GROSSETO. Ci sono famiglie che rischiano di perdere la casa, altre che non riescono a trovarne una in affitto e altre ancora che guadagnano troppo per ottenere un alloggio popolare, ma non abbastanza per sostenere i prezzi del mercato. A Grosseto sono circa 1.500 le famiglie che si trovano in questa situazione, mentre i numeri degli sfratti raccontano un’emergenza abitativa sempre più difficile da affrontare.
Nel 2025, in tutta la provincia, sono stati emessi 179 provvedimenti di sfratto, di cui 95 nel solo comune di Grosseto. Le richieste di esecuzione presentate dai proprietari sono state 273, mentre gli sfratti effettivamente eseguiti sono stati 104. Sono i dati del Ministero dell’Interno, richiamati da Antonio Terribile, segretario provinciale del Sunia, il sindacato degli inquilini.
Contributi per l’affitto: 700 domande e fondi insufficienti
Lunedì 12 ottobre scade il bando del Comune di Grosseto per richiedere il contributo affitti. In questi giorni gli uffici del Sunia stanno ricevendo moltissime persone che sperano di ottenere un aiuto per pagare il canone di locazione.
Ma le risorse disponibili, secondo il sindacato, sono troppo poche rispetto alle necessità delle famiglie.
«L’afflusso continuo di persone disperate dà la misura esatta della drammaticità della situazione, soprattutto nel Comune capoluogo, ma anche in quelli costieri», spiega Antonio Terribile.
Quest’anno il Comune di Grosseto mette a disposizione 320mila euro, di cui 57mila provenienti dalla Regione Toscana. Prima dell’eliminazione del Fondo nazionale per il contributo sugli affitti, avvenuta nel 2023, le risorse del bando superavano invece i 700mila euro.
Secondo le stime del Sunia, le domande saranno circa 700. Questo significa che, per chi riuscirà a ottenere il contributo, l’importo corrisponderà sostanzialmente a una sola mensilità di affitto sulle dodici da pagare ogni anno.
Mille case destinate agli affitti brevi e tremila appartamenti vuoti
A rendere ancora più difficile trovare una casa, secondo il Sunia, c’è anche la situazione del mercato immobiliare. A Grosseto città si contano almeno mille appartamenti destinati agli affitti brevi e circa tremila abitazioni vuote.
Il sindacato richiama anche un’indagine di Federalberghi, secondo la quale il 67,5% degli annunci di affitti brevi è pubblicato da persone che gestiscono più appartamenti. Un dato che, secondo il Sunia, mostra quanto questa attività sia spesso svolta in maniera professionale e non occasionale.
Terribile segnala inoltre il ricorso sempre più frequente agli affitti transitori, contratti che possono durare da 30 giorni a 18 mesi e che richiedono una specifica motivazione. Secondo il sindacato, in alcuni casi verrebbero utilizzati per mascherare affitti brevi destinati ai turisti, aggirando così le regole.
Le 1.500 famiglie che non riescono ad avere una casa popolare
«A Grosseto sono 1.500 le famiglie che rientrano nella cosiddetta fascia grigia», spiega Terribile.
Si tratta di persone che non hanno i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica oppure che, pur riuscendo a presentare domanda, ottengono un punteggio troppo basso rispetto a chi vive situazioni di maggiore disagio o ha già uno sfratto esecutivo.
Tra loro ci sono anziani, giovani, famiglie e donne separate con figli a carico. Persone che vivono con la paura di perdere l’abitazione perché il proprietario decide di non rinnovare il contratto oppure perché un problema economico rende impossibile continuare a pagare l’affitto.
Il segretario del Sunia considera troppo restrittiva anche la soglia Isee di 16.500 euro indicata per l’accesso alle case popolari, che secondo il sindacato lascia fuori molte famiglie in difficoltà.
Una situazione che, sostiene Terribile, nel corso del 2026 è ulteriormente peggiorata, facendo dell’emergenza abitativa uno dei problemi sociali più gravi del territorio.
Case popolari: 700 domande, ma soltanto una cinquantina di assegnazioni
Il problema riguarda anche gli alloggi gestiti da Edilizia popolare grossetana (Epg).
Secondo il Sunia, a fronte delle 700 domande presentate attraverso il sindacato soltanto a Grosseto, la graduatoria di prossima pubblicazione permetterà, nella migliore delle ipotesi, di assegnare un appartamento a circa 50 famiglie.
Intanto sono 50 i nuovi alloggi in fase di realizzazione, mentre altri 190 appartamenti avrebbero bisogno di interventi di ristrutturazione per i quali, denuncia il sindacato, non si riescono a trovare le risorse.
Da anni il Sunia chiede l’istituzione di un’Agenzia per la casa e un maggiore ricorso agli affitti a canone concordato e all’edilizia sociale. Secondo Terribile, il Comune capoluogo e le altre istituzioni non stanno programmando interventi adeguati alla gravità della situazione.
Il sindacato critica inoltre la scelta del governo Meloni di eliminare nel 2023 il Fondo nazionale per il contributo sugli affitti, lasciando ai Comuni risorse insufficienti per sostenere le famiglie.
E all’orizzonte c’è anche l’inverno, con il peso delle spese per riscaldamento ed energia. Il Sunia segnala infatti un aumento delle bollette del 37%, un costo che rischia di mettere ulteriormente in difficoltà chi già fatica a pagare l’affitto.



