Spiagge, arrivano le nuove gare: ecco le regole che possono cambiare Marina e Principina | MaremmaOggi Skip to content

Spiagge, arrivano le nuove gare: ecco le regole che possono cambiare Marina e Principina

Concessioni da 5 a 20 anni, indennizzi agli uscenti, limiti alla concentrazione e qualità fino al 90% della valutazione. Venerdì 2 ottobre Ceccherini incontra le categorie. Confartigianato: «Troppe incertezze»
Ombrelloni in spiaggia a Marina di Grosseto in questi caldi giorni di autunno
Ombrelloni in spiaggia a Marina di Grosseto in questi caldi giorni di autunno

GROSSETO. Da 5 a 20 anni di concessione, un indennizzo per chi dovrà lasciare lo stabilimento, limiti alla concentrazione delle licenze nelle stesse mani, premi possibili per piccole imprese e tutela dell’occupazione. E soprattutto una regola destinata a cambiare definitivamente il sistema: le spiagge dovranno essere assegnate attraverso una gara. Per gli stabilimenti balneari di Marina di Grosseto e Principina a Mare la partita entra adesso nella fase decisiva.

E la data da segnare è venerdì 2 ottobre.

Alle 10, nella sala del consiglio comunale, l’assessore al Demanio marittimo Bruno Ceccherini incontrerà le associazioni di categoria per spiegare il percorso scelto dall’amministrazione e confrontarsi sulle procedure che dovranno portare, con il nuovo anno, alla pubblicazione dei bandi.

Un appuntamento fissato da tempo, ma che assume un peso ancora maggiore dopo la diffusione, il 30 settembre, della bozza del bando-tipo nazionale predisposta dal ministero delle Infrastrutture e presentata alla Conferenza unificata.

Il testo non è ancora definitivo e potrà essere modificato. Ma per la prima volta mette nero su bianco una parte delle regole con le quali potrebbero essere costruite le gare.

E proprio alla vigilia dell’incontro in Comune, Confartigianato Grosseto riunisce gli imprenditori, istituisce un tavolo permanente e avverte: «Ci sono ancora troppe incertezze».

Ceccherini lo aveva anticipato: «Le gare ormai dobbiamo farle»

Il Comune di Grosseto aveva mosso il primo passo già nei giorni scorsi.

La giunta ha approvato le linee di indirizzo per le procedure competitive relative alle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo, dando agli uffici il mandato di cominciare a costruire i futuri bandi.

Non sono ancora le gare, ma è l’atto che mette in moto la macchina destinata a ridisegnare la gestione delle spiagge.

Parlando con MaremmaOggi pochi giorni fa, Ceccherini aveva spiegato con chiarezza il punto dal quale parte l’amministrazione: non si discute più se Grosseto debba fare o meno le gare.

Il Comune ritiene di dover procedere, anche alla luce della sentenza con cui il Tar Toscana nel maggio scorso ha accolto il ricorso dell’Antitrust contro la precedente deliberazione comunale sulle concessioni.

Rinviare ulteriormente, aveva spiegato l’assessore, esporrebbe l’ente anche al rischio di un intervento sostitutivo. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è arrivare alla pubblicazione dei primi bandi nei primi mesi del 2027.

Intanto arriva il bando nazionale: concessioni da 5 a 20 anni

In mezzo al percorso avviato da Grosseto è arrivata però una novità destinata a pesare molto sulla discussione di domani.

La bozza del bando-tipo nazionale prevede che le nuove concessioni possano avere una durata da un minimo di 5 a un massimo di 20 anni.

Le gare dovranno essere avviate almeno sei mesi prima della scadenza dei titoli e comunque entro il 30 giugno 2027.

Durante le procedure dovrà inoltre essere garantita la continuità del servizio: le concessioni esistenti continueranno ad avere efficacia fino all’effettivo ingresso del nuovo gestore.

È una bozza, dunque le disposizioni potranno ancora cambiare.

Ma il documento comincia a rispondere alla domanda che accompagna da anni il settore: come saranno materialmente costruite le gare?

Il prezzo conterà poco: fino al 90% può giocarsi sulla qualità

Uno dei passaggi più interessanti riguarda il criterio di aggiudicazione. Secondo la bozza nazionale, dovrà essere utilizzata l’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto tra qualità e prezzo.

E il peso dell’offerta economica non potrà superare il 10% del punteggio massimo attribuito all’offerta tecnica.

Significa che la gara non dovrebbe trasformarsi semplicemente in una corsa a chi offre di più.

A pesare saranno soprattutto la qualità del progetto e i criteri stabiliti dalle amministrazioni nei singoli bandi.

Potranno essere previste, per esempio, premialità per le piccole e medie imprese oppure per chi introduce clausole sociali finalizzate a garantire la stabilità dei lavoratori.

Ed è proprio qui che la discussione locale diventa fondamentale. Perché dentro la cornice nazionale ci sarà da capire quali criteri sceglierà Grosseto e quale peso assegnerà a ciascuno di essi.

