FOLLONICA. «Sulle donne la parola alle donne». Era il 1976 quando Oriana Fallaci pronunciava parole destinate a diventare celebri, intervenendo in televisione su uno dei temi più delicati e controversi della società italiana, quello dell’aborto. Cinquant’anni dopo, quelle parole tornano d’attualità a Follonica, dove sabato 10 ottobre una via del parco Centrale sarà intitolata alla giornalista e scrittrice. Ma proprio la cerimonia organizzata per celebrarla ha acceso una discussione che, almeno sui social, sembra aver messo in secondo piano l’intitolazione stessa.
A leggere il monologo della Fallaci sull’aborto sarà infatti un uomo, l’attore Giacomo Moscato. Una scelta che ha suscitato perplessità e critiche, soprattutto tra alcune donne che vedono una contraddizione nell’affidare a una voce maschile un testo profondamente legato all’esperienza femminile e al diritto di scegliere sul proprio corpo.
E non è soltanto l’interprete a far discutere. Nel mirino delle critiche sono finite anche la locandina, nella quale il volto dell’attore occupa il primo piano mentre quello di Oriana Fallaci appare più piccolo, e la comunicazione della Commissione per le pari opportunità, che presenta l’iniziativa come una «conferenza emozionale» senza utilizzare esplicitamente la parola aborto.
«Sulle donne la parola alle donne»
La posizione di Fallaci sulle questioni etiche che riguardano le donne non ha mai lasciato spazio a fraintendimenti. I temi legati alla condizione femminile, alla maternità e alla libertà di scelta, però, non hanno mai smesso di alimentare il dibattito e ancora oggi rappresentano argomenti attuali e divisivi.
Sabato prossimo, a Follonica, verrà intitolata a Oriana Fallaci una via all’interno del Parco Centrale. Ma la vicenda sembra già essere diventata un caso. Per celebrare il momento, la locale Commissione per le pari opportunità ha infatti organizzato una lettura del celebre monologo della giornalista dedicato al tema dell’aborto; e il modo in cui è stata organizzata e presentata la novità ha sollevato molti dubbi.
La lettura affidata a un attore
A interpretare il testo sarà l’attore Giacomo Moscato, una scelta che ha immediatamente suscitato alcune perplessità e diverse polemiche sui social. Tra i commenti comparsi online c’è chi si è chiesto: «Può un uomo davvero conoscere e comprendere questa tragedia femminile e dire di più di quello che potrebbe dire una donna?».
La scelta di affidare a una voce maschile un testo tanto intimo e legato all’esperienza femminile è infatti stata letta da alcune cittadine come una contraddizione rispetto allo stesso significato del libro della Fallaci. Lettera a un bambino mai nato, del resto, nasceva anche dalla riflessione su una società che privava le donne del diritto di decidere sul proprio corpo.
«Può un uomo comprendere questa tragedia?»
La discussione non riguarda quindi soltanto la scelta dell’interprete, ma più in generale il modo in cui una figura come quella di Oriana Fallaci viene oggi raccontata e celebrata, soprattutto quando il tema scelto è quello dell’aborto.
A far discutere è stata poi anche la locandina dell’evento. Nel manifesto, infatti, il volto dell’attore compare in primo piano, mentre quello della protagonista dell’iniziativa, Oriana Fallaci, appare più piccolo, sullo sfondo. «Un’irritante ingerenza – definita da una cittadina – anche quando dettata dalla più buona delle intenzioni».
Critiche anche alla comunicazione
Le polemiche più forti, però, sembrano essersi concentrate sulla comunicazione scelta dalla Commissione per le pari opportunità per presentare l’appuntamento. Nel post, senza mai nominare neanche una volta la parola “aborto”, si parla di una «conferenza emozionale» a cura dell’attore, e di «un’esperienza capace di emozionare e lasciare il segno».
Una scelta lessicale che ha sorpreso alcune delle persone che negli anni hanno seguito con attenzione il lavoro della Commissione. Proprio l’assenza di un riferimento esplicito al tema dell’aborto, e la spettacolarizzazione di quello che è un testo tanto intimo e spietato, ha infatti suscitato notevole disappunto.
L’appuntamento di sabato, dunque, arriva in un clima che va oltre la semplice celebrazione dell’intitolazione, portando una nuova crepa sulla commissione follonichese.




