Il falso carabiniere arriva fino alla porta di casa: «Mia madre non l'ha fatto entrare» | MaremmaOggi Skip to content

Il falso carabiniere arriva fino alla porta di casa: «Mia madre non l’ha fatto entrare»

L’uomo si presenta nel pomeriggio a Capalbio Scalo e riesce a entrare nel condominio. Maria, 76 anni, resta sulla soglia e resiste alle insistenze: «Aspetti, chiamo mio figlio». Da una settimana segnalazioni di tentativi di truffa sulla Costa d’Argento
Una pattuglia dei carabinieri di Capalbio

CAPALBIO. Sono le 17.30, è ancora pieno giorno e nel condominio ci sono alcuni operai al lavoro. Maria, 76 anni, è affacciata al terrazzo quando vede un uomo davanti al portone che le fa cenno di aprire.

Potrebbe essere qualcuno arrivato per i lavori. Maria apre.

L’uomo entra nel condominio, sale le scale e arriva fino alla porta del suo appartamento. A quel punto si presenta: dice di essere un carabiniere e le mostra una scritta che dovrebbe dimostrarlo.

Ma qualcosa non torna.

Maria non spalanca la porta. Resta sulla soglia e non lo fa entrare. L’uomo insiste. Lei resiste. Poi pronuncia la frase che mette fine al tentativo: «Se insiste chiamo mio figlio. Aspetti qui e parli con lui». A quel punto il sedicente carabiniere se ne va.

È successo mercoledì 30 settembre a Capalbio Scalo e a raccontare quei minuti è Emanuele, il figlio della donna.

Un episodio che si inserisce in una serie di segnalazioni che da circa una settimana stanno interessando diverse località della Costa d’Argento, con telefonate e tentativi di truffa costruiti intorno a false emergenze familiari.

«È arrivato fino alla porta di mia madre»

«È successo intorno alle 17.30, in pieno giorno – racconta Emanuele –. Nel condominio dove vive mia madre c’era movimento perché stavano facendo alcuni lavori. Lei era affacciata al terrazzo e ha visto quest’uomo che le faceva cenno di aprire il portone».

Una circostanza che inizialmente non aveva destato particolare sospetto.

«Mia madre ha pensato che potesse essere una persona legata ai lavori o comunque qualcuno autorizzato a entrare e ha aperto».

L’uomo è salito.

«È arrivato fino alla porta dell’appartamento e si è presentato come un carabiniere, mostrando una scritta identificativa».

È in quel momento che Maria ha fatto la cosa più importante.

Non gli ha permesso di entrare in casa.

«Mia mamma si è messa sulla soglia – racconta il figlio – ed è stata brava a non farlo entrare».

«Aspetti, adesso chiamo mio figlio»

Secondo il racconto di Emanuele, l’uomo avrebbe provato più volte a convincere la donna ad aprire completamente la porta.

Maria però non si è spostata. Fino a quando gli ha detto: «Se insiste chiamo mio figlio. Aspetti e parli con lui». È bastato.

Il falso carabiniere ha desistito e si è allontanato.

Emanuele racconta che l’uomo aveva una mascherina abbassata sotto il mento, un particolare che potrebbe essere utile anche nel confronto con le altre segnalazioni arrivate negli ultimi giorni.

Poco dopo Maria ha telefonato al figlio. «Sono arrivato immediatamente a Capalbio», racconta Emanuele. Nel frattempo erano stati avvertiti i veri carabinieri e nella zona erano in corso controlli.

Per la donna, fortunatamente, nessuna conseguenza. La porta rimasta chiusa e quella minaccia di chiamare il figlio sono state sufficienti a far saltare il piano.

Da una settimana segnalazioni sulla Costa d’Argento

Quello di Capalbio Scalo non sarebbe infatti un episodio isolato. Da circa una settimana sono state segnalate in diverse località della Costa d’Argento telefonate e tentativi di truffa che presentano caratteristiche simili.

Non è ancora possibile stabilire se dietro i diversi episodi ci siano la stessa persona o lo stesso gruppo, ma il meccanismo segnalato segue uno schema ormai conosciuto.

Prima arriva una telefonata. La persona dall’altra parte della linea costruisce una situazione di emergenza: un figlio, un nipote o un altro familiare avrebbe avuto un incidente oppure sarebbe finito nei guai.

A volte nella storia viene tirata in ballo anche un’automobile. L’obiettivo è sempre lo stesso: mettere la vittima sotto pressione, impedirle di ragionare con calma e convincerla che sia necessario intervenire immediatamente.

Poi può arrivare qualcuno alla porta.

Anche a Magliano qualcuno ha provato a entrare

Segnalazioni di tentativi analoghi sono arrivate anche dalla zona di Magliano in Toscana. In almeno un caso il raggiro sarebbe arrivato fino all’abitazione della persona presa di mira.

Anche in quella circostanza, però, la possibile vittima avrebbe intuito che qualcosa non andava e non avrebbe consentito ai sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine di entrare in casa.

La prudenza mostrata dalle persone coinvolte ha quindi impedito che i tentativi avessero conseguenze.

Ma proprio la frequenza delle segnalazioni degli ultimi giorni mantiene alta l’attenzione.

Prima la paura, poi il falso carabiniere

Il meccanismo sfrutta soprattutto la paura per una persona cara. La telefonata crea l’emergenza. Chi chiama può sostenere che un familiare sia rimasto coinvolto in un incidente, che abbia provocato un danno o che si trovi in una situazione dalla quale sia necessario tirarlo fuori immediatamente.

Poi entra in scena il sedicente carabiniere o comunque una persona che sostiene di rappresentare un’autorità.

La divisa, un tesserino, una scritta o semplicemente il tono utilizzato servono a rendere credibile una storia costruita per arrivare a denaro, gioielli o altri oggetti di valore.

Ed è proprio l’urgenza il primo campanello d’allarme.

Se qualcuno bussa alla porta, chiamare il 112

La regola fondamentale è non consegnare denaro o gioielli a sconosciuti e non far entrare in casa chi si presenta improvvisamente sostenendo di dover risolvere un’emergenza familiare.

Se qualcuno dice di essere un appartenente alle forze dell’ordine e il suo comportamento suscita dubbi, è possibile chiudere la porta e chiamare direttamente il 112 per verificare. E soprattutto bisogna evitare di farsi trascinare dalla fretta imposta da chi telefona.

A Capalbio Scalo sono bastati pochi secondi di lucidità. Un uomo era riuscito a entrare nel condominio e ad arrivare fino alla porta di casa di una donna di 76 anni.

Maria quella porta non l’ha aperta. E quando gli ha detto che avrebbe chiamato suo figlio, il falso carabiniere ha capito che il tentativo era fallito.

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