Accessibilità fino alla battigia

C’è poi un capitolo dedicato all’accessibilità. La bozza indica tra i requisiti per gli stabilimenti almeno un servizio igienico accessibile alle persone con disabilità, una doccia con spazio sufficiente per la manovra di una carrozzina da mare e percorsi senza dislivelli verso i servizi.

Le passerelle dovrebbero avere una larghezza minima di 1,20 metri e consentire l’accesso diretto alla battigia.

Un’impostazione che trova già un punto di contatto con le linee approvate dal Comune di Grosseto, nelle quali l’accessibilità e la piena fruibilità delle strutture e dei servizi da parte delle persone con disabilità sono indicate espressamente tra gli elementi da considerare nelle procedure.

Cosa succede se il concessionario perde la gara

Poi c’è probabilmente il punto più delicato per chi oggi gestisce uno stabilimento: l’indennizzo. Ceccherini aveva già anticipato che gli attuali concessionari dovranno essere avvertiti con sufficiente anticipo rispetto alla pubblicazione del bando, in modo da poter manifestare la volontà di presentare una perizia relativa all’indennizzo e indicare quali beni saranno eventualmente disponibili a cedere al nuovo gestore.

Adesso la bozza nazionale aggiunge un tassello.

L’indennizzo a carico del concessionario subentrante dovrebbe essere calcolato tenendo conto del valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati alla fine della concessione, oltre a quanto necessario per garantire un’equa remunerazione degli investimenti realizzati negli ultimi cinque anni.

È uno dei punti sui quali il confronto con gli imprenditori sarà inevitabilmente più serrato.

Un limite alle concessioni nelle stesse mani

La bozza affronta anche un altro tema destinato a pesare sulle future gare: la concentrazione delle concessioni.

L’obiettivo dichiarato è favorire la massima partecipazione e la concorrenza, prevedendo limiti al numero di lotti ai quali uno stesso concorrente può partecipare.

I dettagli dipenderanno dalle procedure e il testo nazionale non è ancora definitivo, ma il principio è significativo: evitare che le gare finiscano per concentrare troppe concessioni nelle mani degli stessi operatori.

Anche questo sarà uno degli aspetti da tradurre nella realtà di Marina e Principina.

I balneari si riuniscono: «Troppe cose ancora da chiarire»

Ed è proprio mentre la nuova cornice nazionale comincia a prendere forma che gli imprenditori grossetani si organizzano.

Nella sede di Confartigianato si sono incontrati concessionari, consulenti legali e fiscali. Con loro l’avvocato Christian Sensi e la consulente fiscale Irene Andreucci.

La riunione dei balneari di Confartigianato

Al centro della riunione sono finite sia la normativa vigente sia la bozza ministeriale, che secondo Confartigianato contiene ancora numerosi aspetti da chiarire.

L’associazione ha quindi deciso di costituire un tavolo permanente che verrà riconvocato ogni volta che sarà necessario analizzare novità, problemi e proposte da sottoporre alle istituzioni.

Calchetti: «Vogliamo essere dentro il confronto»

Il messaggio che Emiliano Calchetti, coordinatore delle categorie di Confartigianato, porterà ai tavoli istituzionali è chiaro. 

«Vogliamo rappresentare le istanze delle nostre imprese nelle sedi opportune – dice – e chiediamo con forza che le associazioni di categoria riconosciute siano parte attiva in tutti gli ambiti di impostazione e valutazione che saranno necessari per lo svolgimento delle gare».

Non c’è soltanto la sorte dei singoli stabilimenti. Secondo Confartigianato, il modo nel quale verranno costruite le procedure avrà conseguenze sull’intera economia della costa: fornitori, artigiani, lavoratori, servizi e attività che vivono direttamente o indirettamente del turismo balneare.

«Chiediamo attenzione – aggiunge Calchetti – non solo per la tutela del comparto ma, anche e soprattutto, per la tutela dell’intero sistema turistico e del suo indotto».

Venerdì 2 ottobre il primo vero confronto sulle regole

E così l’appuntamento di venerdì 2 ottobre alle 10 assume un significato diverso rispetto a quando era stato convocato.

Quando Ceccherini invitò le associazioni nella sala consiliare, il Comune aveva appena approvato le proprie linee di indirizzo.

Adesso sul tavolo c’è anche una bozza nazionale che parla di concessioni fino a vent’anni, indennizzi, limiti alla concentrazione, accessibilità, qualità dei progetti e tutela dell’occupazione.

E dall’altra parte arriveranno associazioni che hanno cominciato a raccogliere dubbi e richieste degli imprenditori.

Domani non verranno assegnate le spiagge e non saranno ancora scritti i bandi.

Ma potrebbe cominciare qualcosa di altrettanto importante: la discussione sulle regole con cui saranno decisi i concessionari del futuro.

Per Marina di Grosseto e Principina a Mare, dopo anni trascorsi a discutere soprattutto di proroghe, la stagione delle gare è ormai molto più vicina.

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