Eurovinil, Tecnoseal e Vitelli: la nautica made in Maremma | MaremmaOggi Skip to content

Zattere, metalli che “salvano” gli scafi e motori per yacht: la Maremma industriale che lavora nel mondo

Dalle zattere di salvataggio agli anodi brevettati fino ai motori per gli yacht: cosa producono le tre aziende maremmane al Salone nautico di Genova
Il Salone Nautico di Genova e sotto da sinistra: Giovanni Mascagni e Rita Collina con Marica Orioli di Eurovinil, Giovanni Mascagni e Rita Collina con Filippo Soffici di Tecnoseal e Giovanni Mascagni e Rita Collina con Claudio Vitelli
Il Salone Nautico di Genova e sotto da sinistra: Giovanni Mascagni e Rita Collina con Marica Orioli di Eurovinil, Giovanni Mascagni e Rita Collina con Filippo Soffici di Tecnoseal e Giovanni Mascagni e Rita Collina con Claudio Vitelli

GROSSETO. Una costruisce a Grosseto dispositivi che devono funzionare quando in mare accade il peggio e c’è una vita da salvare. Un’altra fonde metalli destinati, letteralmente, a sacrificarsi al posto delle barche, impedendo alla corrosione di aggredire scafi, eliche e altre parti immerse. La terza è nata nel 1915 come officina meccanica a Porto Santo Stefano e oggi vende, installa e assiste grandi motori marini, con l’ambizione di entrare sempre più nel mercato degli yacht.

Si chiamano Eurovinil, Tecnoseal e Vitelli. Insieme hanno circa 150 dipendenti, ai quali si aggiungono gli stagionali, lavorano con clienti italiani e internazionali, investono in ricerca e sviluppo e stanno cercando nuove professionalità.

Sono una parte della Maremma industriale che si vede poco, soprattutto in una provincia che nell’immaginario collettivo vive di turismo, agricoltura e servizi. Eppure i prodotti che escono dagli stabilimenti di Grosseto e Porto Santo Stefano finiscono sulle imbarcazioni e nei mercati di mezzo mondo.

In questi giorni le tre aziende sono insieme al Salone nautico di Genova, una delle principali vetrine internazionali della nautica da diporto. Ed è proprio guardando ciò che hanno portato in fiera che si capisce quanto sia articolata la filiera del mare della provincia di Grosseto.

Da sinistra Domenico Solari (Solari srl), Claudio Vitelli (Vitelli srl), Filippo Soffici (Tecnoseal), Giovanni Mascagni (Confindustria Toscana Sud), Marica Orioli (Eurovinil), Rita Collina (Confindustria Toscana Sud)
Da sinistra Domenico Solari (Solari srl), Claudio Vitelli (Vitelli srl), Filippo Soffici (Tecnoseal), Giovanni Mascagni (Confindustria Toscana Sud), Marica Orioli (Eurovinil), Rita Collina (Confindustria Toscana Sud)

Eurovinil, da Grosseto i dispositivi che salvano vite in mare

La storia di Eurovinil comincia nel 1959. L’azienda è specializzata nei dispositivi di sicurezza e nelle soluzioni nautiche e lega la propria origine allo sviluppo della prima zattera autogonfiabile realizzata con saldatura ad alta frequenza, una tecnologia che sostituì il tradizionale incollaggio manuale.

Oggi nello stabilimento di via Genova, a Grosseto, si progettano e realizzano zattere di salvataggio, giubbotti, tender gonfiabili e altri sistemi di sicurezza destinati alla nautica professionale e da diporto. Eurovinil fa parte del gruppo internazionale Survitec, specializzato nelle tecnologie per la sopravvivenza e la sicurezza in mare, ma mantiene a Grosseto progettazione, produzione e servizi, compreso il centro nazionale per la revisione delle zattere.

Ed è un settore nel quale non si può sbagliare: ciò che viene prodotto deve funzionare proprio nel momento dell’emergenza.

Al Salone di Genova Eurovinil presenta anche un nuovo tender.

«Da due anni siamo tornati a partecipare al Salone nautico di Genova – dice Marica Orioli, amministratrice delegata e direttrice generale di Eurovinil – presentando la nostra gamma di prodotti: sistemi di salvataggio collettivi e personali, zattere, giubbotti, tender gonfiabili per imbarcazioni. La novità è una taglia di tender che precedentemente non era presente nella nostra gamma di prodotti».

La fiera è soprattutto una porta sul mercato internazionale. «È importante essere al Salone perché rappresenta il punto di riferimento per i clienti del settore della nautica da diporto italiana e internazionale e Eurovinil sta lavorando proprio per rafforzare la propria presenza a livello globale, nell’ambito della rete del gruppo Survitec di cui facciamo parte».

