Caos mensa: bambini senza pasti e personale senza stipendio in due Comuni. Le amministrazioni cercano soluzioni | MaremmaOggi Skip to content

Caos mensa: bambini senza pasti e personale senza stipendio in due Comuni. Le amministrazioni cercano soluzioni

Le sindache Stefania Ulivieri e Francesca Travison aggiornano le famiglie: il servizio per le scuole dell’infanzia e primarie non è ancora ripartito dopo le criticità nella gara d’appalto. Il 15 ottobre ci sarà un passaggio al Tar. I sindacati hanno incontrato le amministrazioni per tutelare 18 lavoratori
Immagine di repertorio

GAVORRANO E SCARLINO. La mensa scolastica resta ancora un punto interrogativo per le famiglie di Gavorrano e Scarlino e al centro della vicenda c’è anche la questione lavorativa del personale impiegato nel servizio, che al momento si trova senza retribuzione.

La scuola è ormai iniziata da un mese ma ancora non è partito il servizio di refezione per le scuole dell’infanzia e primarie dei due comuni delle Colline Metallifere. E, ad oggi, non c’è ancora una data certa per la ripartenza. Tutto ruota attorno alla vicenda giudiziaria che ha interessato la procedura di affidamento del servizio. 

La gara, il ricorso e il riesame dell’aggiudicazione

All’origine della vicenda c’è la procedura di affidamento del servizio, gestita dalla Provincia di Grosseto per conto dei due Comuni. Il 9 luglio 2026 la mensa era stata aggiudicata alla società Cirfood. Successivamente, la seconda classificata, Del Monte Ristorazione Collettiva, ha presentato un ricorso contestando l’attribuzione dei punteggi tecnici.

Il 10 settembre è stato avviato formalmente il procedimento di riesame in autotutela, concluso il 23 settembre con l’annullamento della precedente aggiudicazione e l’affidamento del servizio a Del Monte Ristorazione Collettiva.

La nuova assegnazione è stata a sua volta contestata e la vicenda è ora in attesa di un pronunciamento del Tar, previsto per il 15 ottobre. Nel frattempo, il servizio non è ripartito per le scuole dell’infanzia e primarie, lasciando aperta la questione di come garantire la refezione durante l’attesa.

Alla ricerca di una soluzione temporanea

Le due amministrazioni comunali sono al lavoro per individuare una soluzione temporanea che consenta di riattivare il servizio, senza dover necessariamente attendere gli sviluppi della vicenda giudiziaria. Ma le difficoltà sembrano essere molte. 

A fare il punto sono state le sindache Stefania Ulivieri e Francesca Travison, intervenute insieme in un video pubblicato sui social per aggiornare genitori e cittadini sulla situazione. Le due amministratrici spiegano che le difficoltà sono legate alle problematiche emerse nell’affidamento. Il servizio mensa non è quindi partito, nonostante le procedure fossero state avviate nei tempi previsti.

«Siamo consapevoli dei disagi che questa situazione sta causando alle famiglie e ai bambini» affermano le due prime cittadine, che assicurano di essere impegnate nella ricerca di una soluzione nel più breve tempo possibile. Al momento, tuttavia, non è possibile indicare una data precisa per la ripartenza. Ma l’obiettivo è trovare una strada percorribile senza dover attendere necessariamente la conclusione dell’iter giudiziario. «Stiamo facendo il possibile per individuare una soluzione» dicono ai genitori. 

I sindacati: «Diciotto lavoratori senza retribuzione»

A pesare non sono soltanto i disagi per le famiglie. La situazione coinvolge infatti anche il personale impiegato nel servizio, che al momento si trova senza retribuzione e senza indicazioni certe sulla ripresa dell’attività.

Per questo Fisascat Cisl Grosseto e Filcams Grosseto hanno inviato una lettera alle amministrazioni comunali chiedendo un incontro urgente che si è svolto questa mattina. Le organizzazioni sindacali hanno infatti affrontato le ricadute del mancato avvio della mensa per avere garanzie per i 18 lavoratori e lavoratrici interessati.

«Abbiamo chiesto un confronto per parlare delle ricadute sul personale impiegato nel servizio», avevano spiegato ieri Sara Tosi, di Fisascat Cisl Grosseto, e Pierpaolo Micci, di Filcams Grosseto.

I sindacati ritengono essenziale che, nella ripresa delle attività, venga coinvolto il personale interessato dal cambio di appalto, tutelando sia l’occupazione sia il monte ore. Da qui la richiesta di una convocazione urgente per conoscere le misure che i Comuni intendono adottare.

“Noi per Gavorrano” chiede chiarimenti sui ritardi

Sulla vicenda è intervenuta anche “Noi per Gavorrano”, la civica all’opposizione in consiglio comunale, che chiede alla sindaca Ulivieri di chiarire come sia stata gestita la situazione nei mesi scorsi.

Al centro delle critiche ci sono i 63 giorni trascorsi tra l’aggiudicazione del 9 luglio e l’avvio del riesame in autotutela, il 10 settembre. Secondo il gruppo, è necessario sapere quando sia stato presentato il ricorso, quando le amministrazioni siano state informate e quali iniziative siano state intraprese per evitare che le conseguenze ricadessero sulle famiglie.

I consiglieri contestano inoltre la mancanza di una data certa per la ripartenza, ricordando che il 30 settembre era stata annunciata l’intenzione di avviare la mensa nella settimana tra il 5 e il 12 ottobre. La lista civica chiede quindi chiarimenti sulle interlocuzioni avute dalla sindaca con gli enti coinvolti e sulle possibili alternative valutate per garantire la continuità del servizio.

La replica del Pd: «Il centrodestra strumentalizza la vicenda»

Alle accuse dell’opposizione ha risposto il Partito Democratico di Gavorrano, che in una nota respinge le critiche e accusa il centrodestra di strumentalizzare la situazione per ragioni politiche.

I dem esprimono comunque vicinanza alle famiglie e ai lavoratori coinvolti. «Comprendiamo e condividiamo pienamente le criticità vissute in questi giorni dalle famiglie degli alunni coinvolti, costrette a riorganizzare la quotidianità fino all’avvio definitivo del servizio», si legge nella nota. Il partito manifesta inoltre solidarietà ai dipendenti che, durante questa fase di transizione, si trovano temporaneamente senza stipendio.

Secondo il Pd, le difficoltà derivano da una procedura di gara complessa, gestita dalla stazione unica appaltante della Provincia di Grosseto, con il Comune di Scarlino come capofila, e rallentata dai ricorsi amministrativi. Le amministrazioni, sostiene il partito, si sarebbero attivate nel più breve tempo possibile per individuare soluzioni temporanee a tutela delle famiglie.

Da qui la contestazione alla scelta dell’opposizione di chiamare in causa esclusivamente la sindaca Ulivieri. Per i democratici, le critiche dimostrerebbero una scarsa conoscenza delle procedure amministrative e delle responsabilità dei diversi enti coinvolti.

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