino ai consumatori.

Ed è proprio per questo che alla protesta di Capalbio hanno partecipato categorie differenti, unite dalla richiesta di maggiore attenzione al peso dei carburanti.

Nuove manifestazioni in programma: la protesta continua

Il corteo sull’Aurelia potrebbe essere soltanto l’inizio. Gli organizzatori hanno già annunciato l’intenzione di promuovere altre iniziative sulla statale, mentre nei prossimi giorni sono previste mobilitazioni analoghe anche a Livorno e in Val di Chiana.

Al momento non sono stati comunicati orari e modalità definitive dei nuovi appuntamenti.

La protesta di Capalbio ha comunque raggiunto il suo primo obiettivo: attirare l’attenzione su un problema che coinvolge sia le attività produttive sia le famiglie.

Tredici chilometri di coda, due ore di rallentamenti e un messaggio preciso: la mobilitazione contro il caro carburante non si ferma.

E dopo la notte sull’Aurelia, la Maremma potrebbe tornare a essere uno dei luoghi simbolo della protesta.

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