E dietro ai prodotti ci sono posti di lavoro: 50 dipendenti, quasi tutti del territorio, più una decina di stagionali. Con una prospettiva di ulteriore crescita.

«Puntiamo molto sull’innovazione: stiamo lavorando a tanti progetti e potremmo essere interessati a inserire ulteriori figure professionali da impiegare proprio nello sviluppo di nuovi prodotti».

Tecnoseal, quei pezzi di metallo che salvano gli scafi dalla corrosione

Pochi, fuori dal settore nautico, probabilmente saprebbero spiegare che cosa sia un anodo sacrificale. Un tempo chiamato zinco sacrificale. Eppure quasi ogni imbarcazione ne ha bisogno.

È il mondo di Tecnoseal, altra azienda nata e cresciuta a Grosseto.

Il principio, semplificando, è affascinante: un elemento metallico viene applicato alle parti immerse dell’imbarcazione affinché sia l’anodo a corrodersi progressivamente al posto dei metalli che deve proteggere. Da qui il termine “sacrificale”.

Tecnoseal lavora da oltre trent’anni nella protezione catodica e nello stabilimento grossetano produce anodi in zinco, alluminio e magnesio. Il suo catalogo comprende oltre 3.000 prodotti standard e più di 2.000 realizzati su richiesta dei clienti, per una gamma che l’azienda indica come la più vasta al mondo.

La produzione resta a Grosseto, mentre la dimensione commerciale è ormai internazionale, con presenze negli Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna.

Tecnoseal ha 80 dipendenti, 14 milioni di euro di fatturato e uno stabilimento di 7.500 metri quadrati.

«Partecipiamo al Salone di Genova da sempre – spiega l’amministratore delegato Filippo Soffici – perché è una vetrina importante per il comparto nautico, anche se, producendo accessori, le nostre fiere di riferimento sono altre, come l’Ibex di Tampa e il Metstrade di Amsterdam».

Il brevetto nato a Grosseto: il cadmio sostituito con il bismuto

A Genova Tecnoseal ha portato soprattutto una tecnologia sviluppata internamente: una nuova lega a base di zinco nella quale il bismuto prende il posto del cadmio. La lega Bi-TEC è stata studiata e sviluppata nello stabilimento di Grosseto ed è brevettata. La sua caratteristica è proprio l’assenza del cadmio, sostituito dal bismuto come attivatore.

«Portiamo a Genova i nostri prodotti ormai conosciuti, cioè gli anodi e i sistemi di monitoraggio, ma anche una novità: una lega metallica senza cadmio ma con il bismuto, che abbiamo inventato e brevettato per primi in tutto il mondo – dice Soffici –. Il prodotto è già in commercio, viene impiegato nei circuiti acqua mare e scambiatori di calore, e sta suscitando molto interesse perché più eco-compatibile».

La scelta industriale di Tecnoseal è quella di non inseguire i produttori internazionali sul costo. «Ci confrontiamo con produttori di tutto il mondo e siamo consapevoli di non poter competere sui prezzi, così puntiamo sulla qualità: tutto ciò che finisce sul mercato è progettato e prodotto nel nostro stabilimento, con know-how interno, e abbiamo 2 milioni di pezzi sempre disponibili in magazzino».

Anche qui la crescita significa occupazione. «Siamo in costante crescita, con turnover di personale, anche con lo strumento dell’alternanza scuola-lavoro».

E al Salone Tecnoseal porta anche un pezzo di Maremma: ogni anno organizza nel proprio spazio la “giornata maremmana”, offrendo prodotti del territorio a centinaia di visitatori.

Vitelli, l’officina nata nel 1915 che oggi vende grandi motori navali

Per arrivare alle origini della terza azienda bisogna tornare indietro di oltre un secolo. Era il 1915 quando a Porto Santo Stefano aprì una piccola officina meccanica. Da quella attività è nata Vitelli srl, oggi impegnata nella commercializzazione, assistenza e manutenzione di apparati propulsivi navali e distributore in Italia dei motori Baudouin e Weichai.

Nella sede di Porto Santo Stefano vengono svolte anche revisioni di motori e riduttori, lavorazioni di carpenteria navale e prove su un banco motori fino a 2.000 cavalli certificato Rina.

Il cuore del mercato è ancora quello delle imbarcazioni da lavoro.

«Operiamo principalmente nel settore delle imbarcazioni da lavoro, distribuendo in Italia i motori Baudouin e Weichai – spiega l’amministratore delegato Claudio Vitelli, che guida l’azienda insieme alla sorella Tatiana –. Ci occupiamo della commercializzazione, dell’assistenza e dei ricambi, operando nei comparti della pesca e del trasporto passeggeri ma anche in settori più di nicchia come dragaggi, rimorchi e pontoni da lavoro».

