Li fermano di notte con 2.600 ricci di mare. Maxi multa e sequestro | MaremmaOggi Skip to content

Li fermano di notte con 2.600 ricci di mare. Maxi multa e sequestro

Blitz della Guardia costiera a Senzuno: sorprese tre persone già note per violazioni analoghe. Potevano raccogliere al massimo 150 ricci, ne avevano oltre 17 volte tanti. Sanzioni per 9mila euro, tutti gli esemplari restituiti al mare
Ricci sequestrati dalla guardia costiera (foto d’archivio)

FOLLONICA. Si erano immersi nelle acque davanti a Senzuno, approfittando del buio per raccogliere ricci di mare. Quando la Guardia costiera li ha intercettati, avevano già accumulato un bottino impressionante: 2.600 esemplari, oltre diciassette volte il quantitativo massimo complessivamente consentito a tre pescatori sportivi.

Un prelievo massiccio, che avrebbe potuto alimentare il mercato illegale dei ricci di mare, particolarmente redditizio nelle zone dove la pesca è stata fermata per proteggere una specie sempre più impoverita.

L’operazione, condotta nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre dalla Guardia costiera di Piombino, con il supporto dell’Ufficio locale marittimo di Follonica, si è conclusa con il sequestro dell’intero quantitativo e sei illeciti amministrativi contestati, per un totale di 9.000 euro di sanzioni.

I ricci, fortunatamente ancora vivi, sono stati immediatamente restituiti al mare.

Il blitz nella notte a Senzuno: fermate tre persone

I militari erano impegnati in un servizio di vigilanza e monitoraggio della costa quando hanno individuato tre persone che avevano appena concluso un ingente prelievo di ricci di mare.

Non si trattava, secondo quanto riferito dalla Guardia costiera, di soggetti sconosciuti alle autorità: i tre erano già noti per analoghe violazioni accertate in passato.

Il controllo ha permesso di scoprire il quantitativo raccolto, decisamente superiore a quello consentito per la pesca sportiva e ricreativa.

La normativa richiamata dalla Guardia costiera prevede infatti un limite massimo di 50 ricci al giorno per persona.

Per tre pescatori, dunque, il quantitativo massimo sarebbe stato di 150 esemplari.

Quelli trovati dai militari erano invece 2.600: ben 2.450 in più rispetto al limite complessivo, pari a oltre diciassette volte il numero consentito.

Una quantità che, secondo gli investigatori, difficilmente poteva essere destinata al semplice consumo personale.

Ricci di mare destinati al mercato nero: il sospetto della Guardia costiera

È proprio la destinazione del prodotto uno degli aspetti più significativi dell’operazione.

Secondo la Guardia costiera, il quantitativo sequestrato era con ogni probabilità destinato al mercato illecito dei ricci di mare, un commercio che può diventare particolarmente remunerativo nelle aree dove il prelievo della specie è stato completamente vietato.

Il riccio di mare è infatti un prodotto molto ricercato, soprattutto per il suo utilizzo nella ristorazione, ma in diverse zone del Mediterraneo gli stock naturali hanno subito un progressivo impoverimento, rendendo necessarie misure di tutela e limitazioni alla pesca.

Il prelievo indiscriminato, soprattutto quando riguarda migliaia di esemplari, rischia di compromettere ulteriormente la capacità della specie di riprodursi e di mantenere popolazioni sufficientemente numerose.

C’è poi un secondo problema, quello della sicurezza alimentare.

I ricci commercializzati attraverso canali abusivi sfuggono ai controlli previsti per la filiera ittica, senza le necessarie garanzie sulla provenienza, sulla conservazione e sulle condizioni igienico-sanitarie.

Un rischio che riguarda non soltanto l’ambiente, ma anche i consumatori e gli operatori che rispettano le regole.

Seimila? No, 2.600 ricci vivi restituiti al loro habitat

L’aspetto più importante dell’intervento è che tutti i 2.600 ricci sequestrati erano ancora vivi.

I militari hanno quindi potuto procedere alla loro immediata reimmissione in mare, restituendoli all’ambiente dal quale erano stati prelevati.

Un’operazione che ha evitato la perdita degli esemplari e ha permesso di salvaguardare una risorsa naturale particolarmente vulnerabile alla raccolta intensiva.

Per i tre soggetti controllati sono scattate sei contestazioni amministrative, per un importo complessivo di 9.000 euro.

Oltre 40mila ricci salvati negli ultimi anni

Quello di Senzuno non è un episodio isolato.

La Guardia costiera di Piombino porta avanti da anni un’attività di contrasto alla pesca illegale e al commercio abusivo delle risorse marine, con controlli lungo la costa e interventi mirati nelle zone maggiormente esposte al fenomeno.

Il bilancio complessivo è significativo: negli ultimi anni sono stati oltre 40.000 i ricci di mare sottratti al prelievo illegale e restituiti al loro habitat naturale grazie alle operazioni condotte dai militari.

Un numero che dà la misura dell’ampiezza del fenomeno e dell’importanza delle attività di vigilanza.

L’obiettivo non è soltanto reprimere le violazioni, ma anche proteggere gli ecosistemi marini, garantire la sicurezza della filiera alimentare e tutelare gli operatori della pesca che rispettano le norme.

L’ultimo intervento, concluso con il sequestro di 2.600 esemplari e sanzioni per 9mila euro, conferma quanto il commercio illegale dei ricci di mare continui a rappresentare un problema concreto anche lungo la costa maremmana.

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