Adesso, però, c’è una nuova frontiera: gli yacht.

Dai pescherecci agli yacht Ferretti

Al Salone di Genova Vitelli presenta una nuova serie di propulsori destinati proprio al diporto. «La nostra ambizione è quella di entrare nel mondo della nautica da diporto, un segmento di mercato particolarmente attrattivo per molti grandi marchi europei: a Genova infatti presentiamo una nuova serie di motori per imbarcazioni da diporto di medie dimensioni, sviluppati con il gruppo Ferretti».

La collaborazione ha già una manifestazione concreta: il Ferretti Yachts 580, yacht di oltre 18 metri, utilizza due motori Baudouin 6F21 forniti attraverso Vitelli. Per l’impresa dell’Argentario significa entrare in un segmento completamente diverso da quello tradizionale delle barche da lavoro.

Oggi Vitelli conta 20 dipendenti e 6,8 milioni di euro di fatturato nel 2025, proveniente soprattutto dalla vendita di motori e ricambi. E anche qui ci sono investimenti in arrivo.

«Continuiamo il nostro percorso di sviluppo: l’azienda, fondata nel 1915, è alla quarta generazione e attualmente ha 20 dipendenti con un fatturato di 6,8 milioni nel 2025. Presto ci trasferiremo in un nuovo capannone ad Albinia, per agevolare la logistica, e stiamo cercando collaboratori per il settore commerciale».

C’è anche l’obiettivo di espandersi nei Balcani, frenato però dall’aumento dei costi. «Richiede ingenti investimenti e il caro-gasolio ci sta massacrando».

Una piccola filiera industriale da 150 lavoratori

Mettendo insieme soltanto i numeri forniti dalle tre imprese emerge una realtà che difficilmente viene associata all’economia maremmana: 150 dipendenti stabili, oltre agli stagionali di Eurovinil, ai quali si aggiunge inevitabilmente tutto l’indotto. Ma soprattutto tre specializzazioni completamente differenti concentrate nello stesso territorio: sicurezza e salvataggio, protezione dalla corrosione e propulsione navale.

Tre nicchie nelle quali il valore non nasce dalla quantità di materia prima utilizzata, ma da progettazione, brevetti, competenze tecniche, certificazioni e capacità di vendere fuori dai confini provinciali.

«La presenza di tre imprese grossetane al Salone nautico di Genova – dice il presidente della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud, Andrea Fratoni – conferma la vitalità e la competitività in un settore strategico per il nostro territorio come quello della blue economy, che da sempre ci impegniamo a sostenere».

Il progetto di un polo della nautica a Scarlino

L’idea di Confindustria è adesso provare a fare sistema attorno alle imprese già esistenti.

Fratoni ricorda la proposta avanzata attraverso Grosseto Sviluppo per realizzare un polo dedicato alla nautica nell’incubatore d’impresa della zona industriale della Botte, a Scarlino, che potrebbe ospitare attività legate al refitting delle imbarcazioni e corsi di formazione per creare le professionalità richieste dalle aziende. «Un progetto al quale vogliamo concretamente dare seguito», dice Fratoni.

Ed è proprio quello delle competenze uno dei fili che unisce le tre storie: Eurovinil valuta nuovi inserimenti nello sviluppo dei prodotti, Tecnoseal parla di crescita e ricambio del personale, Vitelli sta cercando collaboratori per l’area commerciale.

«Il settore nautico è di fondamentale importanza per l’ambito manifatturiero della provincia di Grosseto – conclude Giovanni Mascagni, responsabile della delegazione grossetana di Confindustria Toscana Sud – e il nostro tessuto imprenditoriale, come dimostra la presenza di Eurovinil, Tecnoseal e Vitelli a una delle principali fiere internazionali del settore, è perfettamente in grado di competere sui mercati globali continuando a puntare sulla qualità produttiva, sull’investimento in ricerca e sviluppo e sull’attenzione alla sostenibilità ambientale».

Poi il passaggio che probabilmente interessa di più a un territorio che da anni si interroga su come creare lavoro qualificato per i giovani. «Tutto questo non può che tradursi in opportunità occupazionali stabili. Il settore nautico deve mantenere un ruolo centrale nelle politiche di sviluppo territoriale».

Perché dietro una zattera, un piccolo pezzo di metallo fissato sotto uno scafo o un motore nascosto nella sala macchine di uno yacht c’è anche un pezzo di economia maremmana. E, spesso, è un pezzo che da Grosseto lavora direttamente con il mondo.

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